silvia salis cabina telefonica a genova usata come wc

SILVIA SALIS, LA POLITICA E’ SANGUE MA SOPRATTUTTO MERDA!  PRIMA DI LANCIARSI SULLA RIBALTA NAZIONALE, LA SINDACA DI GENOVA È BENE CHE SI OCCUPI DELLE BEGHE DELLA POLITICA LOCALE – LE OPPOSIZIONI A GENOVA LE CONTESTANO LA MANCANZA DI CESSI AL DJ SET DI CHARLOTTE DE WITTE, DOPO I VIDEO IN CUI SI VEDE UNA CABINA TELEFONICA USATA COME UN ORINATOIO - IL COMUNE AVEVA PROVVEDUTO ALL’INSTALLAZIONE DI BAGNI CHIMICI, CHE SI SONO PERÒ RIVELATI INSUFFICIENTI PER LE MIGLIAIA DI PRESENTI – LA RENZIANA SALIS PUO’ DIVENTARE LEADER DELLA FUTURA ''CASA RIFORMISTA'', TERZA GAMBA CENTRISTA DEL CAMPOLARGO – VIDEO

 

https://www.primocanale.it/attualit%C3%A0/65756-concerto-de-witte-degrado-genova-musica-techno-orinatoio.html

 

Da genova24.it

 

Con le note del dj set di Charlotte De Witte ancora nelle orecchie e un boom di video e foto di piazza Matteotti piena all’inverosimile sui social, arriva qualche critica all’organizzazione del maxi evento, che si è guadagnato anche titoli internazionali.

 

SILVIA SALIS CABINA TELEFONICA A GENOVA USATA COME WC

La consigliere Rosanna Stuppia (Vince Genova) e il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia hanno deciso di portare in Consiglio comunale il tema dei servizi igienici pubblici della città dopo alcuni video che mostravano i partecipanti al dj set usare una cabina telefonica in disuso come toilette pubblica. Il Comune aveva effettivamente provveduto all’installazione di bagni chimici, che si sono però rivelati insufficienti per le migliaia di presenti.

 

“Il concerto della star della musica techno è senz’altro andato bene ma il Comune amico, è proprio il caso di dirlo, si riconosce nel momento del bisogno. Le cabine telefoniche quand’anche dismesse non sono orinatoi“, sottolineano Mascia e Stuppia.

 

“È una questione di decoro, inclusione e rispetto per chi vive e visita la città — aggiungono — Altre città italiane ed europee hanno già trovato soluzioni efficaci. L’amministrazione comunale deve continuare a fare la sua parte.

silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova

 

Dal 2021 erano stati approntati interventi di manutenzione con l’obiettivo di riaprire i servizi da tempo inaccessibili e il mantenimento in funzione e il decoro di quelli ancora aperti. Si trattava di interventi di manutenzione ordinaria, che comprendevano pulizia, riverniciatura e ripristino”.

(…)

 

SILVIA SALIS SI PREPARA A SFIDARE LA DESTRA

Donato Paolo Mancini per “Bloomberg”, tradotto e pubblicato da “Internazionale”

 

La sindaca di Genova ha detto che se nel centrosinistra la sua candidatura avesse l'appoggio di tutti potrebbe presentarsi alle elezioni politiche del 2027 per guidare il governo La sconfitta referendaria subita da Giorgia Meloni il 23 marzo ha galvanizzato l'opposizione italiana. Si sono riaccese le speranze di tornare al governo ed è emerso un nome nuovo come potenziale contendente alle prossime elezioni: Silvia Salis.

 

Salis, 40 anni, non ha una lunga esperienza politica e non siede in parlamento a Roma, ma a Genova, nel cinquecentesco palazzo Doria-Tursi, la sede del comune, dove ricopre la carica di sindaca. Per il momento l'ex atleta olimpionica di lancio del martello pensa che contrastare la retorica di Meloni, incentrata sulla guerra culturale, e costruirsi un profilo di rilevanza nazionale, sarà sufficiente a renderla una sfidante credibile.

GENOVA CABINA TELEFONICA USATA COME WC

 

"Sono una candidata progressista che crede fermamente nella possibilità di far coesistere lo sviluppo economico con la giustizia sociale. Questo governo di destra non è stato capace di ottenere né l'uno né l'altra, scontentando tutti. Direi che è un risultato notevole", afferma la sindaca.

 

Salis non è iscritta a nessun partito, ma spiega che le sue radici affondano solidamente nella sinistra. È salita alla ribalta politica nel 2025, quando ha saputo compattare l'opposizione e sconfiggere il candidato vicino a Meloni nelle elezioni amministrative.

 

A Genova il no al referendum sulle proposte del governo per riformare la giustizia ha ottenuto il 64 per cento delle preferenze, il 10 per cento in più rispetto alla media nazionale. Risultati come questo hanno portato Meloni sulla difensiva per la prima volta da quando nel 2022 è andata al governo.

 

silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova

Nel consolidare la sua immagine politica, non si è preoccupata troppo dell'opposizione, conquistando gli investitori e accrescendo l'influenza dell'Italia su questioni come l'Ucraina e l'accordo commerciale del Mercosur.

 

Senza essere riuscita a realizzare l'unica riforma promessa agli elettori, la presidente del consiglio, il 9 aprile 2026, nel suo primo discorso in parlamento dopo la sconfitta al referendum ha detto solo che porterà a termine il suo mandato. Atleta olimpionica In Italia le prossime elezioni legislative sono in programma per la fine del 2027.

 

Secondo un sondaggio Ipsos/Corriere della Sera, Fratelli d'Italia, il partito di Meloni, otterrebbe circa il 26,7 per cento dei voti, l'1 per cento in meno rispetto a prima del referendum. Il Partito democratico, invece, guadagnerebbe circa 1,3 punti, attestandosi al 22 per cento.

 

L'opposizione composta da blocchi eterogenei che comprendono il Partito democratico, i populisti del Movimento 5 stelle, l'Alleanza Verdi e Sinistra e altre formazioni minori è galvanizzata dalla vittoria referendaria, ma resta ancora molto lavoro da fare. Non è stata fissata una data per le primarie e nessun potenziale leader dell'opposizione è emerso in modo chiaro. Inoltre non è detto che tutti i sostenitori del no al referendum voterebbero contro Meloni alle politiche.

 

silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova 3

Attualmente le due figure di spicco dell'opposizione sono l'ex presidente del consiglio e leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte ed Elly Schlein, segretaria del Partito democratico dal 2023. L'ascesa dal nulla alla vetta del potere non è certo un caso isolato nella recente politica italiana. Conte era un avvocato e un professore universitario senza alcuna esperienza politica prima di diventare capo del governo nel 2018, tanto che i suoi detrattori lo chiamavano il "signor nessuno".

 

Dopo aver rappresentato l'Italia alle olimpiadi di Pechino e Londra, Salis è stata nominata vicepresidente del Comitato olimpico nazionale, ruolo che ha ricoperto per quattro anni diventando la prima donna ad avere quell’incarico.

 

Genova, ex repubblica marinara ormai lontana dai fasti del passato, deve affrontare gli stessi problemi che affliggono l’Italia: una popolazione sempre più anziana, una forte emigrazione giovanile e un grave decadimento delle infrastrutture.

 

Per usare le parole della sindaca Salis, la città è “all’avanguardia” rispetto ai problemi del paese. La ricetta di Salis per Genova per ora si concentra sulla riqualificazione del centro storico, sulla lotta alla criminalità, sul salvataggio dell’azienda di trasporto pubblico, fortemente indebitata, e sul decentramento del processo decisionale. Ma davvero la sindaca è pronta per diventare la prossima presidente del consiglio?

 

charlotte de witte a genova con silvia salis

Di sicuro può contare sull’appoggio dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, che in passato è stato anche segretario del Partito democratico dopo aver ricoperto la carica di sindaco di Firenze. Salis ha perfino assunto Marco Agnoletti, l’ex ad- detto stampa di Renzi, e non nasconde le sue ambizioni.

 

“È evidente che non posso sfuggire all’attenzione nazionale, non posso eludere le domande. È interessante, mi lusinga”, afferma, precisando che non parteciperà alle primarie. Ma ammette che se le chiedessero in modo unitario di candidar- si “mentirei dicendo di non voler prendere in considerazione la cosa”.

 

In linea generale Salis propone un programma di centrosinistra: riforma sanitaria, rigore fiscale, controlli mirati sui prezzi dell’energia e sostegno per favorire le nascite, comprese quelle tramite la fecondazione in vitro, evitando al contempo posizioni ideologiche rigide sull’energia nucleare o sul reddito di cittadinanza. Il suo messaggio si fonda su un’idea chiave: le crescenti disuguaglianze e l’impoverimento della classe media sono ormai evi- denti anche tra i lavoratori.

silvia salis matteo renzi

 

Adesso l’attenzione nei confronti dell’ex lanciatrice del martello è forte, al punto che qualcuno ha già cominciato a definirla “l’anti-Meloni”. Alla domanda su possibili somiglianze con la presidente del consiglio, Salis ride e poi risponde: “No, mi chiamo Silvia. Ma sì, sono una madre, sono cristiana e sono anche sposata. Soddisfo tutti i requisiti”

charlotte de witte a genova con silvia salis charlotte de witte a genova charlotte de witte a genovaSILVIA SALIS IN PIAZZA A GENOVA AL DJ SET DI CHARLOTTE DE WITTE

 

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