L’ABUSIVO DEL GOVERNO LETTA - IL SINDACO/VICEMINISTRO DE LUCA (PD): “INCOMPATIBILE? NO, NON HO LE DELEGHE!”

Vincenzo Iurillo per "Il Fatto Quotidiano"

A prima vista la lettera con cui confessa di non essere un vero viceministro, ma un mezzo abusivo del governo Letta, fa sorridere. Invece è la sua ennesima furbata. Vincenzo De Luca è un politico dalla mente diabolica. Viceministro Pd alle Infrastrutture per un esecutivo che potrebbe cadere da un momento all'altro, sindaco di Salerno stretto nella morsa di una procedura di incompatibilità, di fronte al rischio di perdere due poltrone in poche settimane e scomparire definitivamente dalla scena ha reagito estraendo il coniglio dal cilindro.

Ossia, firmando un documento esilarante ma che gli tiene aperte tutte le porte e gli fa conquistare tempo prezioso per completare in prima persona alcune importanti opere pubbliche a Salerno - la Lungo Irno e la metropolitana leggera, che dovrebbero inaugurarsi tra ottobre e i primi di novembre - e lo tiene in caldo e competitivo per una campagna elettorale da qui a breve.

Se ci sarà, come è probabile. Se poi sarà quella per la presidenza della Regione Campania, contro l'amata-odiata concittadina Mara Carfagna, o per un nuovo mandato da sindaco, il terzo consecutivo (possibile, per la legge), si vedrà. Perché non dipende solo da lui. Ma andiamo con ordine.

Mentre nella conferenza stampa di ieri in Comune De Luca snocciolava alla velocità della luce l'elenco di appalti pubblici per 250 milioni a Salerno ("hanno sbagliato a scrivere 200 milioni, sono di più"), tra il pubblico circolava la copia di una lettera del sindaco al presidente del consiglio comunale. Le controdeduzioni di De Luca alla contestazione di incompatibilità. Con le quali il sindaco ammette di essere un viceministro per finta.

"L'incarico implica deleghe conferite dal ministro e approvate dal consiglio dei ministri. È l'attribuzione delle deleghe che dà piena effettività alle funzioni. Allo stato, però - ricorda - pur avendo giurato nelle mani di Letta, non ho ricevuto alcuna delega. Quindi non c'è incompatibilità tra le cariche di sindaco e viceministro".

E così De Luca ha trasformato un problema in un'opportunità, rigirando a suo favore gli sfottò e le provocazioni sul tema piovutegli addosso, a cominciare da un'interrogazione parlamentare del M5S. I primi a sottolineare che in realtà De Luca è solo un sottosegretario.

Anche il ruolo di sottosegretario è incompatibile con quello di sindaco, ma il consiglio comunale, pieno di fedelissimi deluchiani, ha contestato l'incompatibilità con il ruolo di viceministro. Sarà divertente assistere alla seduta dedicata alla questione, in calendario il 2 settembre, e vedere come verrà dipanata la matassa. Probabilmente l'aula dovrà riformulare la contestazione e De Luca avrà altri giorni, settimane, per nuove controdeduzioni.

Intanto il 21 settembre sfilerà con la fascia tricolore durante la processione di San Matteo, rito per lui irrinunciabile. Poi avrà altro tempo per seguire personalmente il fiume di finanziamenti governativi ed europei coi quali cementificherà mezza Salerno accreditandosi come il "sindaco del fare" negli ambienti imprenditoriali ed edilizi della provincia.

Non a caso, tra gli spettatori attenti del De Luca ‘capomastro' è stato intravisto Elio Rainone, il costruttore del Crescent. "Salerno non ha opere incompiute, ma cantieri che procedono in ritardo", si è lasciato sfuggire il sindaco senza avvertire la portata autoironica delle parole.

E se davvero il governatore Pdl Stefano Caldoro dovesse lasciare in anticipo la Campania per volare all'Europarlamento, sarebbe già calda la macchina della campagna elettorale di De Luca, che non fa mistero di ambire alla Regione. Specialmente se i berluscones dovessero contrapporgli la salernitana Carfagna, decisione che trasformerebbe la sua città nel principale ring della competizione.

E poi ci sono un paio di uscite di emergenza. Un viceministro per finta può mollare Letta al suo destino e rimanere sindaco di Salerno. Oppure, se Letta dovesse superare indenne la burrasca, De Luca può sempre restare nel governo e lasciarsi decadere da sindaco entro fine ottobre.

Entro i primi due anni e mezzo dall'elezione. In questo caso il limite dei due mandati non si applica e può ricandidarsi a primo cittadino nel 2014. Arrivando al voto con una città guidata da un sindaco scelto da lui. "È un incompatibile senza pudori, non c'è limite alla decenza" grida Roberto Celano dai banchi dell'opposizione. Ma la sua voce si perde nel fruscìo delle trame di De Luca.

 

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