pignoramento conto corrente conte gualtieri

LA SOCIETÀ ILLIQUIDA - DAL MONDO BANCARIO E DELLE IMPRESE ARRIVA LA RICHIESTA DI SEMPLIFICARE LE PROCEDURE PER CONCEDERE LA LIQUIDITÀ NECESSARIA. ANCHE ALLA TASK FORCE ARRIVANO SEGNALAZIONI DI TITUBANZE E DIFFICOLTÀ AD AVERE IL CREDITO. E L'ABI CHIEDE ANCHE LO SCUDO PENALE PER EVITARE CHE SUGLI ISTITUTI SIANO TRASFERITI I RISCHI DI IMPRESE CADUTE IN STATO DI INSOLVENZA

 

Jacopo Orsini per “il Messaggero”

 

antonio patuelli 16

Cominciano ad andare a regime le misure varate dal governo per garantire liquidità alle imprese durante il blocco delle attività dovuto all'emergenza coronavirus. Anche se da parte delle aziende più piccole si continuano a lamentare difficoltà nell'accesso ai finanziamenti straordinari fino a 25 mila euro previsti dai provvedimenti messi in campo per fronteggiare la crisi. I dati diffusi nel fine settimana dalla task force costituita dai ministeri dell'Economia e dello Sviluppo, dalla Banca d'Italia e dall'Abi per assicurare un rapido utilizzo degli aiuti - segnalano 1,3 milioni di domande di moratoria sui prestiti per un valore di 140 miliardi (considerando sia le misure previste dai decreti Cura Italia e Liquidità che le iniziative volontarie degli istituti).

 

LE PROCEDURE

Per quanto riguarda le richieste di sospensione delle rate sui prestiti, poco più della metà delle domande provengono dalle imprese (a fronte di prestiti per 101 miliardi). Oltre 600 mila sono invece arrivate dalle famiglie e riguardano una esposizione di 36 miliardi. Circa 42.500 sono richieste di stop alle rate del mutuo sulla prima casa, per un importo medio di circa 99.000 euro. Si può stimare che circa il 70% delle domande relative alle moratorie sia già stato accolto, mentre solo l'un per cento circa è stato rigettato e il resto è ancora in fase di esame.

 

giuseppe conte roberto gualtieri 12

Sono invece oltre 20 mila le richieste giunte al Fondo di garanzia (5.200 nell'ultima settimana) per i nuovi finanziamenti fino a 25 mila euro garantiti dallo Stato per un totale di 115 milioni. Intesa Sanpaolo ha reso noto che per le richieste di prestiti fino a 25.000 euro per l'emergenza ha già effettuato 1.000 accrediti in conto corrente e altre 7.000 pratiche sono in erogazione, con tassi che partono dallo 0,04% (le norme prevedono che il tasso di interesse applicato dalla banca debba tenere conto solo della copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell'operazione).

 

Ma l'istituto ha poi puntualizzato che sono oltre 104 mila le richieste ricevute, di cui 32 mila nell'ultima giornata della settimana, e che «circa un quarto delle domande sono incomplete e richiedono ulteriore lavorazione». A sua volta Banco Bpm la settimana scorsa ha ricevuto oltre 28mila domande per un ammontare stimato di 450 milioni di euro. Ma sono decine di migliaia le richieste arrivate agli istituti fin dai primi giorni di operatività delle nuove norme.

 

LOGO SACE SIMEST

A completare la gamma di strumenti varati per andare in soccorso delle aziende in difficoltà per lo choc coronavirus questa settimana intanto andranno a regime anche i finanziamenti agevolati con la garanzia di Sace, la società di Cassa depositi e prestiti specializzata nel sostegno alle imprese, previsti sempre dal decreto liquidità. Nei giorni scorsi molti istituti - fra cui Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e Bper - hanno siglato i protocolli con la società pubblica necessari per far partire l'operazione destinata ad andare in soccorso delle imprese più grandi in crisi per l'emergenza Covid-19.

 

L'operazione - del valore complessivo di 200 miliardi - ha l'obiettivo di assicurare la necessaria liquidità alle imprese per tutto il 2020. La garanzia fornita da Sace copre finanziamenti di importo non superiore al 25% del fatturato realizzato l'anno scorso dall'azienda o se più alto al doppio del costo del personale. La durata dei finanziamenti è di massimo 6 anni e il provvedimento prevede che le commissioni delle banche siano limitate al recupero dei costi e il tasso del prestito inferiore a quello che si avrebbe in assenza di garanzia.

 

Pressante intanto è la richiesta, che arriva anche dal mondo bancario, di semplificare ulteriormente le procedure per concedere la liquidità necessaria alle imprese. Anche alla task force arrivano segnalazioni di titubanze e difficoltà ad avere il credito. Il tema di un ulteriore snellimento del percorso per arrivare alla concessione del credito resta quindi sul tavolo.

 

STEFANO BUFFAGNI

Il decreto Liquidità approvato dal governo all'inizio di aprile con le misure straordinarie a favore delle imprese deve ancora essere convertito in legge ed è possibile che durante il percorso si possa studiare una ulteriore velocizzazione delle procedure. Anche se, si fa notare, la normativa è già stata semplificata al massimo e le società devono presentare alle banche solo un'autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa del coronavirus.

 

LA TUTELA

C'è infine un altro punto su cui insiste l'Abi: la tutela legale. «È necessario definire soluzioni che dando certezza ai profili di responsabilità della banca possano accelerare l'erogazione della liquidità», ha osservato sempre Sabatini, spiegando che «occorre tutelare sotto il profilo penale l'attività di erogazione di credito durante la crisi». Questo per evitare che sugli istituti siano trasferiti i rischi nel caso in cui le imprese cadessero in stato di insolvenza. Una richiesta già respinta però dal viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni: «Non credo che lo scudo penale sia la risposta». Alle banche dunque non resta che proseguire con le tradizionali procedure di controllo in attesa di novità.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...