1-- AL PROCESSO PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE, IMPAREGGIABILE PERFOMANCE DI STRAUSS-KAHN DAVANTI ALLA BASITA AUSBART, TRENTENNE GIUDICE ISTRUTTORE 2- DSK, DA IMPUTATO, DIVENTA IL PROFESSORE CHE HA LETTO QUALCHE LIBRO DI DE SADE E “HISTOIRE D’O”, E BACCHETTA E DISTRUGGE LE SICUREZZE DELLA GIOVANE BACCHETTONA CHE DI ORGE E FESTINI DIMOSTRA DI NON SAPERE NIENTE: “NEL LIBERTINAGGIO NON ESISTE UN OGGETTO, MA SOLO DUE SOGGETTI CHE DESIDERANO PARTECIPARE” 3- ALLA STUPEFATTA GIUDICE DSK OSSERVA: “HO OSSERVATO SPESSO GIOVANI DONNE VESTITE COME ME E LEI LE QUALI, UNA VOLTA ENTRATE IN UN CLUB LIBERTINO, INDOSSAVANO TENUTE INDECENTI, SENZA CHE QUESTO NE FACESSE DELLE PROSTITUTE…” 4- E QUANDO L'ESTENUATA GIUDICE CHIEDE A DSK SE GLI SEMBRA NATURALE CHE UNA DONNA DI VENTI ANNI DESIDERI FARE SESSO CON UN UOMO DI SESSANTA. IL VECCHIO LIBERTINO RIBATTE: “IL CINEMA E I ROMANZI SONO PIENI DI QUESTE SITUAZIONI! COSA CONTA L'ETÀ!”

Emanuele Trevi per il "Corriere della Sera"

Bisogna ammettere che, per quanti sforzi possano fare i poeti e i romanzieri, la letteratura involontaria che ci offrono le pagine di cronaca dei giornali è impareggiabile sia sul versante tragico che su quello comico. Nemmeno il grande Diderot o il maligno Voltaire, forse, sarebbero stati capaci di immaginare e descrivere l'interrogatorio subìto da Dominique Strauss-Kahn lo scorso 26 marzo, riportato con ampie citazioni letterali su Le Monde di qualche giorno fa. Si tratta del celebre affaire dei festini organizzati in varie suite di grandi alberghi, tra Parigi e la provincia.

Ma per poter parlare di grande letteratura, come si sa, non basta la vicenda: sono i personaggi a fare la differenza. Ed eccoli qui, in un'aula del palazzo di giustizia di Lille, uno di fronte all'altra, i protagonisti del dramma, entrambi dotati del loro tipo particolare di grandezza. DSK, l'accusato, è fin troppo facile immaginarselo.

Ma dall'altra parte del tavolo, a tenere degnamente testa al vecchio volpone, ferito ma non arreso, c'è Stéphanie Ausbart, trentenne, giudice istruttore di un procedimento per prossenetismo, ovvero sfruttamento (aggravato) della prostituzione. E come nei duelli verbali del miglior repertorio teatrale, la differenza dei caratteri fa sprizzare le scintille della sfida, la reciproca incomprensione produce lampi di pura verità.

Stéphanie, come si accennava, non ha nulla da invidiare al suo più illustre antagonista. Costretta ad avventurarsi in un territorio ambiguo e scivoloso, nel quale non è facile separare il reato dalla vita privata, impugna il Codice penale come una lanterna. All'umidità, al carattere ombroso del desiderio contrappone un sapere secco, legnoso, totalmente razionale.

Ma per stanare DSK, per indurlo a qualche ammissione o passo falso, deve confessare qualcosa di sé. Perché lei, a un certo punto dell'interrogatorio, lo deve ammettere, di libertinaggio non ha nessuna esperienza. E dunque, sospetta un crimine all'interno di pratiche e modi di vita che può solo congetturare dall'esterno.

Questa contraddizione è come una specie di breccia nel muro, turrito e scosceso, dell'impianto accusatorio. Se l'innocente Stéphanie non sa come funzionano le cose durante quei festini, perché solo l'esperienza potrebbe averglielo insegnato, come fa a stabilire come e quando una relazione libertina fra adulti consenzienti si è trasformata in un reato? Attenzione, Stéphanie. Perché se DSK non facesse caso a queste debolezze femminili, non sarebbe quel pezzo da novanta, quel fenomeno che è sempre stato. E il banco degli imputati fa presto a trasformarsi nella cattedra del professore.

E' come se Cappuccetto Rosso iniziasse a chiedere al lupo che sapore ha la carne umana, se le nonne sono davvero così buone da mangiare... Salito in cattedra, DSK è del tutto degno della sua fama. Amico dei più illustri philosophes parigini, non ha difficoltà a formulare aforismi come questo: «Nel libertinaggio non esiste un oggetto, ma solo due soggetti che desiderano partecipare».

Viva la Francia! Ve lo immaginate, fuori dal paese di Cartesio, un imputato che si difende a colpi di soggetto e oggetto? Ma poi, cosa vuol dire esattamente la frase? Cosa faranno mai, questi due «soggetti» libertini, privi del loro «oggetto» e liberi di scatenarsi nei territori sconfinati del reciproco consenso? Ma è proprio questo il punto. Come molte affermazioni dei suoi amici parigini, anche questa di DSK non significa assolutamente nulla. Messa a verbale, però, ancora più che su un libro o su una rivista elegante, emana una specie di inestinguibile potenza suggestiva.

Se Stéphanie, in un attimo di debolezza, verrà indotta a pensare che è lei a non capirla, avrà iniziato a soccombere. La luce del Codice penale può vacillare come una candela investita da uno spiffero freddo. Proteggila, Stéphanie! Ma DSK non è forte solo in filosofia. Al contrario, sa dosare e variare da grande chef gli ingredienti della sua lezione.

Ad esempio, gli viene fatto notare che quelle signore «libertine» incontrate durante i festini, almeno giudicando dalla maniera di vestirsi, più che soggetti senza oggetto sembrano proprio delle puttane. Ma come!, obietta il professor DSK, con l'ironica degnazione che si riserva a quelle domande degli scolari che, fin troppo ingenue, sono comunque il trampolino di una spiegazione importante.

Le scollature vertiginose e le calze a rete non sono affatto segnali di prostituzione. «Ho osservato spesso», rivela DSK a una stupefatta Stéphanie, «giovani donne vestite come me e lei le quali, una volta entrate in un club libertino, indossavano tenute indecenti, senza che questo ne facesse delle prostitute».

Questo è davvero un colpo da maestro, un colpo basso. Perché queste donne vestite come Stéphanie, che a un certo punto della serata si trasformano in insaziabili libertine, come potranno non destare in lei un moto di identificazione? Basta un millesimo di secondo, un fulmineo soprassalto dell'identificazione e il gioco è fatto, il veleno è penetrato nell'organismo.

E quando l'estenuata Stéphanie chiede a DSK se gli sembra naturale che una donna di venti anni desideri fare sesso con un uomo di sessanta, anche il più banale senso comune si rivela un'arma potente. Ma come, ribatte il vecchio libertino, il cinema e i romanzi sono pieni di queste situazioni! Cosa conta l'età! Viene un sospetto: ma non è che col passare del tempo DSK ci abbia fatto un pensierino, su Stéphanie? Triste e deplorevole è il lupo che perde il vizio, non quello che continua a fare quello che ha sempre fatto, fino all'ultimo respiro.

E voi giovani, che come Stéphanie non sapete nemmeno di cosa si parla, quando si parla di libertinaggio, e contro i padri così imbarazzanti e incorreggibili avete ripristinato la virtù dei nonni, la correttezza, la monogamia... pensateci bene, prima di andare a disturbare un «soggetto» come DSK. Lasciatelo in pace, piuttosto, a cuocere fino all'ultimo nel suo voluttuoso brodo. Non ha fatto niente di così grave. E soprattutto, non lo costringete a farvi la lezione, mentre voi pensate di fargli la morale.

 

DOMINIQUE STRAUSS KAHNDominique Strauss Kahn arrestatoDOMINIQUE STRAUSS-KAHNDSK CON GLI AVVOCATI BRAFMAN E TAYLORdominique-strauss-kahn-imf-in-courtDominique-Strauss-Kahn-PorscheDominique Strauss KahnDominique Strauss KahnDominique Strauss KahnSTRAUSS KAHN A PARIGI CON LA BARBA INCOLTA

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…