giorgia meloni barbie oppenheimer

LA SORA GIORGIA DEVE SCEGLIERE: O LA LOTTA O IL GOVERNO – IL CASO VANNACCI HA RESO EVIDENTE PER L’ENNESIMA VOLTA LA SPACCATURA TRA IL RUOLO ISTITUZIONALE DELLA PREMIER E LA VECCHIA ANIMA MISSINA DELLA GRAN PARTE DI FRATELLI D’ITALIA – IL VERO NODO PER LA DUCETTA È QUESTO: PER RIPULIRSI E DIMOSTRARE DI ESSERE UN INTERLOCUTORE AFFIDABILE HA DOVUTO ANNACQUARE LE VECCHIE BATTAGLIE. MA NON PUÒ RIPUDIARLE PER NON PERDERE VOTI A DESTRA A VANTAGGIO DI SALVINI – LA COMPAGINE GOVERNATIVA DI FDI È SPACCATA TRA I FALCHI (DONZELLI, FOTI, FAZZOLARI) E GLI EX DC CROSETTO E FITTO…

ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA - MEME BY EMILIANO CARLI

1. IL TACCUINO LA DIFFICILE VIA DI UN PARTITO A DESTRA DI FDI

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

[…] C'è […] una ragione più politica che - caso Vannacci a parte - ha reso fin qui difficile la creazione di un'alternativa di destra-destra al partito della premier. Diversamente da Fini, a cui toccò il compito "storico" di archiviare l'esperienza del Msi di Almirante e lo slogan «non restaurare, non rinnegare», Meloni, arrivando dopo, ha potuto dare per assodata la svolta.

 

E professare una certa cautela in materia, concedendo qualche apertura solo nei momenti obbligati, com'è accaduto per il 25 aprile e la Resistenza da cui ebbe origine la Repubblica, e sorvolando sul resto.

 

guido crosetto giorgia meloni parata del 2 giugno 2023

Scontando un certo tasso di ambiguità, insomma, Meloni ha mantenuto una parte dell'identità di leader della destra sociale anche nell'inevitabile compromesso con la sua nuova collocazione da premier. Un compromesso che giorno dopo giorno è messo alla prova, oggi dall'inattesa uscita di Vannacci e inaspettatamente da Salvini, che oltre a non voler confini a destra per le alleanze in Europa, simpatizza per il generale.

 

2. IL CERCHIO MAGICO DI MELONI È ANCORA NERO. LA STRATEGIA DI SALVINI PER SUPERARLO A DESTRA

Estratto dell’articolo di Giulia Merlo e Giovanni Tizian per “Domani”

 

MEME SU ROBERTO VANNACCI BY IL GRANDE FLAGELLO

Non si può scappare dalle proprie radici e a ricordarlo a Fratelli d’Italia è servito il caso del generale Roberto Vannacci. Il suo libro[...] ha  spaccato il partito: da un lato i cosiddetti ex democristiani, capitanati dal ministro della Difesa Guido Crosetto, dall’altra chi viene dalla tradizione missina e della destra sociale.

 

La polemica, infiammata nei giorni scorsi, ha fatto emergere il vero nodo critico del partito della premier: da forza di lotta è diventata struttura di governo, dal 4 per cento è passata al 30 e per rientrare nei canoni di una destra europea ha dovuto annacquare, almeno pubblicamente, i credo della destra da cui proviene. Impossibili, però, da ripudiare perchè radicati nella cultura non solo dell’elettorato storico ma soprattutto della classe dirigente del partito di Giorgia Meloni.

 

[…] Il libro autoprodotto dal generale contiene posizioni omofobe, antisemite e sovraniste e il ministro Crosetto è intervenuto immediatamente […]. Da ministro di FdI, i principali attacchi contro di lui sono arrivati dalla sua stessa parte politica. Su twitter, dove è intervenuto pubblicamente, è stato contestato soprattutto da elettori di destra, mentre la critica più forte nei suoi confronti è stata mossa dal deputato meloniano Giovanni Donzelli.

giovanni donzelli

Quasi coetaneo di Meloni e proveniente dalla sua stessa militanza politica nel Fronte della Gioventù, è uno dei parlamentari più vicini alla premier e non interviene mai senza prima un suo via libera di massima.

 

[…] Nella stessa area a cui ha dato voce Donzelli si inseriscono anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, il capogruppo al Senato Tommaso Foti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che di Meloni è altro fidato consigliere. Tutti provenienti dalla comune estrazione post-missina, cui si sommano anche le file più giovani, rappresentate dalla vicecapogruppo alla Camera, Augusta Montaruli, che si è associata alle parole di Donzelli.

 

La spaccatura culturale […] è visibile anche tra i ranghi del governo. A Fazzolari, infatti, fa da controcanto alla presidenza del Consiglio il sottosegretario Alfredo Mantovano: fonti interne li danno in rotta costante, tanto che Meloni ne avrebbe separato il più possibile gli ambiti.

 

Lo stesso vale tra i ministri, in cui è netta la divisione tra ex democristiani ed ex missini. Tra i primi figurano due volti stimati da Meloni ma mai inseriti nella dinamica di partito e formati nella cultura Dc, come Crosetto e il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto.

 

IL MONDO AL CONTRARIO DI ROBERTO VANNACCI PRIMO IN CLASSIFICA SU AMAZON

Tra i secondi il capofila è Francesco Lollobrigida. Dopo le frizioni dei mesi scorsi, il rapporto tra il ministro dell’Agricoltura (e marito di Arianna Meloni, che nel partito ha il ruolo chiave di gestire il tesseramento) e la premier si sarebbe ricucito come dimostrano le vacanze insieme, e la sua funzione d’ordine soprattutto tra i gruppi nelle camere sarebbe ripresa normalmente.

 

In questa galassia politica - fatta di amicizie cementate in gioventù e animata dalla rivalsa per le frustrazioni di tanti anni di opposizione - regna la convinzione che non si possano lasciare spiragli a destra.

 

[…] Esiste infatti un movimento sotterraneo ma che si sta allargando, composto da forze di estrema destra che, al pari di FdI, si sentono portatrici della tradizione missina e che accusano il partito di governo di essersi troppo annacquato nel candore democristiano. Da Forza Nuova, la prima a contattare Vannacci per una candidatura, a Gianni Alemanno.

 

GIORGIA MELONI IN VERSIONE GALADRIEL DEL SIGNORE DEGLI ANELLI

Forte della sua sempre più assidua presenza nei talk show, l’ex sindaco nero di Roma da mesi si sta preparando a far nascere una nuova forza politica e finora a preso posizioni politiche precise: contro l’invio di armi all’Ucraina, a sostegno del movimento no vax e vicino al negazionismo storico dell’estrema destra, come ha dimostrato la sua condivisione del post di Marcello de Angelis sulle responsabilità dei Nar per la strage di Bologna.

 

Il timore di FdI è che queste forze sappiano toccare le corde giuste negli animi degli ex camerati […]. Se questo accade a livello extraparlamentare, anche dentro il circuito di governo è in atto una manovra simile per rubare a FdI l’elettorato dei duri e puri. Dopo aver fatto passare qualche giorno in attesa che la polemica montasse, anche Matteo Salvini ha affondato il colpo: il vicepremier ha fatto sapere che comprerà il libro di Vannacci e tra i due c’è stata una «telefonata molto cordiale».

 

Il motto di Meloni è il tolkieniano «le radici profonde non gelano», ma l’obiettivo dei suoi avversari è quello di tagliarle di netto.

gianni alemanno giorgia meloni alemanno salviniI PASSAGGI INCRIMINATI DEL LIBRO DI ROBERTO VANNACCI, IL MONDO AL CONTRARIO

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