PALAZZI IN FIBRILLAZIONE: ENTRO GIUGNO, CAMBIANO 80 POLTRONE DELLE AZIENDE PARTECIPATE DAL TESORO - E PER MONTI TROVARE LA QUADRA SARA’ UN’IMPRESA: TUTTI I PARTITI PRONTI AL RICATTO - IN DUBBIO ANCHE LA SCELTA TECNICA PER IL CDA RAI (SI SCALDANO CAIO E CIOLI, EX DI SKY ITALIA) - ESCONO DAI SETTORI ENERGIA ED ELETTRICITÀ (GRUPPO GSE E GSM) I PUPILLI DI SCIABOLETTA: ENTRANO I FINIANI? - TRABALLANO LE POLTRONE ANCHE IN FINMECCANICA E TRENITALIA…

Camilla Conti per "l'Espresso"

Tutti pronti in pista per il nuovo giro di valzer che sta per suonare in molte delle società partecipate o controllate dallo Stato. In palio ci sono quasi 80 poltrone al vertice. Presidenti, amministratori delegati e consiglieri - in parte scelti dal ministero del Tesoro - che devono essere rinnovati entro giugno. Attorno alle caselle da riempire c'è gran fermento, il sottobosco della politica è in fibrillazione e i collezionisti di incarichi temono che il loro ricco bouquet possa appassire o finisca sotto le forbici dei tecnici. Perché anche in questa tornata di nomine è come nel famoso gioco della scopa, dove le sedie si tolgono e non si aggiungono, e dove alla fine qualcuno resta senza posto.

Trovare la quadra è un'impresa, lo sa bene il presidente del consiglio Mario Monti che deve fare i conti con il pressing della politica: in alcuni casi sarà costretto a forzare la mano per disinnescare eventuali lottizzazioni da prima e seconda Repubblica. In altri preferirà mediare, come nel caso di Expo 2015, la spa che gestisce l'evento dell'esposizione universale in programma a Milano nel 2015: lunedì 7 maggio sono stati riconfermati Diana Bracco alla presidenza (nonostante negli ultimi giorni si fosse parlato di una incompatibilità con il suo nuovo ruolo al vertice di Confindustria nella squadra di Giorgio Squinzi) e l'amministratore delegato Giuseppe Sala.

Unico cambiamento, il rappresentante scelto dal Tesoro: la funzionaria della Ragioneria generale dello Stato, Alessandra Dal Verme, che ha preso la poltrona del leghista Leonardo Carioni. Una quota rosa, ma soprattutto una tecnica, messa dal governo dei professori al posto di un politico.

Non a caso Monti ha chiesto l'elenco dettagliato delle scrivanie che presto cambieranno proprietario. La richiesta è legata anche alla ricerca di personalità "indipendenti" e "tecniche" per il posto di presidente e direttore generale di viale Mazzini. L'assemblea degli azionisti della Rai ha infatti approvato il bilancio 2011 senza però raggiungere un accordo sulla composizione del nuovo cda e il ministero del Tesoro, che designa il presidente e un consigliere, ha chiesto il rinvio della discussione al prossimo 6 giugno. Intanto il totomanager impazza.

Come direttore generale la scelta potrebbe ricadere su un esterno come Francesco Caio o come Laura Cioli, che ha da poco lasciato Sky Italia. Ma c'è anche chi scommette su una scelta interna, pur sempre di area cattolica come Lorenza Lei, e i nomi che circolano sono quelli di Giancarlo Leone (attuale responsabile della divisione Intrattenimento), di Claudio Cappon che ha già ricoperto la carica due volte, e di Roberto Sergio, oggi a capo della Sipra. Lo stesso Sergio (in quota Udc, legato a Bartolo Ciccardini ma anche amico di Marco Follini) è consigliere della Eur spa, i cui vertici devono essere rinnovati a breve: se viale Mazzini restasse un miraggio potrebbe consolarsi con la poltrona di presidente oggi occupata da Pierluigi Borghini.

Ma dopo la Rai a fare più gola sono i quindici posti in tre società apparentemente assai poco glamour: si tratta dei vertici del gruppo Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, nonché la quinta azienda italiana per fatturato, che include anche il Gestore del mercato elettrico (Gme) e l'Acquirente Unico.

Mentre è quasi certa la riconferma del presidente Emilio Cremona, imprenditore acciaiere e uno dei pochi tecnici nel panorama delle partecipate statali, sta terminando la parabola quasi decennale di Nando Pasquali. Sponsorizzato dall'ex ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola, godrebbe anche delle simpatie dell'ex ministro Antonio Marzano, attuale presidente del Cnel. Ma questi appoggi potrebbero non essere sufficienti a garantire a Pasquali il rinnovo della carica. Inoltre, il manager è finito nel mirino del senatore dell'Idv Elio Lannutti, che nel giro di pochi giorni gli ha dedicato due interrogazioni, rivolte ai ministeri dell'Economia e dello Sviluppo.

La prima denuncia le inefficienze del Gse per mancati controlli sull'erogazione dei cosiddetti certificati verdi sull'energia da fonti rinnovabili prodotta all'estero e importata in Italia. Con la seconda, Lannutti segnala che, pur avendo raggiunto l'età pensionabile il 22 giugno 2010, Pasquali continua a percepire uno stipendio di 485mila euro annui, cui vanno sommati i proventi della carica di Commissario straordinario del Governo per la realizzazione di interventi urgenti relativi alla produzione di energia elettrica nell'isola di Capri.

Così i possibili sostituti hanno iniziato a scaldarsi. Nei palazzi della politica c'è chi vorrebbe puntare su Luigi De Francisci (direttore Affari Regolatori in Terna), sul commissario dell'Enea Pietro Putti, oppure sull'attuale amministratore delegato della controllata Acquirente Unico, l'ex radicale ed ex Pdl Paolo Vigevano. Un altro nome circolato nelle ultime settimane è quello di Pierluigi Scibetta, ex consigliere dell'Eni e commercialista romano vicino ai finiani.

Il ministero ha però affidato la scelta del successore di Pasquali ai cacciatori di teste della Egon Zehnder, la società di consulenza di cui è partner il vicepresidente di Confindustria Aurelio Regina. Fra la cinquantina di profili selezionati dagli head hunter, il ministero del Tesoro e quello dello Sviluppo Economico starebbero considerando i nomi del top manager di Terna, Gianni Vittorio Armani, e quello del direttore finanziario di Telecom, Andrea Mangoni.

Ricambi in vista anche nella controllata Gme, la società cui è affidata l'organizzazione e la gestione economica del Mercato Elettrico e del gas naturale, dove sono viste come poco probabili le riconferma dell'attuale ad, Massimo Guarini, e del presidente Alfonso Maria Rossi Brigante, ex capo di gabinetto di Scajola. Quanto all'altra controllata del Gse, l'Acquirente Unico (garante della fornitura di energia elettrica alle famiglie e alle piccole imprese), rischia di saltare il presidente Diego Maria Berruti. Non solo. Se l'amministratore delegato Vigevano dovesse essere scelto come timoniere del Gestore Energetico, questa potrebbe essere una carta da giocare per Laura Cioli, già nel totonomine Rai, o per il manager di Edison, Roberto Poti.

Strategiche anche le cinque poltrone da rinnovare in Fintecna Immobiliare, la società presieduta da Vincenzo Dettori che si occupa di vendere e valorizzare il patrimonio in parte ereditato dalla dismissione dell'Iri (da cui è nata la capogruppo Fintecna). Tra questi anche palazzi e caserme che il Tesoro potrebbe presto voler mettere sul mercato per alleggerire il fardello del debito come prevede lo stesso Decreto Salva Italia.

Mentre non destano grossi appetiti le nomine di alcune controllate di Enel ed Eni dove è consuetudine che i consiglieri d'amministrazione sia tutti dirigenti interni al gruppo, in Ferrovie dello Stato e Finmeccanica la partita è aperta anche agli esterni. Gli occhi - e gli interessi - sono puntati in particolare sulla galassia Selex, su Thales Alenia Space e su Trenitalia (dove il match sulle nomine anticipa quello della capogruppo Ferrovie dello Stato che il prossimo anno potrebbe segnare la fine dell'era di Mauro Moretti).

Per Trenitalia è in bilico la poltrona del numero uno Marco Zanichelli, manager stimato da Gianfranco Fini, che potrebbe dunque caldeggiarne la riconferma. Fra i dodici amministratori delegati che dal 1988 si sono alternati alla guida della vecchia Alitalia di cui era stato anche capo delle relazioni esterne, Zanichelli ha conseguito il record negativo di durata: 70 giorni. Restando nella costellazione Fs, al gran banchetto delle cariche potrebbe aggiungersi anche quello dell'amministratore delegato di Grandi Stazioni, Fabio Battaggia, già messo all'angolo dalla famiglia Benetton che gli ha tolto la guida dell'aeroporto di Firenze.

Insomma il piatto è ricco. E rappresenta un'opportunità, per il professor Monti, di dare un ritmo più tecnico che politico al valzer delle poltrone.

 

Diana BraccoGIUSEPPE SALALaura Cioli Francesco Caioclaudio cappon ROBERTO SERGIO - Copyright PizziCLAUDIO SCAJOLAMarco Zanichelli

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