referendum voto elezioni giorgia meloni

LO “STABILICUM”, A UNA PRIMA OCCHIATA, POTREBBE ESSERE INCOSTITUZIONALE – IL PROFESSOR GAETANO AZZARITI BOCCIA LA LEGGE ELETTORALE MELONIANA: “LA SOGLIA FISSATA PER UN RIPARTO PROPORZIONALE È DEL 35-40% ED È DISTORSIVA. SI RISCHIA DI DARE ALLA MAGGIORANZA LA POSSIBILITÀ DI ELEGGERE AUTONOMAMENTE GLI ORGANI DI GARANZIA, CIOÈ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, I GIUDICI COSTITUZIONALI E I MEMBRI DEL CSM. IN QUESTO MODO VIENE ESCLUSO IL RUOLO DELLE MINORANZE” – IL CAOS DEI BALLOTTAGGI “SEPARATI” PER CAMERA E SENATO: POTREBBE SUCCEDERE CHE AL SECONDO TURNO VINCONO DUE COALIZIONI DIVERSE NEI DUE RAMI DEL PARLAMENTO. OPPURE SI VA AL BALLOTTAGGIO IN UNA SOLA CAMERA, PERCHÉ NELL’ALTRA LE COALIZIONI SONO RIMASTE SOTTO IL 35%...

giorgia meloni

GAETANO AZZARITI - SI RISCHIA DI CONSENTIRE ALLA SOLA MAGGIORANZA DI ELEGGERE TUTTI GLI ORGANI DI GARANZIA

Estratto dell’articolo di Gab. Cer. per “la Repubblica”

 

«Chi ha proposto la nuova legge elettorale «non ha imparato la lezione della Corte costituzionale».

 

È il giudizio di Gaetano Azzariti, costituzionalista dell'università La Sapienza. Secondo i proponenti garantisce la stabilità, è così?

«Nella sentenza numero 1 del 2014 la Consulta ha […] ricordato che prima della stabilità c'è […] la rappresentanza politica. La governabilità non può comprimere eccessivamente la rappresentanza politica».

 

Con la nuova legge in che modo verrebbe compressa?

«Con l'abbandono di tutte le logiche di carattere proporzionale. La soglia fissata per un riparto proporzionale è del 35-40% ed è distorsiva. Perché poi tramite il ballottaggio, o peggio tramite un numero eccessivo di seggi premiali si persegue una maggioranza che può rivelarsi eccessiva».

 

Perché eccessiva?

gaetano azzariti

«Si rischia di dare alla maggioranza la possibilità di eleggere autonomamente gli organi di garanzia, cioè il presidente della Repubblica, i giudici costituzionali e i membri del Csm. In questo modo viene escluso il ruolo delle minoranze, e ciò dimostra una fortissima disattenzione per il ruolo del Parlamento a favore di una governabilità tutta incentrata nelle mani del governo».

 

Poteva essere l'occasione per rintrodurre le preferenze?

«È la dimostrazione della insensibilità dell'attuale classe politica rispetto all'opinione pubblica e alla giurisprudenza della Corte, che ha ricordato come i deputati non possono essere nominati dalle segreterie dei partiti. C'è un rischio evidente che anche questa legge elettorale sia dichiarata incostituzionale ove le liste bloccate risultassero essere troppo lunghe».

 

SIMULAZIONE BY NOTO DELLA RIPARTIZIONE DEI SEGGI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE STABILICUM

È stato stabilito un massimo di sei candidati. Con la legge attuale sono tre o quattro candidati per lista.

«Sei è un numero al limite di incostituzionalità. Più si allungano e più c'è il rischio di non rispettare la Corte. […]».

 

CANTIERE LEGGE ELETTORALE

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

1. La nuova legge elettorale garantisce effettivamente maggiore stabilità e governabilità di quella ora in vigore?

In un sistema politico come quello attuale il cosiddetto "Rosatellum" quasi certamente non produrrebbe una maggioranza solida in Parlamento. Ma risolvere il problema della stabilità con un premio che sfora il tetto del 55% dei seggi potrebbe mettere la legge a serio rischio bocciatura della Corte costituzionale.

 

CORTE COSTITUZIONALE

2. Il premio di maggioranza previsto per la coalizione che vince le elezioni è eccessivo?

Bisogna partire dalla sentenza della Corte costituzionale sull'Italicum (la legge elettorale voluta da Matteo Renzi): ha stabilito che, con almeno il 40% dei voti, si possa ottenere un premio pari al 55%. «Quel tetto non può essere sforato – avverte il costituzionalista Stefano Ceccanti –. Al di là di come lo si congegni, è un paletto dirimente».

 

3. Con la nuova legge il premio può andare oltre questo 15%?

Con il premio fisso (70 deputati e 35 senatori) è possibile. Si possono ottenere più di 230 seggi alla Camera, cioè il 57, 5% e arrivare a 114-115 al Senato, ossia il 57 per cento. In questo modo, peraltro, c'è il rischio di superare la soglia necessaria per eleggere il presidente della Repubblica o i giudici della Consulta, o ancora i membri del Consiglio superiore della magistratura.

SIMULAZIONE BY YOUTREND DELLA RIPARTIZIONE DEI SEGGI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE STABILICUM

 

«Avremmo una maggioranza "drogata", in grado di eleggere autonomamente questi organi di garanzia», avverte il professor Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto costituzionale all'università La Sapienza.

 

4. Se nessuno supera il 40% (ma due coalizioni vanno sopra il 35%) si andrà al ballottaggio: è una procedura corretta?

Una soluzione del genere era stata bocciata nell'Italicum, fondamentalmente perché non veniva indicata una soglia specifica da raggiungere. E perché non venivano ammessi ulteriori apparentamenti tra un turno e l'altro, possibilità che ora non viene esclusa, ma nemmeno chiarita esplicitamente. […]

 

5. Il fatto che i ballottaggi possano essere due, uno alla Camera e uno al Senato, è un problema?

stefano ceccanti

Visto che sono predisposti come indipendenti tra loro, «si possono verificare diversi casi irragionevoli», avverte Ceccanti. Esempio: al ballottaggio vincono due coalizioni diverse nei due rami del Parlamento, con «esito di paralisi istituzionale».

 

Oppure si va al ballottaggio in una sola Camera, perché nell'altra ha già vinto una coalizione, anche qui con la possibilità di una «divaricazione». O, ancora, si va al ballottaggio in una sola Camera, perché nell'altra entrambe le coalizioni sono rimaste sotto il 35% e, quindi, «il premio di maggioranza scatta in una sola Camera, mentre l'altra resta frammentata», sottolinea Ceccanti.

 

[….]

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