italia manovra europa

COSA SUCCEDERÀ DOPO LA BOCCIATURA DELLA MANOVRA – ECCO LE TAPPE DEL PERCORSO CHE PORTERÀ ALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER L’ITALIA – IL PROSSIMO STEP È LA VALUTAZIONE DEL COMITATO ECONOMICO E FINANZIARIO DEL CONSIGLIO EUROPEO, CHE SI RIUNIRÀ IL 5 DICEMBRE, POI LA PALLA PASSA ALL’ECOFIN -  NEL FRATTEMPO L’ITALIA NON POTRÀ ACCEDERE ALLO “SCUDO ANTI SPREAD” E POTREBBE VEDER CONGELATI I FONDI STRUTTURALI SE…

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

TRIA E MOSCOVICI

La bocciatura definitiva della manovra italiana da parte della Commissione europea, accompagnata dalla raccomandazione di avviare una procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito, è solo il primo passo di un percorso che durerà molti mesi.

 

“Ora spetta agli Stati membri presentare la loro posizione sulla nostra relazione”, ha ricordato il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici. “Se gli Stati fossero d’accordo con le conclusioni della Commissione, lavoreremo alla procedura per deficit eccessivo, con una nuova raccomandazione all’Italia affinché venga corretto questo deficit e la traiettoria del debito.

 

il palazzo della commissione europea a bruxelles

Se dovremo imboccare questa strada, discuteremo delle modalità, in primis con le autorità italiane. In una situazione di questo tipo il dialogo è più indispensabile che mai”. Le sanzioni – un deposito infruttifero dello 0,2% del pil, circa 3,6 miliardi, più una componente variabile fino allo 0,5% del pil, vale a dire 9 miliardi – sono l’ultima spiaggia: finora non ci si è mai arrivati e non è detto che accada nemmeno stavolta.

 

Il verdetto dell’Ecofin – La prossima tappa è la valutazione del Comitato economico e finanziario del Consiglio europeo, organismo composto di alti funzionari dei Paesi membri e delle loro banche centrali, della Banca centrale europea e della Commissione. Il Comitato può prendersi fino a due settimane per dare la propria opinione. Se le utilizzerà tutte, il parere arriverà il 5 dicembre. Saranno poi i ministri delle Finanze della Ue, riuniti nell’Ecofin, a decidere se procedere. La prossima riunione dell’Ecofin è in calendario il 4 dicembre. Se per quel giorno il parere del Comitato presieduto dall’olandese Hans Vijlbrief sarà già arrivato, i ministri potranno votare l’avvio della procedura nei confronti dell’Italia. In caso contrario si andrà alla riunione del 22 gennaio.

CONTE DI MAIO SALVINI

 

La richiesta di una manovra correttiva – Il Consiglio dei ministri economici e finanziari voterà – a maggioranza qualificata – una raccomandazione che chiederà a Roma di rimediare adottando misure che riportino il deficit nominale e quello strutturale a un livello compatibile con la discesa del debito (ora poco sotto il 130% del pil). La raccomandazione conterrà un termine: il governo sarà chiamato ad intervenire entro sei mesi, o entro tre mesi se la situazione verrà giudicata essere particolarmente seria. Nel caso italiano, potrebbe essere richiesta una manovra correttiva nell’ordine delle decine di miliardi di euro.

 

EUROPE THE FINAL COUNTDOWN

Il deposito infruttifero e il possibile stop dei prestiti Bei – In attesa dei correttivi, il Consiglio può decidere di applicare altre “punizioni”. Per esempio può invitare la Banca europea per gli investimenti a riconsiderare la sua politica di prestiti verso l’Italia (la Bei eroga ogni anno circa 12 miliardi a imprese e istituzioni italiane) e chiedere di aprire presso l’Unione un deposito infruttifero pari allo 0,2% del pil. Per prendere questa decisione occorre la maggioranza qualificata inversa, cioè serve la maggioranza qualificata del Consiglio per bloccare l’applicazione della misura.

 

SALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZA

Le sanzioni e il rischio di taglio del rating – Una volta scaduto il termine, la Commissione e il Consiglio valuteranno lo sforzo messo in campo e potranno “congelare” la procedura in sospeso o intensificarla se le misure non saranno ritenute sufficienti. Nel primo caso, se le finanze pubbliche nel frattempo saranno state colpite da eventi eccezionali, l’Ue potrebbe acconsentire a un’estensione della scadenza dando altro tempo per la correzione dei conti e rivedere le proprie raccomandazioni riflettendo il cambiamento di scenario per circostanze particolari e motivate. Che potrebbero comprendere una crescente difficoltà del Tesoro a rifinanziare il proprio debito sul mercato e revisioni al ribasso del rating sovrano della Penisola. Nel secondo caso, il deposito infruttifero dopo due anni può essere convertito in una multa fino allo 0,5% del pil.

 

SPREAD DI CITTADINANZA

Niente ombrello anti spread  – Nel frattempo l’Italia non avrà accesso al piano Omt o “scudo anti spread”, quello – annunciato da Mario Draghi nel 2012 e mai utilizzato – che prevede acquisti illimitati di titoli da parte della Bce per aiutare Stati in grave e conclamata difficoltà di finanziamento. Se poi tutte e quattro le maggiori agenzie di rating (S&P, Moody’s, Fitch e Dbrs) dovessero tagliare il merito di credito di Roma sotto il livello investment grade, l’Eurotower non potrebbe l’anno prossimo continuare ad acquistare i nostri Bot e Btp reinvestendo i proventi dei titoli comprati durante il quantitative easing che vanno a scadenza.

 

matteo salvini luigi di maio

In discussione il congelamento dei fondi strutturali – Non basta: in questi giorni al Parlamento europeo è in discussione un parere dell’eurodeputato del Ppe Ivana Maletic che punta a introdurre a partire dal 2020 il congelamento dei fondi strutturali e sanzioni severissime per i Paesi che non rispettano i parametri macroeconomici dell’eurozona. La Commissione per i problemi economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo lo ha approvato proprio mercoledì. Ora la parola passa alla Commissione Sviluppo regionale (Regi) che voterà tra gennaio e febbraio. Se la riforma passerà, l’Italia potrebbe non ricevere più i fondi europei con cui oggi vengono erogati finanziamenti alle imprese e alla ricerca e vengono finanziati interventi per promuovere l’occupazione.

LUIGI DI MAIOsalvini e di maio murales by tvboy 2

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...