A TEHERAN SONO MESSI DAVVERO MALE SE SCONGELANO L’ANNACQUATO PEZESHKIAN – IL PRESIDENTE IRANIANO FA UN DISCORSO AI CITTADINI AMERICANI: “NON NUTRIAMO OSTILITÀ VERSO DI VOI, MA ABBIAMO DIRITTO A UNA LEGITTIMA AUTODIFESA. SCEGLIETE TRA SCONTRO E DIALOGO” - CONSIDERATO UN MODERATO (ANCHE SE SOTTO LA SUA GUIDA LE ESECUZIONI E LA REPRESSIONE DEI DISSIDENTI SONO AUMENTATE), PEZESHKIAN DALL’INIZIO DELLA GUERRA HA FATTO LO STRUZZO: DUE SETTIMANE FA AVEVA TENTATO DI AVVIARE UNA DE-ESCALATION CON IL GOLFO SCUSANDOSI PER GLI ATTACCHI, E FU COSTRETTO A FARE SUBITO MARCIA INDIETRO AVENDO FATTO INCAZZARE L’ALA DURA DELL’APPARATO. CIOÈ QUELLA CHE COMANDA DAVVERO E L’HA MARGINALIZZATO…
Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per "la Repubblica"
masoud pezeshkian alla manifestazione pro regime a teheran, in iran 7
Sceglie di parlare direttamente agli americani, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, poche ore prima del discorso di Trump alla nazione.
«Il popolo iraniano non nutre alcuna ostilità verso gli statunitensi, gli europei o i Paesi confinanti», scrive in una missiva diffusa dalla presidenza. Denuncia «l'aggressione americana», rivendica il diritto «a una legittima autodifesa».
Non nomina mai il cessate il fuoco ma sembra aprire alla possibilità di un negoziato: «Il mondo si trova a un bivio. Proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai. La scelta tra scontro e dialogo è reale e di grande importanza; il suo esito plasmerà il futuro per le generazioni a venire».
Pezeshkian, espressione delle fazioni riformiste minoritarie all'interno del sistema della Repubblica islamica, è rimasto finora ai margini del processo decisionale sulla guerra, concentrato nelle mani dei pasdaran, ma è anche colui il quale, quando le armi taceranno, dovrà fare i conti con la crisi economica e infrastrutturale del Paese. […]
Il suo tentativo, due settimane fa, di avviare una de-escalation con il Golfo scusandosi per gli attacchi, aveva suscitato l'ira e l'immediata censura dell'ala più dura dell'apparato.
Indiscrezioni riportare dal sito di opposizione, Iran International, sostengono che il presidente sia stato messo da parte anche sulla nomina del ministro dell'Intelligence su cui i pasdaran rivendicano diritto di veto in tempo di guerra.
mahmoud pezeshkian foto lapresse
[…] Ieri ha parlato anche Hassan Rouhani, l'ex presidente iraniano, considerato un moderato, l'uomo che fece l'accordo sul nucleare con Obama. Ha chiesto al governo di prepararsi a porre fine alla guerra in modo "onorevole": «È essenziale coordinare le risorse nazionali per prevenire incursioni nelle isole del Golfo Persico e mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz».
Ha anche sollecitato l'immediata attuazione di «riforme fondamentali nelle politiche perché il popolo ha esaurito tutte le sue argomentazioni contro i funzionari». Rouhani, certo, parla solo a un pezzo di sistema, quello più aperto al negoziato, è inviso ai duri e ai pasdaran, ma il suo intervento dice che il sistema, a Teheran, è meno monolitico di quanto appaia.
hassan rohani xi jinping vladimir putin
Hassan Rohani
MASOUD PEZESHKIAN E VLADIMIR PUTIN
KHAMENEI E Pezeshkian
khamenei, pezeshkian e i vertici dell iran pregano per nasrallah
MASUD PEZESHKIAN
MASOUD PEZESHKIAN
