NE RIMARRA’ SOLTANO UNO - IL TEOREMA RENZI PER UN PD VINCENTE PREVEDE IL REGICIDIO: IL PARTITO RINASCE SE RE GIORGIO “ABDICA”

Fabrizio d'Esposito per il "Fatto quotidiano"

"Lo rispetto, ma non lo venero". Matteo Renzi è seduto nello studio di Agorà, trasmissione mattutina di Rai3. Risponde a una domanda sul ruolo del Quirinale nella blindatura cieca, a prescindere, del guardasigilli Annamaria Cancellieri. Sono due anni che il realismo togliattiano del Colle squassa il Pd. Ma malumori, insofferenza e mal di pancia sono sempre stati compressi nei ragionamenti riservati di vertici e parlamentari democratici.

E il sindaco di Firenze è consapevole, dopo il biennio delle larghe intese e della democrazia sospesa, che il rilancio del partito passa anche per una fuoriuscita dalla monarchia del Napolitanistan. Dice: "Non diamo però a Napolitano responsabilità che sono della politica: se alle primarie vincessi io non ci sarebbero più alibi".

È la versione diplomatica, pubblica di quanto confidato in altri termini martedì scorso, a margine delle telefonate con Enrico Letta prima dell'assemblea dei deputati del Pd, quella per consacrare la fiducia alla Ministra dei Ligresti: "Enrico mi ha detto: ‘Lo vuole il presidente'. Per me Napolitano può continuare a fare il presidente del Consiglio, ma il segretario del Pd lo farò io".

La "crisi" sullo scandalo Cancellieri è stata la terza occasione che ha messo Renzi in una posizione molto distante, diciamo così, dal Quirinale. È ce ne saranno molte altre dopo le primarie dell'Immacolata se lo scontro con Letta, tutto imperniato sul fare, "altrimenti ci arrabbiamo", come ha detto sempre ieri ad Agorà, si impennerà nello primo scorcio del 2014.

Quando Renzi spiega di voler essere un segretario forte per non dare alibi alla supplenza di Re Giorgio di fronte alla debolezza dei partiti, ribalta lo schema di questi ultimi due anni. Lo ha detto anche Antonio Bassolino, ieri al Fatto Tv: "Un Quirinale forte può essere limitato solo da un segretario forte".

Bassolino non è un renziano in senso ortodosso. Anzi. L'ex sindaco di Napoli dice che voterà per Renzi senza secondi fini. Ossia un ritorno in politica dopo l'assoluzione nel processo per i rifiuti: "Non mi candiderò, né alle Europee, né per fare di nuovo il sindaco di Napoli. Dopo l'assoluzione ho anche ricevuto la telefonata di Napolitano".

Avversario storico della corrente migliorista di Napolitano nel Pci, Bassolino individua con grande lucidità il peccato originale che ha condotto il Paese alla monarchia: "È stato un errore non andare a votare due anni fa, ma il Pd e Berlusconi non furono abbastanza forti per chiedere con decisione le elezioni anticipate.

Altrimenti, se questa fosse stata la loro volontà, Napolitano ne avrebbe preso atto". All'epoca, nel novembre del 2011, si raccontò anche di un burrascoso colloquio al Quirinale tra Napolitano e Bersani, segretario e candidato premier in pectore. Bersani voleva il voto ma venne isolato e messo in minoranza dall'oligarchia del Pd, Veltroni e D'Alema inclusi.

Il nuovo fronte anti-Napolitanistan del Pd renziano assembla una significativa triade di leader extraparlamentari. Lontanissimi uno dall'altro. Renzi, ovviamente, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, che mercoledì prossimo sarà cacciato dal Parlamento. Secondo l'edizione italiana dell'Huffington Post, il Condannato starebbe valutando l'ipotesi di inserire forti critiche a Napolitano nel discorso che terrà a Palazzo Madama il 27 novembre.

Si ritorna, in pratica, al mistero del patto tradito della pacificazione, quello tra il Cavaliere e il Colle. Forse Berlusconi aggiungerà qualche dettaglio decisivo alla vera storia che ha portato Napolitano per la seconda volta al Quirinale. Certamente, per B. e i suoi falchi di Forza Italia il patto non è stato "una panzana ridicola", come la liquidò Re Giorgio in una nota contro il Fatto.

A proposito di note, messaggi e moniti. Ieri, il capo dello Stato ha spedito un messaggio di solidarietà al circolo del Pd di via dei Giubbonari, a Roma, attaccata dai No Tav. Fino al 2006, anno della sua prima elezione a presidente della Repubblica, Napolitano era un iscritto di quella sezione. Bollando come "inqualificabili" le violenze, il Colle ha rivolto l'ennesimo appello alla politica per "un dialogo civile tra i partiti". Parole che arrivano alla vigilia del 27 novembre, quando senza più il Condannato in Parlamento, per Napolitano e Letta si chiuderà un ventennio.

 

napolitano renzi letta napolitano letta renzi CUPERLO RENZI pd scon letta renzi renzi leopolda

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....