È TORNATA LA DC? NO! PERCHÉ NON SE N’È MAI ANDATA: MAZZETTE E VALIGETTE PER TUTTI! - ENAV CON DESTINAZIONE UDC: CAMBIANO I BOIARDI MA I METODI SONO GLI STESSI - IL BANANA, FINITI I SEGGI CON CUI RIPAGARE I SUOI PORTA-POMPETTA, È PASSATO AD ELARGIRE APPALTI DI PROTEZIONE CIVILE E FINMECCANICA: LAVITOLA, MATTEOLI, PERFINO AL FASCIO MOCKBEL E AL NAZI COLA - PESANTISSIMO ATTACCO (FUORI TEMPO MASSIMO) DI “REPUBBLICA” A LETTA: “GRANDE PROTETTORE DELLA CENTRALE DI SCANDALI DEL BERLUSCONISMO” - IL TITOLO FINMECCANICA SPROFONDA: -5%, PERSO IL 30% IN UNA SETTIMANA…

1- BORSA: SPROFONDA FINMECCANICA (-5,04%)...
(AGI) - Sprofonda Finmeccanica a Piazza Affari. A circa due ore e mezza dall'avvio delle contrattazioni, il titolo del gruppo, coinvolto nell'inchiesta sulla controllata Selex e su Enav, cede il 5,04% a 3,05 euro (con un volume di scambi pari a oltre 454mila).


2- FINMECCANICA/ENAV: CODACONS SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE...
ROMA (MF-DJ)--Il Codacons si costituira' parte civile nella vicenda giudiziaria che vede coinvolti i vertici Enav e il gruppo Finmeccanica, e offre assistenza legale agli azionisti della societa' che hanno subito pesantissime perdite in Borsa.

"Stiamo predisponendo sul nostro sito internet i moduli attraverso i quali chi possiede azioni Finmeccanica puo' costituirsi parte civile attraverso il Codacons e ottenere tutela legale in relazione ai pesanti danni subiti", spiega l'associazione. Il gruppo presenta infatti un forte indebitamento pari a oltre 4 miliardi, e le quotazioni del titolo in una sola settimana sono calate del 28%, con evidente danno per i piccoli azionisti, che risentono delle vicende giudiziarie che vedono coinvolta Finmeccanica.


3- NUOVI BOIARDI VECCHI VIZI IL RITORNO DELLA MAZZETTA NELL´ITALIA DELLA CORRUZIONE...
Alberto Statera per "la Repubblica"

Contanti, valigetta, mazzetta. Torna nelle inchieste giudiziarie il "classico" della Prima Repubblica. Torna per una volta alle origini un po´ naïf, la ben più sofisticata ed estesa corruzione sistemica che ha segnato per tre lustri l´Italia berlusconiana.

Poco più di un anno fa, mentre si rivelava in tutta la sua potenza il sistema di potere corrotto dei grandi appalti, dei miliardi pubblici dirottati nelle tasche private, delle nomine pilotate, dei favori massonici, del familismo amorale eretto a sistema di governo, c´era un signore, tale Tommaso Di Lernia, imprenditore, che recava in una valigetta 24 ore 200 mila e passa euro in contanti nei pressi di piazza di Spagna, nella sede dell´Udc di Casini. La consegnava al tesoriere del partito Giuseppe Naro. Solo un altro "mariuolo", come disse Craxi di Chiesa, spuntato nel nuovo millennio?

Dominus dell´operazione fu l´amministratore delegato di Enav, l´Ente nazionale assistenza al volo, Guido Pugliesi, mini-boiardo non dei più autorevoli, superstite della Prima Repubblica proprio perché piccolo e non troppo astuto, sopravvissuto così al cambio di regime che ha catapultato in prima fila gli scarti del cinquantennio democristiano. Tra quelli ancora benvoluti da Luigi Bisignani e da Marco Milanese, businessmen delle nomine dei manager pubblici, purché malleabili, ubbidienti e generalmente di poche pretese.

Questo Pugliesi nella Prima Repubblica portava la borsa a suo cognato Paolo Benzoni, amministratore della Sip. Vistosi perduto dopo Tangentopoli e all´albore del berlusconismo, si buttò - pensate - con Storace, che lo mise a dirigere l´ospedale San Camillo di Roma. Dai telefoni ai cateteri, per la serie: vinca la competenza. Poi, con l´Udc passato all´opposizione, Pugliesi, che pare non trascurasse di consultare il sempiterno luciferino Andreotti, trovò più naturali spazi nel risorgente centrismo. Spazi che andavano congruamente retribuiti per sperare di mantenere il posto.

Con i contanti. Old style diccì. Ma Pugliesi, testimone e pronubo della valigetta di banconote al partito di Casini, con la vecchia tecnica della mazzetta ormai sostituita dall´appartamento acquistato "ad insaputa" e dalla barca venduta al doppio del suo valore o all´affitto di seimila euro saldato in contanti dall´amico fatto onorevole, è poco più che una comparsa nel sistema di corruzione che ha fatto di Finmeccanica, che con l´Eni è il più grande gruppo pubblico d´Italia, la sentina del berlusconismo arrembante, fatto di ex fascisti affamati da decenni di potere e denaro, di ex democristiani ed ex socialisti in cerca di consulenze e di ricollocazione sotto il nuovo ombrello, generoso soprattutto con faccendieri, truffatori, lenoni e ricattatori. I personaggi che "Cesare" tratta con più disinvoltura.

«La fine delle preferenze ha ridotto la corruzione», ha detto ieri Berlusconi in un´intervista al "Corriere della Sera". Ma dove? L´uomo - ormai lo sappiamo - è fatto così, impermeabile alla verità, tetragono all´evidenza dei fatti. Fatti che, dopo diciotto anni, hanno decifrato anche gli osservatori più distratti. In principio fu la Protezione civile, l´uso smodato e senza controlli dei fondi della presidenza del Consiglio, gli appalti senza gara, gli aggiornamenti prezzi, le secretazioni, i Balducci, gli Anemone, gli affari personali dei dignitari berlusconiani.

Poi le filiere dei comitati d´affari si sono consolidate nelle cricche che nelle residue grandi aziende di Stato hanno trovato di che sfamare gli appetiti crescenti della torma di famigli. Non conveniva comprarli con le pur debordanti risorse personali, conveniva gratificarli con le risorse pubbliche. Non c´era per tutti (tutte) uno scranno senatoriale, un dicastero o un sottosegretariato, ma a chi negare una tangente Enav? A chi una consulenza Finmeccanica?

Premeva il ministro Matteoli, spingeva il plenipotenziario presidenziale Lavitola, e, giù giù, gli amici del sindaco Alemanno, come quel maneggione fascista Gennaro Mokbel, che alla Finmeccanica stava per scippare gratis un´azienda. Tutto sotto lo sguardo paterno del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, che ancora pochi giorni fa, in questo paese senza memoria e spesso senza dignità, molti volevano presidente del Consiglio, sottosegretario del governo di emergenza del professor Monti e che alla Camera, novello eroe nazionale, ha ottenuto un´ovazione bipartisan persino più sentita di quella tributata al presidente Napolitano.

Non sapeva forse l´applausometro che il sottosegretario Letta è il grande protettore della centrale di scandali del berlusconismo che sta emergendo in Finmeccanica e negli enti cadetti o complici come l´Enav?

«Guarguaglini - ha detto qualche giorno fa Letta, dopo averne imposto in aprile la riconferma a presidente nonostante le inchieste su di lui e sulla sua consorte Marina Grossi, amministratrice di un´azienda del gruppo - ha fatto grande questa azienda nel mondo». Pare non la pensi proprio così il nuovo amministratore delegato Giuseppe Orsi, che ha trovato nel palazzo di Montegrappa un disastro contabile e morale. Cinquecento milioni di euro scivolati tra le pieghe dei bilanci, operazioni sconsiderate, un gruppo che se vuole salvarsi ha bisogno di vendere i rari gioielli di famiglia.

Orsi ha un vulnus non da poco: è stato designato dalla Lega di Bossi, tramite il leghista di complemento Giulio Tremonti. Ma sembra che nella partita mortale con Guarguaglini, un boiardo vecchio stile che fa rimpiangere i migliori di quelli della Prima Repubblica, non intenda accettare compromessi, nonostante la designazione politica che lo colloca oggi all´opposizione.

La sua partita è ora nelle mani del professor Monti e del suo governo di emergenza. Che, prima di imporre i nuovi sacrifici a tutti gli italiani, ha un modo per dimostrare che la musica cambia, nonostante le ovazioni che hanno fatto del sottosegretario Letta il nuovo Garibaldi dell´Italia deberlusconizzata. Rimuova domattina il presidente della Fimneccanica Guarguaglini, la sua signora Marina Grossi e in tre mesi di tempo, non un giorno di più, faccia svuotare la sentina affaristica del berlusconismo.

 

finmeccanicaenavtommaso di lernia jpegGiuseppe NaroPIER FERDINANDO CASINI pugliesi Andreottigrgln10 gianni letta guarguagliniAngelo Balducci anemone P BERTOLASO

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...