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TRAGICOMMEDIA GRECA – CON LE ELEZIONI A SETTEMBRE TSIPRAS GIOCA D’ANTICIPO E BRUCIA SUL TEMPO GLI AVVERSARI INTERNI DI SYRIZA – IL SUO PIANO È PRESENTARSI AI CITTADINI DICENDO CHE HA COMBATTUTO COME POTEVA E PROMETTENDO CHE DOPO IL VOTO LOTTERÀ PER AMMORBIDIRE L’AUSTERITÀ

Ettore Livini per “la Repubblica

 

Il tempo, a volte, è tutto. E Alexis Tsipras, per evitare ai ribelli di Syriza (Yanis Varoufakis e Zoe Konstantopoulou compresi) e al centrodestra di organizzarsi, ha deciso di rompere gli indugi e portare la Grecia alle urne. A Bruxelles e Berlino in molti storcono il naso. Atene si era impegnata ad approvare entro ottobre un pacchetto di riforme pesanti, dalle pensioni ai tagli al welfare. E le elezioni accorciano i tempi a disposizione per l' ok e rendono più incerto il sì alle misure.

 

TSIPRAS TSIPRAS

Il premier però aveva poche alternative. Il governo si è dissolto il 10 luglio, quando 39 deputati dell' ala radicale del suo partito hanno detto "no" al memorandum obbligandolo ad affidarsi a Pasok, Nea Demokratia e To Potami (da allora è successo a ogni voto) per ottenere il via libera in aula.

 

La Ue e parte dell' esecutivo spingevano per tirare avanti così per qualche settimana, contando sull' appoggio dell' opposizione e formalizzando più avanti la scissione della sinistra con un congresso straordinario. Obiettivo: varare i primi provvedimenti d' austerità, superare lo scoglio della verifica con la Troika a ottobre e avviare i negoziati per la riduzione del debito, in modo da presentarsi poi alle urne forti dell' impegno dei creditori al taglio dell' esposizione.

 

tsipras junckertsipras juncker

Alla fine però, Tsipras ha preferito sparigliare le carte. L' arrivo dei primi 23 miliardi di aiuti mette il paese in sicurezza per qualche tempo. E gli uomini del suo cerchio magico l' hanno convinto che le elezioni a settembre, malgrado i mal di pancia di Schaeuble & c., sono la scelta giusta per capitalizzare sulla sua (presunta) popolarità prima che i greci sentano sulla loro pelle il peso dell' austerità targata Syriza.

 

Le incognite delle prossime settimane sono tante e il primo ministro - questa è la sua vera forza - è l' unico ad avere l' idee chiare: si presenterà ai cittadini dicendo che ha combattuto come poteva (cosa che sotto il Partenone gli riconoscono tutti) e che è stato costretto ad accettare un' intesa che non condivide. Promettendo che il giorno dopo le elezioni lotterà per ammorbidire l' austerità e combattere contro evasori e oligarchi per far pagare la crisi della Grecia a chi finora non ha sborsato un centesimo di tasca sua.

 

Zoe KonstantopoulouZoe Konstantopoulou

Gli crederanno i suoi concittadini? Gli ultimi sondaggi che risalgono a inizio luglio, dicono di sì: Syriza viaggia oltre il 30% dei consensi, a un soffio dalla maggioranza assoluta, Nea Demokratia è seconda ma al 18%.

 

Numeri figli del carisma del presidente del Consiglio, più forte in apparenza delle promesse elettorali tradite e di una strategia negoziale suicida che ha ripiombato Atene in recessione.

I suoi avversari viaggiano in ordine sparso. I dissidenti della Piattaforma di sinistra guidati da Panagiotis Lafazanis avranno pochissimo tempo per organizzarsi. Difficile si arrivi a una pace tra le due anime di Syriza.

 

Anche perchè la Costituzione consente a Tsipras di scegliere i candidati in lista, tagliando così fuori - se vuole - tutta l' opposizione interna. La probabile scissione darà vita così a un nuovo soggetto politico che per alcuni sondaggi informali è attorno al 5%. Varoufakis e Konstantopoulou, i due più carismatici rivali del pemier, hanno pochi punti di contatto con Lafazanis e potrebbero decidere di correre in proprio.

LA CAMICIA DI VAROUFAKISLA CAMICIA DI VAROUFAKIS

 

Nel caos è anche l' opposizione, che non è stata in grado di mettere sul piatto un leader alternativo. Nea Demokratia, spaccata in un conflitto generazionale e di correnti, ha affidato il dopo-Samaras a un reggente -Evangelis Meimarakis- affabile ma di scarso appeal elettorale.

 

Stesso discorso per il Pasok, ridotto a percentuali da prefisso telefonico e guidato da Fofi Gennimata, che non pare essere riuscita a invertire la tendenza al ribasso dei consensi. To Potami, il partito riformista di centro di Stavros Theodorakis, naviga in terza posizione nei sondaggi ma senza troppo sprint.

 

Mentre Alba Dorata, senza contributi pubblici e con i leader sotto processo, non dovrebbe riuscire questa volta (sperano tutti) a guadagnare dai fallimenti altrui.

La somma di queste debolezze è il motivo per cui, malgrado tutto, Tsipras potrebbe riuscire a far saltare il banco nelle urne.

 

referendum in grecia   acropolis  cc2fe199referendum in grecia acropolis cc2fe199

Dando vita a quel punto a un governo molto più compatto in grado di far passare il memorandum nella speranza che la stabilità faccia ripartire l' economia. L' unico vero rischio è che l' opposizione - conscia di partire battuta - unisca le forze in un fronte pro-Europa riunito sotto un unico simbolo. Konstantinos Mitsotsakis, uno degli uomini forti di Nd, ha già buttato là l' idea. Che di sicuro non dispiace nemmeno alla Troika. Il problema è uno solo: la legge elettorale greca attribuisce il premio di maggioranza di 50 seggi al partito (e non alla coalizione) vincitore alle elezioni.

 

Per ottenerlo, dunque, il centrodestra, Pasok e To Potami dovrebbero sciogliersi per dare vita a una nuova formazione con un suo statuto. Missione quasi impossibile se al voto si andrà il 20 settembre.

 

alexis tsipras 4de6b2effalexis tsipras 4de6b2eff

Il vero nodo è se la Grecia, alle prese pure con l' emergenza immigrati, sarà in grado di assorbire un mese di campagna elettorale.

 

Il Pil, previsto al rialzo del 2,5% a inizio anno, viaggia ora verso un -2,3% nel 2015. E il rischio Grexit uscito dalla porta rischia di rientrare dalla finestra se dalle urne non uscirà un quadro chiaro.

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