donald trump guerra in iran

“TRUMP È IN TRAPPOLA E NON PUÒ FINGERE DI AVER VINTO” – L’ANALISTA IAN BREMMER: “L’ATTACCO ALL'IRAN È L'ERRORE PIÙ GRAVE DEI DUE MANDATI DEL TYCONN. IL VERTICE DECIMATO DEL REGIME NON CERCA PIÙ SOLUZIONI DIPLOMATICHE: NON HA PIÙ NULLA DA TEMERE” – PER BREMMER NON SIAMO ALL’“ARMAGEDDON ENERGETICO”, COME SCRIVE IL “FINANCIAL TIMES”, MA SARANNO COMUNQUE CAZZI AMARI: “NON VEDO COME SI POSSA EVITARE UNA RECESSIONE, CON LO STRETTO DI HORMUZ CHIUSO E NESSUNA POSSIBILITÀ DI RISOLVERE LA CRISI A BREVE” – LA PREVISIONE PER LE ELEZIONI DI MIDTERM: “TRUMP LE PERDERÀ, SARÀ FURIOSO, ACCUSERÀ GLI ALTRI. CI SARANNO BATTAGLIE GIUDIZIARIE. TEMPI PERICOLOSI…”

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

donald trump - soldati americani

Siamo all’Armageddon energetico come titola il Financial Times dopo l’attacco dei missili balistici iraniani contro gli impianti del Qatar per la produzione di gas, i più grandi del mondo? «Armageddon? Parola strana, fuorviante: significa distruzione totale», dice Ian Bremmer, fondatore e capo del centro di ricerche geopolitiche Eurasia.

 

«Non siamo a questo. Ma con lo stretto di Hormuz chiuso e nessuna possibilità di risolvere la crisi a breve scadenza non vedo come si possa evitare una recessione. È una situazione estremamente seria provocata da un gigantesco errore di valutazione di Donald Trump: il più grave tra quelli che ha commesso nelle sue due presidenze».

 

Trascinato nella guerra da Netanyahu come sostiene Joe Kent, il capo dell’antiterrorismo che si è dimesso?

ian bremmer

«No. Il leader israeliano ha cercato di convincere tutti i presidenti ad attaccare l’Iran. Loro non lo hanno mai fatto. Nemmeno Trump, fin qui. Poi il successo militare del blitz in Venezuela l’ha convinto che poteva fare la stessa cosa anche in Iran, sia pure affrontando maggiori difficoltà».

 

Ma come poteva sottovalutare la forza bellica dell’Iran? Come poteva pensare di trovare una Delcy Rodríguez nel regime degli ayatollah? Generali e consiglieri…

«[…] Aveva grande fiducia nella forza militare e tecnologica Usa. Baldanzoso anche perché in passato la reazione degli iraniani all’assassinio del generale Soleimani e ai raid di giugno erano state molto blande, timorose. I suoi consiglieri non hanno avuto il coraggio di tentare di dissuaderlo. Chi faceva notare la forza militare del regime si sentiva rispondere che, col vertice politico decapitato, si sarebbe arreso prima di poter colpire duro».

 

E ora?

donald trump - stretto doi hormuz

«È in trappola, ed è estremamente frustrato. Minacciare attacchi più duri non è più un deterrente, ha superato il punto di non ritorno: il vertice, ormai decimato, dell’Iran non cerca più soluzioni diplomatiche né teme nulla di peggio di quello che è già successo.

 

E lui non sa più dove colpire avendo già teoricamente distrutto tutti gli obiettivi militari. Eppure Teheran continua a lanciare non solo droni, ma anche missili balistici. E con Hormuz bloccato e l’economia mondiale strangolata non ha più la via d’uscita di fingere di aver vinto: un ritiro dichiarando di aver compiuto la sua missione».

 

Siamo alla vigilia di un intervento delle forze di terra?

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

«È una possibilità molto concreta. Con le tre opzioni: prendere l’uranio arricchito degli impianti nucleari, occupare l’isola di Kharg, cuore petrolifero dell’Iran, o occupare un tratto della costa per proteggere Hormuz.

 

Tutte operazioni molto complesse, rischiose, che costeranno molte vite e dall’esito incerto. E non imminenti. Questa crisi durerà. E l’America non ha abbastanza navi: quelle in zona se proteggono gli impianti petroliferi non possono scortare i convogli delle petroliere».

 

[…]

 

donald trump prima dell assalto a capitol hill

Alcuni conservatori Usa vedono in questo un vantaggio di lungo termine per gli Usa: sono autosufficienti sul piano energetico, mentre la Cina sta già razionando.

«Non è così. I mercati sono globali, soffre anche l’America. Per i prezzi, gli approvvigionamenti. Molta della benzina consumata sulla costa atlantica viene da raffinerie alimentate da petrolio del Golfo».

 

Guai anche di politica interna per Trump. C’è chi pensa che tenterà di rinviare le elezioni di mid term per via della guerra.

«Lo escludo, sarebbe intollerabile per tutti gli americani. Le farà, le perderà, sarà furioso, accuserà gli altri. Ci saranno battaglie giudiziarie. Tempi pericolosi».

 

assalto a capitol hill

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...