donald trump giorgia meloni

“TRUMP? ME L’ASPETTAVO. HA ATTACCATO PERSINO IL PAPA...” – GIORGIA MELONI, SCARICATA COME UNA COLF DEL GUATEMALA DA TRUMP, NON REPLICA ALL’ATTACCO DEL GANGSTER DELLA CASA BIANCA ("PENSAVO CHE AVESSE CORAGGIO, MI SBAGLIAVO") E SI AFFIDA ALLA DIPLOMAZIA PER RICUCIRE: CONTATTI TAJANI-RUBIO, SI ATTIVA ANCHE L’AMBASCIATA ITALIANA A WASHINGTON – LA PREMIER È CONVINTA DI NON AVERE SBAGLIATO A DIALOGARE CON TRUMP. MA ORA CHE IL DEMENTE DI MAR-A-LAGO SI “E’ SPOSTATO SU POSIZIONI INACCETTABILI”, E' COSTRETTA A RINCULARE – IL BLUFF DELLA CAMALEONTE DELLA GARBATELLA E’ GIUNTO AL CAPOLINEA: MELONI, CHE TRA UE E USA HA CONTINUATO A TENERE IL PIEDE IN DUE STAFFE, SI È CONDANNATA DA SOLA ALL'IRRILEVANZA. MAI PRIMA D’ORA I RAPPORTI CON GLI STATI UNITI ERANO FINITI COSÌ IN BASSO, NEANCHE DOPO SIGONELLA. E ANCHE IL PESO SPECIFICO DELLA DUCETTA IN EUROPA È CALATO DRAMMATICAMENTE, CON IL RISULTATO CHE L'ITALIA E' FINITA ISOLATA RISPETTO ALLE INIZIATIVE DI MACRON-MERZ-STARMER...

1. LA PREMIER NEL FORTINO

Articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica” - Estratti

donald trump come gesu e giorgia meloni - vignetta by vukic

 

«Me l’aspettavo? Ha attaccato persino il Papa...». È lo sfogo di Giorgia Meloni raccolto dai fedelissimi che le hanno parlato in queste ore tribolate, quelle del crollo dell’immaginario “ponte” tra Ue e Usa.

 

La presidente del Consiglio, suggerita da Giovanbattista Fazzolari, evita di replicare al durissimo affondo del presidente Usa. Non vuole un «botta e risposta» con l’inquilino della Casa Bianca.

 

La reazione è affidata ai canali diplomatici, dopo una telefonata con Antonio Tajani. Si attiva la nostra ambasciata a Washington. Lo stesso ministro degli Esteri scambia alcuni messaggi con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, con cui i rapporti sono ben oliati.

 

Più in là, trapela dall’entourage della premier, si potrebbe puntare sulla sponda del vicepresidente JD Vance, con cui Meloni ha avuto scambi diretti, anche di recente. Sottotraccia, dunque, c’è il tentativo di rammendare una tela diplomatica scombinata dalle bizze del leader degli Stati Uniti.

 

meme donald trump giorgia meloni 6

Sul piano interno, la sensazione, ai piani alti di FdI, è che il distacco possa anche pagare in termini di consenso. La narrazione vira presto dalla «special relationship» a «Meloni come Craxi a Sigonella».

 

Di certo, sul motivo della stizza del tycoon, Meloni in privato non si dice pentita. Anzi. Quella nota a difesa di Papa Leone, diramata peraltro dopo 9 ore di silenzio, era una mossa obbligata.

 

«Non si poteva non intervenire, dopo un attacco al Pontefice». E quando lo si è fatto, ci si attendeva una reazione di Trump, visto il personaggio. Insomma lo strappo, «prima o poi doveva succedere».

 

La premier, raccontano, è infastidita per gli attacchi di un pezzo dell’opposizione, a cominciare da Giuseppe Conte. Mentre ha apprezzato i toni di Elly Schlein. È convinta di non avere sbagliato a dialogare con Trump. Se il giocattolo si è rotto, è la tesi, è perché è stato il leader americano a «spostarsi su posizioni inaccettabili». 

 

meme donald trump giorgia meloni 3

(...) «Ma i rapporti Italia-Usa non finiranno certo oggi», anche perché le alleanze «non cambiano in base a chi le governa», dice Meloni.

 

(…)

 

Tajani potrebbe incontrare oggi alcuni emissari Usa, a margine del vertice di Berlino sul Sudan. È il vicepremier a esternare la reazione ufficiale del governo italiano all’intemerata del tycoon: Meloni, a suo dire, resta «una persona coraggiosa, non rinuncia mai a dire ciò che pensa», annota su X.

 

«E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo», aggiunge il capo della Farnesina, ribadendo la vicinanza dell’Italia agli Stati Uniti ma precisando che «l’unità si costruisce con rispetto». Palazzo Chigi non ha reso noto se a Meloni sono stati spediti messaggi di solidarietà dagli alleati europei. (...)

 

meme donald trump giorgia meloni 7

2. IL PONTE È CROLLATO LA LEADER VITTIMA DEL SUO CAMALEONTISMO SCELGA L'EUROPA

FRANCESCO BEI per la Repubblica - Estratti

 

Tra tanti primati negativi, Donald Trump ha conquistato anche questo: mai prima d'ora i rapporti tra Italia e Stati Uniti erano finiti così in basso, nemmeno con la crisi di Sigonella si era arrivati all'insulto personale verso un presidente del Consiglio alleato (per non parlare del Papa). 

 

(...)

 

E tuttavia Meloni, che tende a confondere l'ostinazione con la coerenza, ha continuato a tenere il piede in due staffe, cercando di conciliare, con uno spericolato esercizio di camaleontismo politico, posizioni sempre più divergenti.

 

Così, mentre l'Atlantico inesorabilmente si allargava, la premier italiana si è condannata da sola all'irrilevanza. Ancora venerdì scorso, in Parlamento, ha irriso la segreteria del Pd definendosi «testardamente unitaria» nei rapporti tra Usa e Ue.

 

meme donald trump giorgia meloni 1

Con quella pervicace insistenza nel riproporre l'idea di un presunto "ponte" italiano tra gli Stati Uniti del presidente Maga e la vecchia Europa. Invece, purtroppo per Meloni, quel "ponte", se è mai esistito – nessuno ne ha mai potuto apprezzare i vantaggi pratici – sembra crollato nelle acque dell'Atlantico.

 

Forse è meglio così, l'ipocrisia sul rapporto "storico" da preservare a prescindere da qualunque mattana arrivasse dalla Casa Bianca, era diventata stucchevole. Verrà il giorno, per citare il Signore degli Anelli così amato a colle Oppio, in cui le relazioni transatlantiche torneranno amichevoli, ma quel giorno non è oggi.

 

Il problema è che, mentre Meloni provava a costruire un rapporto bilaterale esclusivo con l'Imprevedibile-in-chief, gli europei che contano non sono rimasti fermi.

 

Dalla difesa comune al Medioriente, Macron e Merz, il presidente francese e il cancelliere tedesco, con la sponda del primo ministro britannico Starmer, hanno preso l'iniziativa, nella consapevolezza, si direbbe "storica", che l'Europa è chiamata a stare in piedi da sola.

 

Meloni ha invece tenuto l'Italia a margine di questi processi, affacciandosi sull'uscio dei vari formati diplomatici dei volenterosi ma sempre in maniera neghittosa, senza un vero impulso politico, forse timorosa di apparire troppo "filoeuropea" per il capo Maga.

 

Con quella furbizia per cui a gennaio mandava il video pro-Orbán, compiacendo l'Internazionale sovranista anti-Ue, ma poi non si faceva vedere a Budapest per la campagna elettorale. Ci sono e non ci sono.

meme donald trump giorgia meloni 4

 

Finché non si è arrivati al redde rationem, quando l'attacco sguaiato al capo della Chiesa cattolica l'ha costretta, seppur con mille prudenze e ritardi, a una reazione chiara.

 

Il risultato non voluto è che, nel giro di 48 ore, il peso specifico di Meloni in Europa è calato drammaticamente, a causa di un doppio fattore: da un lato, la sconfitta di Orbán e la lite con Trump la privano della ragione per cui, ogni tanto, a Bruxelles si guardava a Roma pensando "Giorgia, parlaci tu".

 

Dall'altro, la sconfitta al referendum e la campanella dell'ultimo anno a palazzo Chigi, rendono più debole l'altro pilastro della credibilità meloniana, la stabilità del governo.

 

Resterebbe una strada alternativa, una visione in cui si potrebbero incontrare l'interesse della premier e l'interesse nazionale, quella di una vera svolta a favore dell'Europa unita, facendo cadere l'antistorica difesa del diritto di veto, rimettendo Roma dove è sempre stata: alla testa del processo di integrazione.

 

Dopotutto, non dovrebbe essere impossibile per una leader che viene da una tradizione politica che, nelle sue piazze, faceva risuonare lo slogan «Europa Nazione» contro Usa e Urss.

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP meme donald trump giorgia meloni 5giorgia meloni cameriera di trump e putin - video vitosfrankaimeme donald trump giorgia meloni 2

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”