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QUELLO CHE NON TORNA NEL CONTROLLO DI POLIZIA EFFETTUATO NEI CONFRONTI DI ILARIA SALIS - L'INTERVENTO È PARTITO DA UNA SEGNALAZIONE DEI PM TEDESCHI CHE INDAGANO SUL GRUPPO DI ESTREMA SINISTRA "HAMMERBANDE". LA SEGNALAZIONE NEL SISTEMA INFORMATIVO SCHENGEN RISALE AL 2 MARZO MA, IN QUANTO EUROPARLAMENTARE, LA SALIS NON AVREBBE POTUTO ESSERE SOGGETTA A QUESTO TIPO DI CONTROLLO. COME HANNO FATTO I MAGISTRATI TEDESCHI A TENERLA NEL MIRINO? E PERCHÉ LE AUTORITÀ DI ROMA NON ERANO STATE INFORMATE? GLI AGENTI CHE HANNO FATTO IRRUZIONE NELLA SUA CAMERA D'ALBERGO A ROMA, POCHE ORE PRIMA DELLA MANIFESTAZIONE "NO KINGS", IGNORAVANO CHE SALIS FOSSE UN MEMBRO DEL PARLAMENTO EUROPEO. PERCHÉ SONO INTERVENUTI A QUASI UN MESE DALLA SEGNALAZIONE?

 

IL CASO SALIS ARRIVA IN PARLAMENTO “PIANTEDOSI SPIEGHI IL CONTROLLO”

Estratto dell'articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

perquisizione nella stanza di hotel dove alloggia ilaria salis

Le scuse e le giustificazioni non bastano. Il giorno dopo l'identificazione di Ilaria Salis, svegliata in albergo a Roma da due poliziotti arrivati poche ore prima della manifestazione No Kings per controllare quel nome associato ad un alert nel Sistema informativo Schengen, i leader di Avs confermano l'intenzione di depositare un'interrogazione parlamentare. [...]

 

Dal Viminale, fino ad ora, nessun passo formale se non la richiesta al dipartimento di pubblica sicurezza di una puntuale ricostruzione di quanto accaduto. In aula, al ministro Piantedosi toccherà spiegare come mai i poliziotti incaricati di quel controllo non sapessero che si trattava dell'europarlamentare fino a quando la stessa Salis, svegliata alle 7.30 del mattino, lo ha fatto presente, bloccando di fatto qualsiasi tipo di accertamento nei suoi confronti.

 

Ma il punto adesso non è più questo. Dal governo, Salis e Avs (che hanno intenzione di interrogare sul tema anche le istituzioni europee) vogliono sapere come sia possibile che un'eurodeputata italiana possa essere oggetto di indagini, monitoraggio, controlli senza che le autorità italiane ne siano state informate.

 

angelo bonelli, ilaria salis e nicola fratoianni alla manifestazione no kings a roma foto lapresse

Perché — ed è il punto centrale di questo inciampo — se è in qualche modo plausibile che i due poliziotti incaricati del controllo potessero non sapere chi fosse Ilaria Salis, altrettanto non si può ipotizzare per le autorità di polizia o della magistratura tedesca che hanno inserito l'alert sul suo nome all'inizio di marzo.

 

Le date sono fondamentali nella ricostruzione: la segnalazione nel Sistema informativo Schengen è del 2 marzo, quando ovviamente Ilaria Salis era già deputata europea. Sonogià passati tre anni dal suo arresto a Budapest dopo i disordini alla Giornata dell'Onore, accusata di aver aggredito tre militanti neonazisti.

 

È dall'indagine ungherese, in cui risultano coinvolti una decina di esponenti del gruppo di estrema sinistra Hammerbande, che nasce il proseguo dell'inchiesta in mano ai magistrati tedeschi che li accusano di organizzazione eversiva. Ilaria Salis non sarebbe indagata ma è evidente che gli investigatori tedeschi tengono ancora accesi i riflettori su di lei e sui suoi rapporti con questi gruppi.

 

FRATOIANNI E BONELLI - MEME BY OSHO

È per questo che il 2 marzo inseriscono la segnalazione chiedendo, in sostanza, alle polizie europee di informarli sulle eventuali presenze di Ilaria Salis nei loro Paesi, sui suoi accompagnatori, sui motivi dei suoi spostamenti. Un modo per monitorare eventuali attuali contatti con la galassia dei gruppi di antagonisti sotto inchiesta. Solo che Ilaria Salis è un'europarlamentare e non può essere soggetta a questo tipo di controlli.

 

Che scattano però — va ricordato — solo in caso di un accertamento casuale per strada o di registrazione in una struttura alberghiera. Per questo l'alert non è scattato durante i numerosi viaggi in aereo delle scorse settimane ma venerdì a Roma dopo la registrazione all'hotel Varese. [...]

 

CASO SALIS, LA CATENA DEI PASSI FALSI A PARTIRE DAL MANCATO RICONOSCIMENTO

Estratto dell'articolo di I.Fam. per “la Stampa”

 

ilaria salis

Nella catena dei contatti nessuno si è reso conto che Ilaria Salis è europarlamentare, nessuno ha associato nome e cognome al ruolo che ricopre. È l'origine del pasticcio di sabato, quando due agenti hanno raggiunto Salis in albergo a Roma per un controllo in seguito a una richiesta di Berlino.

 

Per raccontare questa vicenda bisogna tornare al 2 marzo, quando la Germania dirama una richiesta di segnalazione su Salis, probabilmente legata a un'indagine su Hammerbande, la "banda dei martelli", collettivo internazionale di estrema sinistra protagonista di diverse aggressioni agli oppositori politici. La richiesta, come da procedura, arriva al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e, in particolare, alla divisione Sirene, l'unico ufficio ministeriale che può gestisce gli alert di Schengen.

 

la cella di ilaria salis a budapest disegnata da carmen giorgio

Salis è eurodeputata, quindi, secondo gli articoli 24 e 25 del regolamento europeo 1862 del 2018, la richiesta avrebbe dovuto essere messa in stand by. Per usare un termine tecnico, si sarebbe dovuta apporre una red flag.

 

Una procedura prevista «qualora uno Stato membro reputi che dare applicazione a una segnalazione inserita non sia compatibile con il proprio diritto nazionale, con i propri obblighi internazionali o con interessi nazionali essenziali». All'ufficio Sirene, però, nessuno associa il nome di Ilaria Salis al ruolo che ricopre. La questione non si pone e l'alert viene inserito nel terminale di tutte le questure italiane.

 

MURALE DEDICATO A ILARIA SALIS DAVANTI ALL AMBASCIATA DELL UNGHERIA A ROMA

Così, quando Salis arriva nella Capitale e si registra in hotel, scatta una blue notice dell'Interpol. Due agenti delle volanti raggiungono l'albergo, ma nemmeno loro sembrano sapere che quell'Ilaria Salis è un'eurodeputata. Bussano, lei si qualifica e a quel punto i due poliziotti restano sulla porta. Per evitare un ulteriore passo falso in questa catena di malintesi.

 

Da qui, poi, le versioni un po' divergono. Gli agenti parlano di una mera identificazione durata meno di mezz'ora. Salis sui social prima parla di «controllo preventivo» di oltre un'ora, poi ridimensiona l'accaduto. Gli esperti sottolineano come l'attività, chiamata "controllo discreto", preveda che l'interessato non si accorga di nulla. [...]

ilaria salis - vignetta usbergoilaria salis e mimmo lucano salutano annalisa corrado al parlamento europeo ILARIA SALIS IN AUTO A MONZA

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