pinotti nomine

AGENZIA DI COLLOCAMENTO PINOTTI – LA MINISTRA PROVA A PIAZZARE I SUOI UOMINI IN LEONARDO (FINMECCANICA) E AI VERTICI MILITARI – DOPO AVER FALLITO CON IL SUO SEGRETARIO RECCHIA ALLA CORTE DI PROFUMO, CI RIPROVA CON LORENZO MARIANI: GIA’ FEDELISSIMO DI GUARGUAGLINI (E PRIMO A TRADIRLO) – VUOLE VECCIARELLI AL POSTO DI GRAZIANO ALLO STATO MAGGIORE 

 

Alessandro Da Rold per Lettera 43

 

ALESSANDRO PROFUMO E ROBERTA PINOTTIALESSANDRO PROFUMO E ROBERTA PINOTTI

Roberta Pinotti alle grandi manovre. Oltre allo spinoso caso di Firenze, con due carabinieri indagati per stupro e l'imminente sostituzione a dicembre del comandante generale Tullio Del Sette in scadenza di mandato, coinvolto, così come il comandante dei carabinieri toscani, Emanuele Saltalamacchia, nell’inchiesta Consip, il ministro della Difesa del governo Gentiloni è impegnata su diverse altre partite.

 

FAUSTO RECCHIA, AD DIFESA SERVIZIFAUSTO RECCHIA, AD DIFESA SERVIZI

Da quando Alessandro Profumo si è insediato come amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica, non c'è giorno in cui il nome della Pinotti non risuoni negli uffici di piazzale Montegrappa. Sarà la scadenza della legislatura, sarà l’estinzione del Pd ligure, col centrodestra che ha cancellato il centrosinistra anche da Genova, la sua città, alle ultime elezioni amministrative, sarà l'imminente partita di nomine pubbliche che riguardano il settore difesa, ma da alcuni mesi il ministro è in grande spolvero per piazzare i suoi fedelissimi, non solo nella holding amministrata fino a maggio da Mauro Moretti.

lorenzo mariani Leonardolorenzo mariani Leonardo

 

IL BLITZ MANCATO IN LEONARDO

A quanto apprende Lettera43.it, starebbe portando avanti anche la candidatura di Enzo Vecciarelli a capo di stato maggiore della Difesa al posto di Claudio Graziano, anche lui in scadenza. L'incarico più ambito tra le forze armate è un vecchio pallino dell'attuale capo di stato maggiore dell'aeronautica che il ministro della Difesa vuole assecondare prima della fine della legislatura.

 

Del resto, già a giugno la Pinotti provò a convincere Profumo sulla nomina di Fausto Recchia come responsabile della relazioni istituzionali di Leonardo-Finmeccanica. La notizia fu data da Dagospia e mai smentita. Il blitz estivo non funzionò. Perché l'ex numero uno di Unicredit scelse per le relazioni esterne Raffaella Luglini, affiancandole per le relazioni internazionali Carlo Formosa, uomo della Farnesina vicino a Gentiloni e indicato a Profumo da Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri.

marina grossi pierfrancesco guarguaglinimarina grossi pierfrancesco guarguaglini

 

Recchia, capo della segreteria del ministro della Difesa, ex deputato del Pd dal 2008 al 2013, già amministratore delegato di Difesa Servizi, società controllata dal ministero, rimase a bocca asciutta. Ora, sempre Dagospia ha rilanciato in questi giorni un'indiscrezione, anticipata lo scorso 27 luglio da Gianni Dragoni nel suo blog “Poteri deboli”.

 

Profumo starebbe per nominare Lorenzo Mariani come responsabile commerciale della holding. Mariani non è un nome qualunque nell'universo Finmeccanica. Cresciuto alla corte di Pier Francesco Guarguaglini e della moglie Marina Grossi, fu il primo a tradirli quando il nome di Giuseppe Orsi come nuovo capo del gruppo cominciò a prendere corpo nella primavera del 2011. Fu lui, si ricorda nei corridoi di piazzale Montegrappa, a far cadere la Grossi da Selex prima dell'approvazione del bilancio.

 

PINOTTIPINOTTI

Caso vuole che anche dietro Mariani ci sia l'ombra di Roberta Pinotti, che, come riportò Occhio di Lince ad aprile, provò persino a farlo diventare amministratore delegato, nei giorni in cui le inchieste della magistratura facevano vacillare Profumo appena insediato. Infine, l'ultima operazione della Pinotti, come detto, riguarda l'ambito posto di Graziano.

 

GIRANDOLA DI POLTRONE

VECCIARELLI PINOTTIVECCIARELLI PINOTTI

Qui la strategia sarebbe molto sottile. Da mesi sono cominciate le manovre per l’elezione del prossimo presidente del Comitato militare della Nato dove ora siede il generale ceco Petr Pavel. L'incarico diventerà operativo nel giugno del prossimo anno, ma sarà scelto questo fine settimana a Tirana, in Albania, durante il Military Committee Conference. L'Italia ci spera, anche perché brucia ancora l'abbandono nel 2012 di Giampaolo Di Paola, diventato ministro del governo Monti.

 

pinotti grazianopinotti graziano

Se Graziano dovesse farcela nei prossimi mesi potrebbe essere affiancato nel suo ruolo di capo di stato maggiore della Difesa proprio da Vecciarelli, che poi diventerebbe il candidato naturale per sostituirlo. Questo è, almeno, il sogno del ministro Pinotti che anticiperebbe, attraverso questo inconsueto affiancamento, la nomina ai vertici della difesa di un suo fedelissimo, che rischierebbe di essere compromessa dalle prossime elezioni politiche e dal cambio di governo.

Sir Stuart PeachSir Stuart Peach

 

LA CONCORRENZA BRITANNICA

A quanto pare, però, maggiori speranze le avrebbe l’Air Chief Marshal, al vertice delle Forze Armate britanniche, ovvero Sir Stuart Peach. Sarebbe più gradito all'amministrazione americana di Donald Trump che con l'Italia ha rapporti in fase di scongelamento: lo stretto legame di Barack Obama con l'ex premier Matteo Renzi non ha giovato. E se Graziano non dovesse farcela? La Pinotti troverà qualche altra idea per perorare la causa di Vecciarelli? Il rischio che è pure lui, come Mariani, possa fare la fine di Recchia.

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...