carlo nordio

UN’ALTRA BATOSTA PER NORDIO – IL PARLAMENTO EUROPEO DA' IL VIA LIBERA ALLA DIRETTIVA ANTI CORRUZIONE. NEL TESTO L'ABUSO D'UFFICIO VIENE CONSIDERATO UN “REATO GRAVE”, E TUTTI GLI STATI MEMBRI SARANNO TENUTI A PREVEDERLO – MA IN ITALIA IL REATO DI ABUSO D’UFFICIO È STATO CANCELLATO DAL GOVERNO. ORA IL NOSTRO PAESE HA DUE ANNI PER METTERSI IN REGOLA, ALTRIMENTI RISCHIA UNA PROCEDURA D'INFRAZIONE – L’AFFONDO DEL PD DOPO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM E LE DIMISSIONI DI DELMASTRO E BARTOLOZZI: “È UNA CAPORETTO POLITICA PER IL DUO MELONI-NORDIO” – L’ARROCCO IN AULA DEL GUARDASIGILLI, CHE ESCLUDE LE DIMISSIONI: “HO LA FIDUCIA DEL GOVERNO”

SI DEL PE A DIRETTIVA ANTICORRUZIONE, 'GRAVE ABUSO D'UFFICIO È REATO'

ABOLIZIONE ABUSO D'UFFICIO

(ANSA) - BRUXELLES, 26 MAR - Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti alla direttiva anti corruzione. La direttiva stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue.

 

Presente nella lista dei reati un articolo dedicato all'abuso d'ufficio definito "esercizio illecito di funzioni pubbliche" e su cui la direttiva chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per fare in modo che "costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico".

 

UE: RUOTOLO, TORNA ABUSO UFFICIO. CAPORETTO PER NORDIO E MELONI =

giorgia meloni carlo nordio

(AGI) -Bruxelles, 26 mar. - "Con la nuova direttiva anticorruzione approvata in plenaria a Bruxelles, l'abuso d'ufficio rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l'intera linea del governo Meloni che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato". Lo dichiara Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria del Partito Democratico (S&D).   

 

"Tra lo stop della Corte costituzionale sull'autonomia differenziata, la bocciatura del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e le dimissioni della ministra Daniela Santanche', insieme a quelle del sottosegretario Delmastro e della capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi, si profila oggi una vera e propria Caporetto politica per il duo Meloni-Nordio. - prosegue - La direttiva parla chiaro: all'articolo 11, sotto la definizione di 'esercizio illecito di funzioni pubbliche', l'Europa ripristina quegli elementi sostanziali che Nordio aveva voluto cancellare.

 

ABUSO D UFFICIO - DATAROOM

Gli Stati membri sono ora obbligati a punire i funzionari che violano intenzionalmente la legge nell'esercizio delle loro funzioni. E' il crollo di una narrazione: cio' che il governo Meloni ha smantellato nella lotta alla corruzione, l'Unione europea lo impone come standard minimo di legalita'".   

 

L'eurodeputato dem evidenzia anche il quadro economico: "Non gliene va bene una alla presidente Meloni. Mentre la crescita rallenta e la precarieta' aumenta, il governo continua a collezionare sconfitte politiche e istituzionali. Riforme bocciate, prezzi in aumento e un'economia che rischia la recessione. La realta' sta travolgendo la loro propaganda".

 

LA TRINCEA DI NORDIO

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “la Stampa”

 

carlo nordio beve uno spritz

Nessuna ritirata, il Guardasilli Carlo Nordio lo ripete come fosse una litania: «La fiducia è già stata confermata dal governo e in prima persona dal presidente del Consiglio». Poco importa che alla Camera il Pd lo incalzi: «Ci sono tante ragioni di onore e buon senso perché lei faccia un passo indietro».

 

Davanti alle opposizioni che, durante il question time, a più riprese ricordano il caso Almasri, le dimissioni del suo braccio destro Giusi Bartolozzi e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, Nordio tira dritto: «Non è previsto in nessun ordinamento che un ministro si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo».

 

giusi bartolozzi e carlo nordio

Prova a mostrarsi imperturbabile: «Nonostante mi sia assunto la responsabilità politica del fallimento del referendum, ho avuto conferma della fiducia del governo e non vedo perché devo lasciare il posto».

 

Aggiunge autocritica ad autocritica, tornando su quella frase - «Le correnti del Csm agiscono come un sistema para-mafioso» - che tanti guai gli causò nei giorni concitati della campagna referendaria: «L'espressione era di un magistrato del Csm che ho citato parola per parola. È stata attribuita a me e costituisce un rammarico, forse il rammarico maggiore di questo momento referendario, forse anche peggiore della riconosciuta sconfitta che abbiamo subito».

 

giusi bartolozzi andrea delmastro carlo nordio foto lapresse

[…] il Guardasigilli cerca di apparire impassibile e prova anche ad ironizzare: «Le mie risposte possono essere ripetitive, ma lo sono anche le domande». Lo tradiscono, però, l'espressione stanca, il volto scuro.

 

[…]  L'ormai ex capo di gabinetto di via Arenula Bartolozzi? «Ha sempre svolto le sue funzioni con dignità e onore. La ringrazio per il lavoro svolto. Il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità». Il ministro e la sua fidata collaboratrice si sono incontrati ieri in mattinata in via Arenula, proprio nella stanza del colloquio che l'ha portata alle dimissioni.

 

carlo nordio con andrea delmastro al teatro parenti di milano per il comizio sul referendum giustizia foto lapresse

Nordio annuncia: «Provvederemo quanto prima alla sua sostituzione, tenendo conto che l'obiettivo è l'efficienza del ministero e l'attuazione del programma governativo». Non può fare altrimenti. Tra i nomi più accreditati c'è quello di Antonio Mura, magistrato in pensione e attuale capo dell'ufficio legislativo del ministero.

 

Dal 2014 al 2017, Mura ha ricoperto il ruolo di capo del dipartimento per gli affari di giustizia, mentre nel 2022 è stato procuratore generale della Repubblica alla Corte d'appello di Roma. Resta anche il rebus legato alla casella lasciata vacante dal sottosegretario Delmastro.

 

È da chiarire se arriverà o meno una nuova nomina anche se c'è chi pensa che difficilmente una delega come quella al Dap possa essere redistribuita. Tra i nomi papabili per un'eventuale successione ci sarebbe quello della deputata FdI Sara Kelany. [...]

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresseABUSO D UFFICIO - DATAROOM

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