mario monti

UN’ALTRA POLTRONA PER MARIO MONTI - IL PROFESSORE VIENE ARRUOLATO DALL'OMS EUROPA, L’ORGANIZZAZIONE PIÙ SCREDITATA DEGLI ULTIMI TEMPI, PER GUIDARE L’ENNESIMA INUTILE COMMISSIONE DI EX POLITICI DA RICICLARE - SI OCCUPERÀ DI SVILUPPO SOSTENIBILE E SALUTE (MA IL SUO GOVERNO TAGLIO' 8 MILIARDI ALLA SANITA' ITALIANA) - L'IDEA NASCE DAL DIRETTORE GENERALE DELL'OMS, TEDROS GHEBREYESUS, CHE DOPO AVERLE SBAGLIATE TUTTE DURANTE LA PANDEMIA CERCA DI RIFARSI IL LOOK…

Mario Monti

Claudia Voltattorni per il “Corriere della Sera”

 

«Danni umani. E giganteschi danni economici. È la prima volta che una cosa che non è una guerra assume conseguenze così disastrose sul piano economico: la pandemia da Covid-19 è qualcosa che ha sconvolto il mondo, ma bisogna trarne una lezione». Come? «Ripensando le priorità politiche tenendo conto di eventi di questo genere, che rischiano di ripetersi, e tutte le previsioni economiche non potranno non tenerne più conto».

 

Tedros Adhanom Ghebreyesus

Mario Monti, il senatore a vita, l'ex primo ministro, l'attuale presidente dell'Università Bocconi di Milano, parla del Covid-19 come di un «esempio clamoroso che ci deve far riflettere e far rivedere le priorità politiche mettendo al centro salute e sviluppo sostenibile». Il professore è appena stato chiamato dall'Oms Europa (che include 53 Paesi membri) a presiedere la neo Commissione per la Salute e lo Sviluppo sostenibile. Guiderà una squadra di scienziati, economisti, ex capi di Stato e di governo che dovrà «ripensare le priorità relative alle politiche da attuare alla luce della pandemia da coronavirus».

 

helle thorning schmidt 3

Osservazioni, studi e modelli si tradurranno in un rapporto che darà indicazioni ai singoli Stati affinché «salute e benessere entrino nelle priorità politiche e vengano riconosciute fondamentali per lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale». L'idea nasce dal direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e dal direttore regionale per l'Europa dell'Oms, Hans Henri P. Kluge che il prossimo 26 agosto apriranno in videoconferenza la prima riunione della commissione. «Il nostro scopo - spiega Kluge - è quello di mettere la salute in cima all'agenda politica nell'ambito degli obiettivi dello Sviluppo sostenibile e rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e sociali dei 53 Stati membri della Regione europea dell'Oms».

 

E per farlo hanno voluto il professor Monti, «siamo orgogliosi che abbia accettato». L'ex presidente del Consiglio italiano ha quindi chiamato al suo fianco personalità come Elias Mossialos, ex ministro di Stato greco ma sopratutto fondatore e direttore del Department of Health Policy alla London School of Economics, che sarà il coordinatore scientifico della Commissione.

Anna Stavdal

 

Ci saranno anche Helle Thorning-Schmidt, ex prima ministra della Danimarca ed ex ceo di Save the Children; Anna Stavdal, presidente dell'Associazione mondiale dei medici di famiglia; Lord Jim O' Neill of Gatley, ex ministro del Tesoro britannico; gli ex presidenti di Finlandia, Estonia e Kyrgyzstan, Tarja Halonen, Toomas Hendrik Ilves e Roza Otunbayeva; Sylvie Goulard, vice governatore della Banca di Francia.

 

JIM 'O NEILL

«La pandemia - riflette Monti - ha aggravato le disuguaglianze e le divisioni che stanno paralizzando le nostre società, impendendo il progresso dello sviluppo sostenibile, e ha messo a nudo l'inadeguata preparazione dei sistemi sanitari dei vari Paesi: dopo anni di risparmi sulla sanità, nelle future politiche economiche invece i governi dovranno tenere conto dei rischi enormi collegati a future pandemie, ma anche ai danni provocati dal cambiamento climatico». Il primo passo da suggerire ai governi? «La mappa dei danni - risponde Monti -: le conseguenze spaventose economiche e sociali provocate dal coronavirus». E poi, «le priorità per un nuovo sviluppo sostenibile: ci sarà bisogno delle nuove generazioni, proprio loro, con la scuola così fortemente colpita. Non sono compiti facili, ma sono tutti temi che ogni Paese e la comunità internazionale dovranno affrontare».

 

mario monti sergio zavoli

2 - INCARICO DELL'OMS A MISTER AUSTERITÀ MONTI DETTERÀ L'AGENDA AGLI ITALIANI

Claudio Antonelli per “la Verità”

 

Una sovra struttura come l'Europa unita in vitro all'Organizzazione mondiale per sanità (sezione Ue) non poteva che produrre la commissione paneuropea per la salute e lo sviluppo sostenibile. Già il nome suggerisce la dovuta diffidenza, vista l'impronta di natura sovietica. Che oggi si nasconde sempre dietro due termini chiave: resilienza e sostenibilità le chiavi di volta del comunismo 4.0. L'obiettivo del comitato è infatti quello di rivedere le priorità di spesa dopo l'esperienza del Covid.

giorgio napolitano mario monti 1

 

«Dopo l'analisi di come i diversi Paesi hanno risposto alla pandemia, la commissione», spiegano dall'ufficio europeo dell'Oms, «formulerà raccomandazioni sugli investimenti e le riforme per migliorare la resilienza dei sistemi sanitari e di assistenza sociale nei 53 Stati membri della regione europea dell'Oms», conclude Hans Henri Kluge, direttore generale Oms Europa. l lavori inizieranno il 26 agosto e il risultato di tale mega studio non sarà pronto prima di settembre del prossimo anno.

 

Quando, stando alle promesse dei leader Ue, gli assegni del Recovery fund dovrebbero essere già spesi. Per carità l'Oms ha i suoi tempi e di solito sono sempre sfasati rispetto alla realtà. Potremmo ancora pensare che lo studio possa aiutare i Paesi membri dal 2022 al 2027, anno in cui terminerà l'ombrello del Recovery fund. Il condizionale è d'obbligo perché a smontare anche le ultime speranze è il nome del presidente designato all'unanimità.

 

ROMANO PRODI E MARIO MONTI

Si tratta del bocconiano Mario Monti. Stimatissimo dalla gente stimata, dai suo studenti, dai salotti che si auto alimentano, da Bruxelles, da Giorgio Napolitano (almeno fino al disastro dell'avergli disobbedito al fine di fondare un partito) e stimato soprattutto da chi ama i lunghi discorsi. nella realtà però Monti è una garanzia di fallimento. E non solo politico. Basti pensare ai cavalli di battaglia adottati dopo essere stato nominato senatore a vita e quindi incaricato premier a novembre del 2011.

 

Il docente della Bocconi ha capito che il nostro Paese aveva bisogno di uno choc per rilanciarsi.Così ha inventato la tassa sul lusso e ha pensato bene, primo tra i colleghi Ue, di introdurre la Tobin tax. Cominciamo da quest' ultima. In pratica, si tratta di un prelievo dello 0,1% sulle transazioni di azioni, derivati o negoziazioni ad alta frequenza. Le operazioni gestite da algoritmi che fanno capo a grandi banche d'affari e trader specializzati. La Svezia la adottò nel 1984 per un mero senso di masochismo politico. Tre anni dopo fece marcia indietro: gettito irrilevante ma danni consistenti sui flussi in Borsa. Monti invece, convinto di fare meglio, adottò qualche modifica e via.

il senatore mario monti foto di bacco

 

Stimò un gettito di 1,2 miliardi all'anno. Dal 2013 al 2016 gli incassi non superarono in tutto il miliardo e mezzo. In compenso, le operazioni soggette all'imposta sono calate solo il primo anno del 30%. Chi ha potuto ha cambiato sede alla società e traslocato in altro Paese Ue. Infine, nel 2017 la Consob boccia l'intero schema. Non solo consente introiti fiscali minimi, ma impone costi di calcolo e di riscossione troppo elevati. Eppure, giornali e politica hanno preferito rimuovere il flop e continuare a considerare Monti una entità geniale. Alla nautica, l'aeronautica e le auto di lusso ha fatto ancor di peggio. Il professore ha introdotto l'imposta che tutti i giornali battezzarono sul lusso.

 

mario monti saluta giovanni tria

Alla base la classica idea cattocomunista di penalizzare all'inverosimile chi è ricco e può spendere. Risultato, il primo anno Monti incassò circa 200 milioni di euro tassando le imbarcazioni sopra una certa dimensione. L'anno dopo il fatturato del comparto è crollato di 2 miliardi circa, tornando ai livelli del 2001. Omettiamo i danni inflitti al mondo dell'aviazione leggera che non si è più ripreso. I grandi jet, invece, non furono mai nemmeno toccati.

 

mario monti

Ovviamente battevano già bandiera svizzera o di altri fiscalità agevolate. Insomma, Monti uscendo dal suo laboratorio e sedendo a Palazzo Chigi aveva dimenticato un dettaglio. I capitali come gli aerei volano. E vanno dove stanno meglio. Con queste premesse, è difficile immaginare che il suo nuovo incarico di presidente alla commissione speciale dell'Oms possa fruttare qualcosa di buono. Tanto più che il tema sanitario è ancor più delicato. O meglio è quello più delicato quando si affronta il curriculum dell'uomo con il loden. A novembre del 2012, l'allora premier intervenne in video conferenza alla presentazione del centro per le biotecnologie della Fondazione Rimed di Palermo.

 

«La sostenibilità del servizio sanitario nazionale, nel prossimo futuro, potrebbe non essere garantita», disse, facendo prendere un colpo a tutti. Il ministro Piero Giarda all'epoca addetto alla spending review cercò dopo di mettere una toppa. Spiegando che il welfare andava rivisto e migliorato. In realtà, la legge finanziaria del governo Monti, approvata a dicembre del 2012, mise in piedi tagli che tra il 2013 e il 2015 valsero la bellezza di 8 miliardi, ricadendo sugli esecutivi successivi. Ora, a casa nostra rinnovare e smantellare sono due cose diverse.

mario monti john elkann

 

Di certo, la sanità italiana grazie a Monti non è migliorata o si è rinnovata. Resta invece in piedi il concetto dello smantellamento. E che adesso Monti vada a presiedere una commissione che spieghi all'Italia come spendere i soldi per fare in modo che il Paese e il suo sistema sanitario siano in grado di affrontare una pandemia rischia di essere una presa in giro. A consolarci il solo fatto che nessuno, nemmeno i vertici di Bruxelles, si aspettano risultati concreti dai Monti boys. Così passerà un anno, attenderemo di capire quanto l'Ue ci permetterà di indebitarci con il Recovery fund e poi leggeremo il lunghissimo report della commissione e del suo presidente che continuerà a essere stimatissimo.

 

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