SINISTRATI - “UNIONE” DA CASINI A VENDOLA? BASTA PARLARE DI DIRITTI DEI GAY E GIA’ ALL’INTERNO DEL PD VOLANO GLI STRACCI BAGNATI - “UNIONE” PORTASFIGA: IL GOVERNO DI PRODI FU COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DOPO APPENA DUE ANNI A CAUSA DELL’ALTISSIMO TASSO DI LITIGIOSITÀ - E BERLUSCONI GODE: SONO DIVISI SU TUTTO, DA MONTI AI GAY, DALLE TASSE ALLE MISSIONI ALL’ESTERO, COME VOLETE CHE POSSANO GOVERNARE?…

Federico Geremicca per "La Stampa"

Quando il 10 febbraio 2005 una piccola ed eterogenea folla di leader sorridenti presentò alla stampa e agli italiani la nuova alleanza politica detta Unione, nessuno poteva immaginare che appena pochi mesi dopo quel patto elettorale avrebbe stravinto le amministrative (conquistando 12 regioni su 14) per poi imporsi d'un soffio anche nelle elezioni politiche dell'aprile 2006. Fu una sorpresa.

Ma una sorpresa ancor più grande fu il naufragio cui andò incontro il governo di Romano Prodi, costretto alle dimissioni dopo appena due anni a causa dell'altissimo tasso di litigiosità di quella alleanza. Quel patto elettorale e di governo risultò così fallimentare che il «non rifaremo l'Unione» è diventato, da allora, quasi un imperativo per i leader ed i partiti dell'attuale centrosinistra.

Le estenuanti polemiche del biennio 2006-08 e l'impegno a non «rifare l'Unione» sono inevitabilmente tornati in mente l'altro pomeriggio di fronte alla confusione, ai toni aspri ed alle spaccature che hanno segnato la fine dell'Assemblea nazionale del Pd, naufragata tra ordini del giorno presentati e non votati e pesanti scambi di accuse reciproche. Ragione della inattesa bagarre, per altro, è stato proprio un tema - il riconoscimento e la tutela delle coppie gay - che fece da detonatore (assieme a una moltitudine di altre questioni: dalle missioni militari all'estero fino alla politica economica) alla devastante crisi del governo-Prodi.

Segnalare questo déjà vu, forse non è inutile, visto che i partiti si preparano alla lunga volata che porterà alle elezioni, discutono delle alleanze possibili e cercano nuova credibilità di fronte a cittadini delusi come mai dalla politica. E non è inutile, in particolare, segnarlo allo schieramento che - a torto o a ragione - proprio dal giorno dell'ingloriosa fine del governo-Prodi si porta dietro la contestazione (quando non l'accusa) di essere poco credibile come alleanza di governo. Infatti, che molte questioni (a partire dal giudizio su Monti) dividano nettamente i possibili, futuri alleati di governo - diciamo da Vendola a Casini - è sotto gli occhi di tutti: mentre meno scontato era ipotizzare che perfino all'interno del Pd, maggior partito e perno della coalizione, su alcuni problemi si è quasi fermi a quattro anni fa...

Quello della disomogeneità delle posizioni rischia di diventare la vera palla al piede di quel patto tra progressisti e moderati al quale Pier Luigi Bersani lavora ormai da tempo. Per altro, non è difficile immaginare che - secondo uno schema noto e consolidato - sarà anche su questo che Berlusconi insisterà per cercare di coronare il suo tentativo di rivincita: sono divisi su tutto - ripeterà all'infinito - da Monti ai gay, dalle tasse alle missioni all'estero, come volete che possano governare? E' un argomento insidioso: non foss'altro che perchè rivelatosi reale già in passato. A maggior ragione, dunque, ha destato una gran sorpresa il finale-bagarre dell'ultima assemblea pd.

Possibile che si sia ancora più o meno fermi a quattro anni fa? E come è pensabile colmare quel gap (vero o presunto) di credibilità mettendo in scena divisioni tanto aspre e così poco rassicuranti per i cittadini? C'è ancora un po' di tempo, naturalmente, per porre rimedio ad una situazione che rischia di esser oltremodo penalizzante in una campagna elettorale che si può fin da ora immaginare come la più aspra e difficile degli ultimi decenni.

Un po' di tempo: non tantissimo. Pena il ritorno del fantasma dell'Unione: un pericolo che gli stessi leader del centrosinistra considerano mortale...

 

PIERLUIGI BERSANINIKI VENDOLA dmcrzrp38 antonio dipietropierferdinando casini Rosy Bindi

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…