URSO, UN DISASTRO DOPO L’ALTRO – IL CASO ELECTROLUX, CON 1.700 LAVORATORI CHE FINIRANNO A CASA, PORTA A 44 IL CONTEGGIO DEI TAVOLI DI CRISI ATTIVI AL MINISTERO DEL MADE IN ITALY – LE AZIENDE IN DIFFICOLTÀ SPAZIANO TRA I VARI SETTORI INDUSTRIALI, DELL’AUTOMOTIVE (BOSCH BARI E SPEEDLINE) ALLA SIDERURGIA/METALLURGIA (LIBERTY MAGONA, JSW STEEL PIOMBINO), FINO ALL’ARREDAMENTO (NATUZZI) E ALLA MICROELETTRONICA (SIAE). SENZA DIMENTICATE IL “BUBBONE” DELL’EX ILVA – SUL CASO ELECTOLUX SINDACATI E OPPOSIZIONI CHIEDONO CHE IL DOSSIER VENGA TOLTO A URSO E PASSI NELLE MANI DI PALAZZO CHIGI…
Estratto dell’articolo da “Il Sole 24 Ore”
Il caso Electrolux porta a 44 il conteggio dei tavoli di crisi attivi, in tutti i principali settori industriali, al ministero delle Imprese e del made in Italy. Il “bianco” era già rappresentato nella lista da Beko, ora si aggiunge un dossier complicatissimo, che prefigura 1.700 esuberi.
Tra i 44 tavoli ministeriali figurano crisi conclamate che vanno dalla filiera dell’automotive (Bosch Bari e Speedline ad esempio), alla siderurgia/metallurgia (Liberty Magona, Eurallumina, Jsw Steel Piombino), dall’arredamento (Natuzzi) alla microelettronica (Siae).
Electrolux Italia già figurava in un differente elenco, quello dei 33 tavoli di crisi in fase di “monitoraggio”, come coda di una vecchia vertenza.
Il settore degli elettrodomestici – sembrano concordare ministero e sindacati – sta scontando in Italia l’esplosione degli effetti di una difficoltà strutturale a livello continentale, con i produttori extraeuropei che hanno guadagnato spazi quasi impronosticabili soltanto pochi anni fa.
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La vicenda Beko, a controllo turco, è stata per lunghi mesi paradigmatica. La crisi si era aperta con quasi 2mila esuberi, si è poi giunti a un accordo che ne ha previsti 700 in meno con un impegno per 300 milioni di investimenti in Italia.
adolfo urso e giorgia meloni - foto lapresse
[…] A sbloccare la situazione è stato un compromesso diplomatico giocato anche su altri piani, tramite i contatti tra ministero delle Imprese e del made in Italy e il ministero dell’Economia di Ankara che hanno portato all’acquisizione di Piaggio Aerospace da parte della turca Baykar.
A un anno dall’accordo, secondo il ministero per le Imprese e il made in Italy, l’azienda «ha confermato la prosecuzione dell’attuazione del piano di trasformazione industriale in Italia, in coerenza con gli impegni sottoscritti. Sono stati finora destinati circa 110 milioni di euro agli stabilimenti italiani».
PROTESTA DEI LAVORATORI DI ELECTROLUX
Ma i sindacati sono meno ottimisti. In un report, la Fim-Cisl sottolinea che «ad oggi, per lo stabilimento di Siena, non c’è una proposta industriale concreta che permetta di mantenere la vocazione produttiva del sito per almeno 300 occupati e anche negli altri siti italiani la produzione risente del calo della domanda europea».
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Specchio fedele di come è cambiato il mercato del “bianco” in Italia: nel low cost dominano i produttori extra-europei, la fascia media di gamma è in crisi conclamata e alla fine sopravvive chi si colloca sul made in Italy di livello alto (Smeg ed Elica ad esempio) o chi ripiega sulla logistica.



