ursula von der leyen riarmo europeo unione europea difesa rearm

FUOCO AMICO SU URSULA – LA BOCCIATURA DEL “REARM EU” DA PARTE DELLA COMMISSIONE AFFARI GIURIDICI DEL PARLAMENTO EUROPEO È UNA FIGURACCIA PER VON DER LEYEN – LA COMMISSIONE SI È ESPRESSA CONTRO L’UTILIZZO DELL’ARTICOLO 122 DEI TRATTATI, PER ACCELERARE GLI INVESTIMENTI PER LA DIFESA ED EVITARE L’ESAME DELL’EUROCAMERA: “NON È LA BASE GIURIDICA APPROPRIATA PER QUESTA PROPOSTA” – IL PARERE NON È VINCOLANTE, MA È UN ASSIST PER QUELLE FORZE POLITICHE, COME LEGA E M5S, CONTRARIE AL RIARMO...

1. STRASBURGO A URSULA: SUL RIARMO CI CONSULTI

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

URSULA VON DER LEYEN

Il Parlamento europeo boccia la Commissione Ue sul piano di riarmo. Non si tratta però di una critica nel merito ma nel metodo. Il “RearmEu”, che in teoria potrebbe mobilitare circa 800 miliardi di euro per gli acquisti della difesa, è stato approvato da Palazzo Berlaymont ricorrendo all’articolo 122 dei Trattati.

 

Una sorta di “decreto d’urgenza” che consente di evitare l’esame da parte dell’Eurocamera. Ieri, allora, la Commissione affari giuridici del Parlamento si è espressa all’unanimità contro questa procedura. Per gli eurodeputati, l’articolo 122 «non è base giuridica appropriata per questa proposta». […]

 

giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse.

A questo punto il parere verrà trasmesso alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che può gestire il rilievo in due modi: scrivere una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per riportare il malcontento o - in casi estremi - avviare una procedura di ricorso davanti alla Corte di Giustizia Ue. Ma Metsola difficilmente seguirà quest’ultimo iter.

 

Sta solo valutando di spedire una missiva alla leader della Commissione. Quindi, sostanzialmente, non ci saranno conseguenze concrete.

 

ursula von der leyen e roberta metsola

A cavalcare il voto della Commissione parlamentare, sono stati soprattutto Lega e Movimento 5Stelle. «La commissione giuridica del Parlamento europeo – si legge in una nota del Carroccio - boccia il metodo antidemocratico utilizzato da Ursula von der Leyen per il piano di Riarmo europeo» e dunque «il piano è illegittimo: una sconfitta politica per von der Leyen e per chi, mentre nel mondo c’è chi lavora per la pace, parla di armi, munizioni, missili e carri armati e accelera sull’escalation militare. Una follia che va fermata». […]

 

Fdi, il partito di Giorgia Meloni, cerca di ridimensionare il voto e la spaccatura dentro la maggioranza ricordando che si è trattato di un giudizio «sulla procedura e non sul merito del piano»

 

2. «NON C’ERA URGENZA PER IL PIANO DI RIARMO UE»

Estratto dell’articolo di S. Fin. per il “Corriere della Sera”

 

PIANO DI RIARMO EUROPEO - REARM EUROPE

L’utilizzo dell’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea per accelerare gli investimenti previsti dal piano di riarmo europeo è improprio. È quanto ha stabilito ieri, in una sessione a porte chiuse, la Commissione Affari giuridici (Juri) del Parlamento europeo.

 

In un parere legale non vincolante, che non avrà impatto sull’attuazione dello strumento, la Juri si è espressa contro la Commissione europea e l’attivazione dell’articolo 122 per approvare lo strumento Safe — 150 miliardi di euro in prestiti ai Paesi membri per appalti comuni da riservare all’industria della difesa europea e a progetti con almeno un Paese della zona Efta (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) più l’Ucraina — che di fatto elude l’Europarlamento.

 

[...] 

 

URSULA VON DER LEYEN - KIT TESENCULA - MEME

I rappresentanti di Movimento 5 Stelle e Lega hanno rilanciato il parere della Juri. Su Facebook, il presidente del Movimento Giuseppe Conte ha scritto che «il folle piano di riarmo da 800 miliardi calpesta la democrazia» e che «i governanti che lo hanno appoggiato lo hanno fatto senza alcun mandato dei cittadini, scavalcando il Parlamento europeo».

 

Dunque «la bocciatura sul piano giuridico è un macigno politico contro questa Commissione con l’elmetto e tutti coloro che vogliono un’economia di guerra».

 

Mentre Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, ha commentato: «La Commissione Affari giuridici ha dimostrato come Bruxelles si stia trasformando in un centro di potere opaco che impone scelte strategiche senza alcun passaggio democratico e senza il coinvolgimento del Parlamento europeo». [...]

URSULA VON DER LEYENursula von der leyen olena zelenska e Roberta Metsola a strasburgoursula von der leyen giorgia meloni

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...