C’È IL CESSATE IL FUOCO, MA IL FUOCO NON CESSA: VACILLA LA TREGUA USA-IRAN – ISRAELE FA SAPERE CHE IL LIBANO NON È COMPRESO NELL’INTESA E CONTINUA A BOMBARDARE BEIRUT (IL BILANCIO E’ DI QUASI 200 MORTI) - TEHERAN PARLA DI STRAPPO INACCETTABILE (“IN QUESTA SITUAZIONE UNA TREGUA BILATERALE E I NEGOZIATI SONO IRRAGIONEVOLI”) E CHIUDE HORMUZ: LE PETROLIERE COSTRETTE E TORNARE INDIETRO (CI SONO DUE ROTTE ALTERNATIVE PER LA PRESENZA DI MINE NELLO STRETTO) – TRUMP DIFENDE IL BOMBAROLO NETANYAHU: “IL LIBANO NON FA PARTE DELL’INTESA” - DIETRO LA FURIA BELLICISTA DEL PREMIER ISRAELIANO C’E’ IL FASTIDIO DI ESSERE STATO TAGLIATO FUORI DALL’INTESA: E' STATO AVVISATO SOLO IN EXTREMIS DELL’ACCORDO USA-IRAN - LE ACCUSE IN PATRIA A BIBI: GLI VIENE IMPUTATO DI AVER CEDUTO...
MEDIA IRAN, 'HORMUZ COMPLETAMENTE CHIUSO, NAVI COSTRETTE A TORNARE INDIETRO'
(ANSA) - Lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a fare inversione. Lo riferisce l'emittente iraniana Press Tv, secondo cui i dati di tracciamento marittimo mostrano che la petroliera Aurora, in rotta verso l'uscita dello Stretto, ha improvvisamente cambiato direzione vicino alla costa di Musandam (in Oman) ed eseguito una virata di 180 gradi tornando nel Golfo Persico.
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
MEDIA, L'IRAN ANNUNCIA DUE ROTTE MARITTIME ALTERNATIVE PER POSSIBILI MINE A HORMUZ
(ANSA-AFP) - L'Iran annuncia due rotte marittime alternative, per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, per la possibile presenza di "mine", secondo quanto ripota Afp che cita media iraniani.
L'autorità portuale iraniana sconsiglia alle navi di attraversare lo Stretto di Hormuz senza un coordinamento preventivo con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, riporta l'Afp. L'avvertimento riguarda ai rischi rappresentati dalle mine in questa strategica via navigabile. L'alert è stato diffuso dai media statali iraniani, tra cui l'emittente pubblica IRIB. In precedenza, l'agenzia di stampa iraniana Fars aveva riferito che la Repubblica Islamica aveva sospeso il transito nello stretto in segno di protesta contro gli attacchi israeliani in Libano, dopo che due petroliere lo avevano attraversato in seguito al cessate il fuoco.
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
"Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie (...), fino a nuovo avviso, (le navi) devono seguire rotte alternative per il traffico nello Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, citando una dichiarazione militare accompagnata da una mappa marittima che mostra le rotte a sud e a nord dell'isola di Larak.
NYT, NESSUNA PETROLIERA HA ATTRAVERSATO HORMUZ DAL CESSATE IL FUOCO
(ANSA) - NEW YORK, 08 APR - Nessuna petroliera o nave per il trasporto di gas ha attraversato lo Stretto di Hormuz da quando è scattato il cessate il fuoco. Lo riporta il New Yokr Times citando i dati di Kpler, società di tracciamento di navi globale. Solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo.
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LA TREGUA IN IRAN E’ FRAGILE
Francesco Manacorda per repubblica.it - Estratti
C’è il cessate il fuoco, ma il fuoco non cessa. L’accordo raggiunto da Stati Uniti e Iran — con la mediazione del Pakistan – nella notte tra martedì e mercoledì, già vacilla vistosamente. Israele, pur aderendo allo stop delle operazioni contro Teheran, fa infatti sapere subito che il Libano non è compreso nell’intesa e si scaglia con violenza sul Paese. Per l’Iran è uno strappo inaccettabile: «In questa situazione una tregua bilaterale e i colloqui sono irragionevoli», dice Mohammad Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore degli ayatollah. Il vertice di sabato a Islamabad, dove si dovrebbero fare passi avanti per risolvere il conflitto, potrebbe essere a rischio.
benjamin netanyahu donald trump mar a lago
Già nelle prime ore del mattino i raid di Israele colpiscono Beirut e altre aree del Libano densamente abitate: una pioggia di missili su oltre cento obiettivi dichiarati, quartieri centrali investiti dalle esplosioni, palazzi residenziali sventrati. Il bilancio è pesantissimo: a sera fonti ufficiali spiegano che i morti superano il centinaio, i feriti sono circa ottocento.
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Ma proprio il Libano diventa il punto debole dell’accordo che prevede due settimane di stop alle ostilità in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz e dell’avvio di negoziati più ampi. Mentre il cessate il fuoco è appena stato raggiunto, lo Stato ebraico dichiara che il fronte libanese resta escluso e Trump si allinea «Solo scaramucce, il Libano non fa parte dell’accordo». Tehran sostiene ovviamente il contrario, ma sulla sua posizione c’è anche Islamabad – i pakistani sono mediatori e non parte in causa - che ribadisce come il Paese dei Cedri sia compreso nel cessate il fuoco.
donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero
La risposta iraniana agli attacchi di Israele su Beirut parte in tempi rapidissimi. Missili e droni vengono lanciati verso i Paesi del Golfo, con intercettazioni segnalate in Kuwait, Qatar, Emirati e Arabia Saudita e danni a infrastrutture civili ed energetiche. È una reazione che allarga il raggio del conflitto, colpendo direttamente i Paesi percepiti come parte del sistema di sicurezza occidentale.
Ma anche il territorio iraniano, che pure dovrebbe essere protetto dal cessate il fuoco appena raggiunto, non è immune dagli attacchi. Nella mattinata viene colpita la raffineria di Lavan, nel Golfo. L’attacco provoca incendi e costringe a sospendere le operazioni dell’impianto: c’è di nuovo il petrolio di Teheran nel mirino.
Israele nega qualsiasi coinvolgimento. Teheran parla di “attacco nemico” e fa filtrare l’ipotesi di un’azione riconducibile a Paesi del Golfo, in particolare Emirati e Kuwait.
Nelle stesse ore le difese aeree iraniane entrano in funzione in più città, da Isfahan a Kerman, mentre esplosioni vengono segnalate nell’area industriale di Isfahan. Il capitolo Hormuz, dove perlomeno non si spara, resta sullo sfondo ma continua a riflettere la tensione: traffico ridotto, controlli iraniani più stringenti e passaggi con il contagocce, oltre a un nuovo blocco di fatto subito dopo l’escalation in Libano.
Sul piano diplomatico, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite interviene chiedendo il rispetto dell’accordo e condannando l’escalation sul fronte libanese. Ma le dichiarazioni restano indietro rispetto ai fatti: per ora parlano le armi e la tregua balbetta appena.
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VIGNETTA ELLEKAPPA - NETANYAHU TIENE AL GUINZAGLIO TRUMP

