varoufakis 04_n

IL LAMENTO DELL’EPURATO VAROUFAKIS: “ANZICHÉ RICATTARE GLI ITALIANI CON IL REFERENDUM, RENZI FAREBBE BENE A CONCENTRARSI SU PROBLEMI SERI COME IL SISTEMA BANCARIO AL COLLASSO - SE IO E TSIPRAS CI INCONTRASSIMO DUBITO CHE AVREBBE QUALCOSA DA DIRE O IL CORAGGIO DI GUARDARMI NEGLI OCCHI...”

Maria Serena Natale per “il Corriere della Sera”

 

varoufakis a roma diem25varoufakis a roma diem25

«Contatti con Tsipras? Nessuno. Se ci incontrassimo ora dubito che avrebbe qualcosa da dire o il coraggio di guardarmi negli occhi. Eravamo stati eletti per liberare la Grecia dal carcere. La Grecia è ancora prigioniera». Così parlò Varoufakis. L' ex ministro delle Finanze torna con una missione (non) impossibile, riformare l' Europa. E un messaggio per Matteo Renzi: «Ha il dovere morale di cambiare le regole a Bruxelles».

 

Nel 2015 a Varoufakis erano bastati cinque mesi per diventare il volto della resistenza al verbo dell' austerity. Poi venne l' estate del referendum («che non volevo») sul salvataggio internazionale respinto dal 61% dei greci, e il cambio di marcia del premier Alexis Tsipras che sacrificò alla stabilità il suo «economista per sbaglio e marxista erratico», come si definì lui stesso.

LA CAMICIA DI VAROUFAKISLA CAMICIA DI VAROUFAKIS

 

La Grecia oggi è al terzo programma di aiuti finanziari dal 2010. Lo scorso febbraio Varoufakis ha presentato DiEM25, "Movimento per la democrazia in Europa" che punta a una nuova Costituzione entro il 2025 e alla rifondazione della Ue. Lo ha fatto nello storico teatro dell'avanguardia tedesca, la Volksbühne di Berlino, ricollegandosi idealmente alla lotta per l' emancipazione del proletariato dal cuore della Germania tutrice del rigore.

 

Questo pomeriggio alle 18.30 Varoufakis riapre al Teatro Franco Parenti di Milano il festival La Milanesiana ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, con un dibattito sul suo nuovo libro, I deboli sono destinati a soffrire? (La nave di Teseo). Ne parla in anteprima con il Corriere.

 

Tsipras e Yanis Varoufakis  Tsipras e Yanis Varoufakis

Yanis Varoufakis, abbiamo costruito un mondo che nega agli ultimi la possibilità di riscatto?

«Le élite mondiali non hanno ormai altro obiettivo che preservare i propri poteri e privilegi attraverso un sistema di distribuzione della ricchezza che avvantaggia non più del dieci per cento della popolazione, condannando il resto a un costante peggioramento».

 

Un sistema che però crea anche le condizioni per lo sviluppo di forze destabilizzanti interne…

«Infatti la base comincia a ribellarsi. La politica si confronta con un malcontento trasversale, dal Regno Unito che ha premiato il linguaggio tossico degli euroscettici alla Germania dove cresce l'ultradestra di Alternative für Deutschland, fino agli Usa di Donald Trump».

VAROUFAKISVAROUFAKIS

 

Da ministro denunciò il rischio che l'Europa implodesse, suggerendo che non dovesse per forza essere Atene a innescare il domino. Dopo la Grecia abbiamo avuto l'emergenza migratoria, la vittoria della Brexit, la spaccatura tra Nord e Sud, Est e Ovest d'Europa in un generale avanzamento delle forze centrifughe. È l' inizio della disgregazione?

«A meno che quelle forze non siano incanalate in un autentico percorso democratico. Il titolo del mio libro si rifà a un episodio della guerra del Peloponneso riportato da Tucidide, nel quale i generali ateniesi riassunsero un'idea di potere nella frase "i più forti fanno quanto possono, i più deboli soffrono quanto devono". Ho aggiunto il punto interrogativo perché credo che quell' idea vada contestata. Non è vero che non esiste alternativa».

 

VAROUFAKIS TSAKALOTOSVAROUFAKIS TSAKALOTOS

Quali alternative a un progetto comunitario esangue?

«L'Europa continua a trattare le singole crisi come se non fossero sintomi di un pericolo comune. La crisi però è europea. Non italiana, né greca, né spagnola. Occorre un approccio sistemico e onnicomprensivo che impedisca situazioni paradossali come quella che viviamo oggi, con la Germania che invoca soluzioni ma in realtà fa di tutto per allontanarle. Se la Ue si rafforzasse, la prima a vedere ridimensionato il proprio peso sarebbe proprio la Germania».

 

L'Italia a suo modo mette in discussione il metodo europeo...

varoufakis eurovaroufakis euro

«L'Italia è l' esempio lampante di quanto disfunzionale sia questa Ue. Considerando la solidità dell' economia, oggi il vostro Paese dovrebbe volare. Invece resta bloccato da vincoli impossibili da rispettare. Il primo ministro Matteo Renzi protesta, e fa bene. Ma in modo inefficace. Non è responsabile aprire dispute con Bruxelles per qualche punto decimale di deficit. Renzi ha il dovere morale, verso l' Italia e verso l' Europa, di superare il suo approccio infantile. Chieda un Consiglio dei capi di Stato e di governo per ridiscutere le regole europee a tutto campo, il ruolo della Banca centrale, il rilancio degli investimenti. Solo così potrà aprire un dibattito accettabile per le opinioni pubbliche, in primis quella tedesca».

VAROUFAKISVAROUFAKIS

 

Il referendum sulla riforma costituzionale italiana avrà un inevitabile peso politico.

«Un errore porlo come un ultimatum che chiede di fatto agli elettori di legittimare la leadership di Renzi. Anziché ricattare gli italiani, il premier farebbe bene a concentrarsi su problemi seri come il sistema bancario al collasso».

 

Come sta la sua Grecia?

«Ogni giorno peggio. La Grecia è stata il canarino mandato in miniera in cerca di gas letali. L'Europa è quella miniera. Per salvarsi ha bisogno di un' utopia».

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…