LO VEDI, ECCO I MARINO: NON SOLO IGNAZIO, ESTELLA E FRANCO ELETTI GRAZIE ALL’OMONIMIA - VIP FLOP: DOMINELLA, BRUZZONE E CICCIOLINA…

1- PROMOSSI, BOCCIATI, OUTSIDER - FUORI DOMINELLA E GASPERINI

Francesco Di Frischia per "Il Corriere della Sera"

Volti nuovi tra i banchi della nuova Assemblea Capitolina, ma anche facce molto conosciute torneranno a occupare gli scranni della maggioranza e dell'opposizione nell'aula «Giulio Cesare». E non mancano i flop illustri e le bocciature di ex consiglieri capitolini.

È lunga la lista dei sicuri «bocciati eccellenti», che non metteranno o rimetteranno piede in Assemblea capitolina: si va da Ilona Staller, l'ex pornodiva in arte Cicciolina che si era candidata con il Pli raggiungendo appena 31 preferenze, alla criminologa Roberta Bruzzone (Mui), passando per Imma Battaglia, famosa per il suo impegno nella difesa dei diritti gay, che nelle file di Sel ottiene solo 1.220 voti. Tra i flop, anche quello di Stefano Dominella, ad di Gattinoni candidato nella civica di Marino, che ha racimolato soltanto 244 voti.

Tra coloro che hanno già messo piede a Palazzo Senatorio nell'ultima consiliatura, sono stati bocciati dalle urne Dino Gasperini (assessore uscente alla Cultura - 1.293), i consiglieri uscenti (del Pdl) Ugo Cassone (2.327), Federico Rocca (2.048), Domenico Naccari (1.555), Marco Siclari (1.553), Giuseppe La Fortuna (1.431), Francesco De Micheli (920), Ludovico Maria Todini (733), Maurizio Berruti (448), Edmondo Tomaselli (342), Fabio Sabbatani Schiuma (ex la Destra ora candidato Pdl - 1.265), Gilberto Casciani (ex consigliere della lista civica Alemanno - 842 voti), Valerio Cianciulli (entrato col Pdl, ora candidato con la lista civica Marchini - 1.034), Antonino Torre (395), candidato con la lista civica di Alemanno, come pure Paolo Voltaggio (2.513), e Pierluigi Fioretti (La Destra) che ha incassato 1.351 preferenze. Rischia di non essere eletto, secondo alcuni in base al calcolo degli scarti, l'ex presidente del Consiglio comunale, Marco Pomarici (5.415).

Pochi voti (solo 556) anche per l'ex consigliere regionale Veronica Cappellaro. Niente elezione in Consiglio pure per Gianfranco Bafundi che nel 2003 da consigliere comunale, si era trasferito da FI all'Udc: in questa tornata, però, Bafundi era candidato con il Pd, non ce l'ha fatta pur avendo ottenuto 1.332 voti.

Gli eventuali apparentamenti ufficiali nei prossimi giorni, inevitabilmente, farebbero saltare i calcoli che sono stati fatti fino a ieri. Andando ai due scenari possibili, in caso di vittoria del candidato del centrosinistra, Ignazio Marino, al ballottaggio, resterebbero fuori dall'aula Giulio Cesare gli assessori uscenti Marco Visconti (Ambiente - 4.625), Enrico Cavallari (Personale - 4.871), Maria Spena (Mobilità - 2.471), il delegato al Turismo, Antonio Gazzellone (2.878), i consiglieri Pdl, Alessandro Cochi (5.162), Marco Di Cosimo (3.993), Federico Guidi (4.198), Patrizio Bianconi (3.621), Alessandro Vannini Scatoli (3.311) e Roberto Angelini (2.452), e quelli di Fratelli d'Italia, Andrea De Priamo (2.261) e Federico Mollicone (1.372).

In caso di vittoria di Gianni Alemanno, niente Assemblea Capitolina per i consiglieri uscenti del Pd, Alfredo Ferrari (3.939), Athos De Luca (3.880), Dario Nanni (3.707) e Maurizio Policastro (3.211), mentre per Sel salterebbe Andrea Alzetta (1.728), oltre al consigliere provinciale uscente Gianluca Peciola (4.338).

2- IL RECORD DI STELLA (MARINO)

Al.Cap. per "Il Corriere della Sera"
Parla molto velocemente, tanto che è difficile prendere appunti: «Sì scusa, rallento, non sono abituata». Estella Marino, la più votata nel Pd, è stata la responsabile ambiente del Partito democratico per due anni e mezzo (la durata della segreteria di Marco Miccoli): «Ho cercato di portare il partito su posizione più avanzate».

Anche politicamente: area Scalfarotto, Civati, Serracchiani, «a suo tempo per la segreteria votai Ignazio Marino, diciamo che da tempo cerco di ottenere il rinnovo della classe dirigente, quindi inevitabilmente sono in minoranza».
Trentasette anni, curriculum di tutto rispetto: ingegnere informatico, un dottorato sulla tecnica urbanistica, un master alla Bocconi su Economia e gestione ambientale. Non nega che l'omonimia con il candidato sindaco possa averla aiutata: «Ho preso 9.221 voti, vogliamo dire che si sono confusi in millecinquecento? Diciamo anche duemila! Per me non è importante essere la più votata, non è un record a cui tengo».

Tiene ad altro: «C'è un pezzo di Pd che è fatto da militanti, gente vera, che si impegna, si sacrifica, propone idee. E credo che la mia candidatura sia un percorso collettivo, basato sulla forza del mio lavoro. Ho ricevuto l'appoggio di molti circoli, appunto di persone che, in questi anni, si sono impegnate con me».

L'«effetto marino» ha garantito un buon risultato anche a Franco Marino (Lista civica, 2.506 voti): «Se anche qualcuno si è confuso - sorride Estella - abbiamo aiutato il partito a raccogliere preferenze». C'è chi prevede, per lei, un ruolo di assessore: «No, ma a me piace lavorare e ciò che desidererei, più di tutto, è contribuire a fare una raccolta differenziata a Roma degna di questo nome». Dato di cronaca cittadina: Estella Marino nella campagna elettorale non ha fatto manifesti, neanche uno.


CE L'HA FATTA LA COMPAGNA DEL MINISTRO FRANCESCHINI

Da "Il Corriere della Sera"

«Ammazza quanti sms ha mandato, Franceschini». O anche, molto più scorretto: «'n pensiero de raccapriccio ar nepotismo medievale de lady Franceschini». Per Twitter, Facebook e gli altri social network le variazioni su questo tema sono state uno dei tormentoni di ieri. Perché Michela Di Biase ce l'ha fatta. Con 4.528 preferenze, la 32enne vicepresidente del consiglio regionale del Lazio e candidata del Pd alle Amministrative di Roma, si prepara a entrare nel consiglio comunale capitolino.

Ma l'ironia della Rete si deve a un altro fatto: Di Biase è infatti la compagna del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. Il quale nelle scorse settimane, durante la campagna elettorale, aveva inviato dal suo telefono personale una serie di sms ad amici e conoscenti per sostenere la candidatura della compagna. Lo aveva scoperto il sito ilportaborse.com e la notizia era stata ripresa in maniera un tantino acida dal blog di Beppe Grillo.

La cosa, anche se Di Biase ha una storia politica indipendente da quella del compagno, a quel punto si era trasformata in un piccolo caso sentimental-politico. Perché a favore della candidata pd si era speso persino il sindaco uscente Gianni Alemanno oltre che il leader della Destra Francesco Storace.

Ma soprattutto la pasionaria berlusconiana Daniela Santanché. Che dopo la diffusione del sms era salita sulle barricate: «Io non ci sto. Sono basita, indignata. Che Franceschini debba essere additato alla pubblica gogna per avere fatto ciò che qualsiasi uomo che ama veramente dovrebbe fare nei confronti della sua donna, è qualcosa che fa venire il voltastomaco. Io sto con Franceschini. Sono a lui solidale».

 

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