LAGUNA (AUTO) BLU - VENEZIA HA ZERO STRADE MA DETIENE IL RECORD DI 307 AUTO DI STATO: SETTE IN DOTAZIONE A PALAZZO BALBI (LA SEDE DELLA REGIONE, AFFACCIATA SULLA LAGUNA) PER LE TRANSUMANZE DEGLI ASSESSORI E DEL GOVERNATORE PADANO ZAIA - LE ALTRE SONO MACCHINE DI SERVIZIO: “34 AD USO DEI 3 MILA DIPENDENTI, OLTRE 200 PER FORESTALI, TECNICI DEL GENIO CIVILE, PORTUALI, ECC…” (QUASI TUTTE SOPRA IL LIMITE DEI 1600 DI CILINDRATA) - TRA LE AUTO “BLU” A DISPOSIZIONE DEL COMUNE DI BASSANO DEL GRAPPA ANCHE UNA “ROSSA” FERRARI…

Francesco Specchia per "Libero"

Se Venezia non avesse il mare sarebbe una piccola Parigi. Semafori vezzosi, l'asfalto drenante che scorre sotto i ponti trasformati in archetti di trionfo e il Canal Grande in un'autostrada trafficatissima dove rombano gondolieri vestiti da tassisti: tutto come evoca quella pubblicità telefonica in tv, da oggi molto meno idiota di quanto pensassimo.
Venezia non ha il mare e non ha le strade.

Però la Regione Veneto -con sede a Palazzo Balbi, gioiello architettonico, sull'acqua - pare possegga un parco "d'auto blu" abnorme, un parcheggio esteso quanto il Central Park: 307 autovetture, di cui 28 con servizio autista, almeno a detta d'un censimento voluto dall'ex ministro, veneziano ex venditore di gondolete, Renato Brunetta; e portato a termine dal suo successore, Filippo Patroni Griffi.

ELOGIO DELL'ASFALTO
Ora, già qui emerge un paradosso di grossa cilindrata. Mentre a Milano, Roma o Palermo ci si lamenta del traffico («Il problema è il trafficcco...» diceva Johnny Stecchino), la lagnanza tipica del veneto è l'assenza di strade. La strada indica benessere, soddisfa: in Veneto conta più l'assessore ai trasporti del vescovo.

Lo so perchè sono veronese. E, da noi, in provincia, ogni volta che asfaltano un campo, costruiscono una rotonda (ormai ci sono più rotonde che campi), slongano la tangenziale all'infinito per avvitarla ad arabesco attorno alle mura, o costruiscono guardrail coloratissimi come totem Apache; be', quello diventa il simbolo gaudente della ritrovata abbondanza d'un popolo che un tempo
era vissuto in povertà.

La goduria della carreggiata è un po' il riscatto della pellagra, una roba quasi sessuale. Bene. Ora scopro che in Veneto ci sono più auto che strade, e ciò un po' mi destabilizza. Scusate l'inciso. L'altro dato del censimento di cui sopra è un terribile raffronto: la giunta della Campania citata sempre per scandali legati a sperperi pubblici ha 173 macchine di cui venti con autista, la Sicilia ne ha 117 ma tutte dotate di autista, il Piemonte 158 di cui 11 con autista e l'Emilia 127, 6 con autista. (Altra notizia surreale nel clima di rigor montis è che in Italia, il divieto di acquistare o noleggiare auto con cilindrata superiore a 1.600 cc, viene violata da Regioni, Comuni, Asl, ministeri e, soprattutto - tah dah- Equitalia, ma questo richiede un pezzo a sè...).

Insomma. Al netto della retorica anti-casta, per i veneti come noi -che vantano radici nella Regione più virtuosa d'Italia- impressiona scoprire che questa stessa regione, oggi, sarebbe tre volte più sprecona della mitica Ars ossia l'Assemblea Regionale Siciliana ossia la Shamballah dello spreco pubblico, ossia la terra cava riempita dalle mazzette, dalle doppie pensioni e dai contributi a pioggia. Ci sembra assurdo.

FILOSOFIA DEL RIGORE
Ci affiorano, a sentire tali notizie, rigurgiti di morigeratezza territoriale. Ci vengono in mente la poetica naturista di Andrea Zanzotto; le marce con le veschiche negli scarponi degli alpini che al massimo cavalcavano il musso; la filosofica presa di posizione di Sergio Saviane da Pieve di Soligo sul rigore, l'equità e la crescita inaugurati, venetamente, molto prima di Mario Monti.

«Stia tranquillo, il suo venetismo è salvo: le vere auto di rappresentanza di Palazzo Balbi sono sette, cioè quelle a noleggio (più una, in carrozzeria, ndr). Le altre sono macchine "di servizio": trentaquattro a disposizione dei nostri 3 mila dipendenti, oltre 200 ad uso di forestali, tecnici del genio civile, portuali, ecc..», ci viene in soccorso Marino Zorzato, vicepresidente della giunta regionale e assessore alla cultura con un ottantina di deleghe che lo spingono ad essere uno dei sette amministratori regionali più transumanti per la Regione, e quindi fruitori dell'auto blu.

«Gli altri assessori, 7 su 12, che le usano sono quelli che girano come pazzi per lavoro: Giorgetti all'Economia e Lavori Pubblici, Donazzan all'Istruzione, Coletto alla Sanità, Finozzi al Turismo, Coppola all'industria, Chisso al Trasporto, tecnicamente abbiamo già eliminato il parco auto del 15%...».

Il governatore Luca Zaia, tra l'altro, non usa l'auto blu. E ieri s'è trovato - come dicono in Veneto- come un musso in mezo ai lampi. Stordito come un mulo nella tempesta. Anche un po' incazzato. «Ma le pare, ostrega, che noi che abbiamo tagliato del 20% le retribuzioni e del 30% la comunicazione, e che vantiamo un bilancio positivo di 600 milioni sulla Sanità; le pare che abbiamo tutte 'sta macchine?», chiede Zorzato.

LA FERRARI A BASSANO
Ci pare. D'accordo, ma c'è la ragione del censimento. I dati sono dati, i numeri parlano, incontrovertibili. «Guardi, le altre giunte regionali evidentemente hanno intestato le loro auto ad altri enti. Noi, tre volte bon tre volte mona, le abbiamo caricate tutte insieme. Le dico che è una questione di mal contabilità». Be', oddio: avete 8 Audi, 1 Mercedes, 44 Rover, 6 Lancia; 116 auto sono addirittura di cilindrata superiore a 1900. «Ma molte sono quelle in uso al genio, servono in mezzo ai campi».

E ci risolvera la famigerata distinzione burocratica tra le 72mila auto blu del Paese. Che è un tripudio di cromatismo. Ci sono le "auto blu-blu" -due volte blu: giuro che è vero- che sono quelle dei politici; poi le "auto blu" una sola volta blu, a disposizione dei dirigenti apicali; infine le "auto grigie" adibite ai "servizi operativi" che può significare qualunque cosa, dal servizio autoambulanze alla servizio trasporto spigole per generali della Guardia di Finanza.

Facciamo notare che tra le auto a disposizione del Comune di Bassano del Grappa c'è una Ferrari. Ma è rossa, mica blu. Per inquadrarla burocraticamente è un casino. « L'ho letto anch'io, ma pare che sia un errore, come dice il sindaco della città». Sindaco che, tra l'altro, confessando d'essere «un appassionato di Porsche» appare visibilmente affranto. «'Sta notizia è un ciapare cassi per attaccapanni», ci commentano. Traduzione non letterale: è una svista poetica. Come un parchimetro sul Canal Grande...

 

VENEZIA - PALAZZO BALBI SUL CANAL GRANDERENATO BRUNETTA Filippo Patroni GriffiLUCA ZAIA Auto BluAUTO BLUAUTO BLU

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?