VENI, VAHIDI, VICI - CHI È LA NUOVA GUIDA DEI PASDARAN IRANIANI, AHMAD VAHIDI, SCELTO DA ALI KHAMENEI PER COMBATTERE CONTRO "IL GRANDE E IL PICCOLO SATANA" (USA E ISRAELE): CLASSE 1958, DAL GIORNO DELLA SUA NOMINA È SPARITO - VAHIDI GESTISCE LA GUERRA NELL’OMBRA, INSIEME AGLI ALTRI COMANDANTI NASCOSTI IN BUNKER - IL SUO PRIMO COMPITO È SOPRAVVIVERE: GLI ANALISTI MILITARI SONO STUPITI DALLE SUE CAPACITÀ ORGANIZZATIVE. STA GESTENDO UNA DIFESA DECENTRALIZZATA, CON COMANDI E UNITÀ AUTONOME, SENZA CHE I REPARTI SI SIANO "AMMUTINATI..."
Estratto dell'articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”
A dicembre, due mesi prima di essere ucciso dagli israeliani, Ali Khamenei aveva deciso che ai Sepah Pasdaran serviva un nuovo numero due. Un generale esperto, fedele, che avesse anche conoscenza della macchina burocratica dei Guardiani: soldi, aziende, relazioni politiche.
Qualcuno in grado di condurre una guerra esistenziale con l’America e Israele, se il suo capo fosse stato eliminato. È successo, nelle prime ore del conflitto: Mohammad Pakpour, il comandante dei pasdaran, è stato ucciso e a guidare i Sepah ora è il suo ex numero due, Ahmad Vahidi, scelto da Ali Khamenei.
Dal giorno della sua nomina è sparito dalla scena: nessun messaggio, nessuna apparizione. Gestisce la guerra nell’ombra insieme agli altri comandanti militari nascosti probabilmente in bunker e sparpagliati.
Il suo primo compito è sopravvivere, anche se il suo nome non compare nella lista dei most wanted, i ricercati dal dipartimento di Stato americano che valgono una taglia da dieci milioni di dollari, come Ali Larijani e Mojtaba Khamenei. Vahidi è però su un’altra lista con un mandato di cattura dell’Interpol per il suo presunto coinvolgimento nell’attentato del 1994 al centro ebraico Amia di Buenos Aires, 85 morti.
Nato nel 1958 a Shiraz, la città del sud conosciuta per la poesia e il suo spirito più liberale, ingegnere con un dottorato in studi strategici, incarna alla perfezione la storia e l’ideologia della Repubblica islamica. [...]
Entra nei pasdaran agli inizi, si arruola durante la guerra con l’Iraq, ricopre posizioni chiave nell’intelligence e nell’esercito, e fonda la forza Quds, l’unità d’élite che si occupa delle operazioni all’estero, guidata dopo di lui dal generale Soleimani, ucciso nel 2020 dagli americani. Quel ruolo gli consente di stabilire legami forti con tutto il cosiddetto asse della resistenza - gli Hezbollah in Libano, le milizie Houthi nello Yemen - mentre il suo lavoro nell’intelligence lo porta a trattare col nemico americano.
doha colpita dai missili iraniani
A metà degli anni Ottanta, secondo Mohsen Kangarlu, allora capo della sicurezza, Vahidi partecipa ai negoziati segreti con la Casa Bianca di Reagan nello scandalo Iran-Contra, quando gli americani fornirono clandestinamente armi all’Iran. Secondo l’analista Ali Alfoneh, dell’Arab Gulf States Institute, quei colloqui diedero a Vahidi ampia conoscenza di Israele e degli Stati Uniti.
La sua carriera nei Pasdaran avviene per molto tempo sotto la guida dell’ex comandante delle Guardie, Mohsen Rezai, l’uomo che ha ampliato il raggio d’azione dei Sepah allargando la loro influenza all’economia e alla politica. Vahidi impara a gestire l’amministrazione.
Petah Tikva, edificio colpito dai missili iraniani
Quando arriva al potere il populista Ahmadinejad, nel 2005, si occupa della logistica delle forze armate e della pianificazione. Col secondo mandato di Ahmadinejad, diventa ministro della Difesa e poi con il presidente ultraconservatore Ebrahim Raisi, morto in un incidente aereo, assume l’incarico di ministro dell’Interno. [...]
Gli analisti militari ne sottolineano le capacità organizzative: sta gestendo una difesa decentralizzata, con comandi e unità autonome, per adesso senza che questo abbia prodotto colpi di mano da parte di qualche reparto. La sua storia, nella politica interna iraniana, è segnata dalla paura e della repressione. [...]
ahmad vahidi con mahmoud ahmadinejad
ahmad vahidi 6
guerra all iran il raggio di azione dei missili iraniani
ahmad vahidi 5


