LA VERA SORPRESA DELLE ELEZIONI A BUDAPEST È STATA SCOPRIRE CHE L’UNGHERIA NON ERA UNA DITTATURA – ORBAN HA ACCETTATO LA SCONFITTA COME AVREBBE FATTO QUALSIASI LEADER DEMOCRATICO. PRIMA DEL VOTO AVEVA PROMESSO DI LASCIARE LA LEADERSHIP DEL PARTITO IN CASO DI “SCONFITTA PESANTE”. E INFATTI IERI HA SUBITO RIDIMENSIONATO LA BATOSTA: “È STATA UNA SCONFITTA DISCRETA. RIORGANIZZIAMOCI E CONTINUIAMO A LOTTARE PER IL POPOLO UNGHERESE”. IL DILEMMA: METTERCI ANCORA LA FACCIA O TROVARE UN DELFINO (COME BARDELLA PER LA LE PEN IN FRANCIA) E MANOVRARE DIETRO LE QUINTE…
Estratto dell’articolo di Alessandra Muglia per il “Corriere della Sera”
viktor orban ammette la sconfitta foto lapresse
Il day after di Viktor Orbán passa in silenzio. Solo in serata è riapparso in un video su Facebook spronando i suoi a non demordere dopo la disfatta: «Il lavoro inizia. Riorganizziamoci e continuiamo a lottare per il popolo ungherese!», ha scandito, declassando a «discreta» una sconfitta che nella notte elettorale aveva invece definito «dolorosa ma netta».
Lui le dimissioni da Fidesz (il partito che ha fondato e che guida dal 1993) le aveva già legate alla sola eventualità di «una sconfitta pesante». Sul palco ha assicurato che «Fidesz continuerà a servire la nazione ungherese e la nostra patria dall’opposizione».
viktor orban ammette la sconfitta foto lapresse
Chiuso il sipario del governo, dopo 20 anni da premier, di cui gli ultimi 16 ininterrotti, cosa farà ora dunque Orbán?
Per Tibor Dessewffy, direttore del Centro di ricerca di sociologia digitale all’Università Loránd di Budapest, dopo la batosta si consolerà con il calcio prima di rimettersi in pista: «Andrà a seguire la Coppa del Mondo, poi al suo ritorno in patria a settembre mi aspetto si prepari a fare una dura opposizione».
Ma chi è vicino all’establishment ritiene che non sia scontato che Orbán voglia continuare a guidare l’opposizione dopo questa Caporetto. «Mi aspetto che lui ora si prenda una pausa di riflessione per capire cosa non ha funzionato, gli errori compiuti e cosa cambiare», dice al Corriere Boris Kálnoky, direttore della Scuola di Media del Mathias Corvinus Collegium, guidato da Balázs Orbán, direttore politico del premier e figura chiave della sua strategia governativa (non sono parenti).
GIORGIA MELONI - VIKTOR ORBAN - FOTO LAPRESSE
«L’ha fatto dopo la sconfitta del 2002 ed è poi ritornato in scena rafforzato, ma non se intende proseguire e ricandidarsi nel 2030. La pausa di riflessione potrebbe servire anche a valutare questa opzione». La pausa di riflessione non riguarda solo lui: «Si tratta di decidere insieme come reimpostare il partito e fare opposizione. Tisza sarà presto in difficoltà, ha fatto troppe promesse difficili da mantenere», pronostica.
Orbán promette un’opposizione forte ma Fidesz appare indebolito, segnato da divisioni interne. «Orbán ha sempre favorito una certa competizione intellettuale dentro al partito per vedere chi fa meglio: credo che in due o tre settimane ci saranno dei cambiamenti», spiega Kálnoky che ha anche trascorsi da giornalista al Die Welt .
ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse
Ma su chi può contare Orbán come successore? «Non è facile, molti papabili si ritrovano con un peso da portare. Il ministro dei Trasporti János Lázár è considerato una figura carismatica ed è stato sempre a fianco di Orbán durante la campagna elettorale, che però è andata male».
Potrebbe essere in pole position a raccogliere il testimone in caso di una successione alla guida del partito il ministro degli Esteri Péter Szijjártó [...]. Ma Szijjártó è il ministro al centro dello scandalo sulle telefonate segrete con Lavrov. Nel cerchio magico c’è lo stesso Balázs Orbán, «che è anche direttore della strategia della campagna elettorale, che però è fallita». [...]
ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse
GEERT WILDERS - MARINE LE PEN - VIKTOR ORBAN - MATTEO SALVINI
viktor orban e matteo salvini al ministero dei trasporti
viktor orban jd vance budapest
viktor orban al voto foto lapresse
jd vance viktor orban
ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse