renzi visco

RENZI FU! - VISCO CATERPILLAR! DOPO LA BOSCHI, SBATTE AL MURO PURE IL SUO CASCAMORTO – “MI CHIESE DI BANCA ETRURIA, MA NON RISPOSI. IO PARLO DI BANCHE IN DIFFICOLTA’ SOLO CON IL MINISTRO” – “RENZI L’HO INCONTRATO PIU’ VOLTE: NELLA PRIMA PARLAMMO DI BOY SCOUT" – E LA COMMISSIONE SULLE BANCHE DIVENTA UN CETRIOLO DEVASTANTE PER IL DUCETTO

 

http://http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/visco-sbatte-muro-boschi-ldquo-mai-fatto-pressioni-nessuno-163174.htm

 

Renato Benedetto per il Corriere della Sera

 

renzi visco gentiloni mattarella

Alla base della crisi del sistema finanziario italiano non c’è «una vigilanza disattenta, ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro Paese». Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia fresco di riconferma, parlando davanti alla Commissione parlamentare sulle banche a palazzo San Macuto, difende prima di tutto l’attività svolta dall’istituto centrale, al centro della polemica politica, accusato dal Pd sia nei giorni del suo rinnovo, a fine ottobre, sia poi in commissione di non aver vigilato a dovere su un sistema bancario che stava mostrando le sue falle.

 

«La mala gestio di alcune banche, comunque, c’è stata — puntualizza Visco — e l’abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche». Legge una memoria, davanti alla Commissione, in attesa delle domande di deputati e senatori, e spiega: «Nell’opinione di alcuni la Banca d’Italia avrebbe sempre detto che «andava tutto bene» e avrebbe sottovalutato la situazione quando con la seconda recessione, innescata nel 2011 dalla crisi dei debiti sovrani, una nuova ondata di deterioramento della qualità dei crediti si è aggiunta a quella sopportata dalle banche nel triennio precedente. Non è vero».

 

ETRURIA, GLI INCONTRI CON RENZI

IGNAZIO VISCO MATTEO RENZI

È con le domande — ad aprire è il presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini — che si arriva a parlare di Etruria. «Su Banca Etruria — inizia Visco — non voglio dire che non me ne importava niente...», però rispetto alla crisi economica nel complesso di cui si doveva occupare «il mio livello di attenzione modesta». Visco ricorda di aver avuto più incontri con l’allora premier Matteo Renzi.

 

«Nel primo parlammo di boy scout, nel secondo di economia, come nel terzo. Fu allora, presenti anche Delrio e Padoan, che mi chiese: “Perché la Popolare di Vicenza vuole prendere questi di Arezzo?”. Io non risposi». La prese come una battuta (sugli «orafi» che si vogliono prendere a vicenda). «In un altro incontro, a richiesta di informazioni su banche in difficoltà io risposti a Renzi che di banche in difficoltà io parlo solo con il ministro. Lui la domanda la fece e io non risposi».

 

ETRURIA E BOSCHI

RENZI VISCO

Si parla naturalmente, poi, di Maria Elena Boschi. Che chiese con chi potesse parlare di cose riguardo Etruria. L’interlocutore era Fabio Panetta, il vice, che effettivamente si è poi incontrato con l’allora ministra delle Riforme.

 

«MAI PRESSIONI PER POPOLARE DI VICENZA»

«Aggiungo in modo chiaro che la Banca d’Italia non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento. Mai», chiarisce il governatore. Sono diversi i parlamentari della Commissione che hanno attribuito alla Banca d’Italia un ruolo di regia nel tentativo della Popolare di Vicenza — poi fallito — di acquisire prima Banca Etruria e poi Veneto banca.

MARIA ELENA BOSCHI

 

«Nessuna pressione e indicazione, abbiamo solo recepito l’interesse» di Popolare di Vicenza per Banca Etruria. «Io ho appreso dell’interesse di Vicenza su Etruria ad aprile 2014. Non abbiamo sollecitato un intervento», continua Visco, aggiungendo di non aver «mai telefonato» al presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin, per parlare dell’ipotesi di fusione con Veneto Banca (circostanza riferita dall’ex ad Vincenzo Consoli). «Incontrai in Banca d’Italia Zonin per 5 minuti e raccomandai equilibrio e interventi paritari» rilevando come «fu Consoli a parlarne per primo in vigilanza», dice Visco.

 

«LE CRISI SENZA MALA GESTIONE SI RISOLVEVANO»

MARIA ELENA BOSCHI

«Se non vi fossero state gestioni poco prudenti e spesso caratterizzate da pratiche illegali, perfino queste sette crisi avrebbero potuto essere superate in modo ordinato». Si riferisce alle 4 banche finite in risoluzione, alle due venete e e al Monte dei Paschi, Ignazio Visco. «L’attenzione dell’opinione pubblica e di questa Commissione parlamentare — continua il governatore — si è comprensibilmente concentrata sulle sette crisi bancarie che hanno richiesto l’intervento finanziario dello Stato o che hanno comportato perdite per i detentori di obbligazioni subordinate (sui quali, nel caso delle famiglie, si e intervenuti e si sta intervenendo per contenere i danni). Si tratta di banche che avevano la loro operatività prevalente in territori duramente colpiti dalla recessione».

 

LE PORTE GIREVOLI

pierluigi boschi

Visco interviene anche sul caso delle «porte girevoli», la vicenda che riguarda ex dipendenti di via Nazionale arruolati successivamente, come collaboratori o dipendenti, negli istituti (come Popolare di Vicenza). «Voglio ricordare che i nostri ispettori svolgono la propria attività nella veste di pubblici ufficiali e che in oltre 120 anni di storia della Banca d’Italia non ci risulta vi sia mai stato un ispettore che nell’esercizio della propria funzione si sia reso colpevole di omessa vigilanza, o sia stato condannato per corruzione o concussione».

Ultimi Dagoreport

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, A CUI NON HA SAPUTO OPPORSI IL MINISTRO CROSETTO, PERCHE' CAPOCC IONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....