PERDERE UN FIGLIO - AUNG SAN SUU KYI TORNA NELLA SUA OXFORD, QUELLA CHE LE DIEDE GLI ANNI FELICI DEGLI STUDI MA CHE FU IL TEATRO DEL DRAMMATICO DISTACCO DALLA FAMIGLIA - NEL 1988 ABBANDONÒ IL MARITO (CHE MORÌ NEL 1999) E I FIGLI PICCOLI PER TORNARE IN BIRMANIA E COMBATTERE PER I DIRITTI CIVILI - UNA SCELTA PESANTE, CHE ANCORA OGGI LA PERSEGUITA: IL FIGLIO MAGGIORE NON È NEMMENO ANDATO A SALUTARLA…

Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"

«Un sacrificio? No, la mia è stata una scelta. Il sacrificio, semmai, è stato per mio marito e per i miei due figli». Il marito Michael Aris non c'è più dal 1999, quando nel giorno del suo cinquantatreesimo compleanno un tumore alla prostata gli chiuse gli occhi. I due figli, Alexander e Kim, sono due uomini che hanno scelto strade diverse. Il più vecchio, Alexander, se ne è andato negli Stati Uniti, nell'Oregon, dove ha studiato Filosofia e si è isolato in una comunità buddista. Il più giovane, Kim, è rimasto a Oxford e sta in una casa galleggiante lungo un canale.

Per Aung San Suu Kyi il ritorno nella città che la ospitò per gli studi, per la sua vita di moglie e di madre, di donna non ancora leader mondiale e simbolo della libertà, è il momento più intenso del lungo viaggio europeo. A Oxford le trame della sua lunga tragedia si riuniscono. «Il passato vive», ammette con un filo di voce.

È da qui che è partito il viaggio senza ritorno verso l'inferno dei militari golpisti birmani. Ed è da qui che è cominciato il calvario familiare, oltre che politico, di questa signora gentile e piena di coraggio, elegante nel longyi, il tessuto tradizionale birmano che la avvolge fino ai piedi. Non è un caso che il suo sessantasettesimo compleanno lo celebri fra le mura del vecchio St. Hughes College, che le consegnò la laurea e che ora la ritrova per insignirla del dottorato ad honorem in Legge. Come può avere dimenticato la felicità di quei giorni? «Negli anni più difficili il ricordo di Oxford fu tra le risorse che mi consentirono di affrontare le sfide che avevo davanti».

Non è cambiato molto, a Oxford, da che nel marzo 1988 Suu Kyi partì per andare ad assistere la madre malata in patria e non ritornò, incarcerata dai generali dittatori. Era sposata con Michael e aveva due figli, uno (Kim) era poco più che un bambino, l'altro (Alexander) era un adolescente sedicenne. La famiglia si sarebbe divisa per sempre. Lei avrebbe raccolto l'eredità del padre diventando l'icona del movimento democratico birmano. Michael con Alexander e Kim, impediti a vederla dal 1997 in poi, sarebbero rimasti a Oxford.

«Ci sono momenti in cui occorre compiere una scelta, anche dolorosa». Nel giorno in cui tornano a galla le emozioni di ieri, Suu Kyi allontana i fantasmi del dramma personale che l'ha travolta per oltre un ventennio. Lei cerca di dare una spiegazione razionale al distacco avvenuto dal suo amatissimo consorte e dai suoi due ragazzi, cresciuti senza genitori per la morte prematura del padre.

È una ferita profonda per il premio Nobel della Pace. L'impegno politico e la lotta per i diritti civili in Birmania l'hanno separata da Michael, da Alexander e da Kim. «Non nel cuore, non nello spirito». Eppure il segno è pesante. Kim, oggi trentaquattrenne, ha riabbracciato la madre già nel 2010, a Rangoon, dopo la sua liberazione dagli arresti domiciliari. Ma Alexander, oggi trentanovenne, lui che il giorno della consegna del Nobel nel 1991 lesse il discorso per conto della mamma, ha scelto il silenzio nella comunità buddista dell'Oregon. Il dolore della lontananza non l'ha mai più superato.

A Oxford Aung San Suu Kyi, dove arriva stordita dal mal di auto «in quanto non sono più abituata a viaggi così lunghi», vive la felicità della leader che ha riconquistato i suoi diritti («Sono pronta a guidare il mio Paese») e che viene insignita della massima onorificenza della università, assieme allo scrittore John Le Carré («Lo leggevo durante la mia prigionia»).

Vive anche, in maniera molto privata, la tristezza di una moglie che non ha neppure potuto assistere Michael nelle ultime sofferenze per la malattia e la tristezza di una madre alla quale i dittatori sono riusciti a togliere i figli. Al breve rinfresco serale Kim, il più giovane, c'è. Alexander ha preferito rimandare. C'è un velo di malinconia negli occhi di Aung San Suu Kyi, tornata nella sua Oxford dove «gli studenti possono creare il loro futuro». Come è accaduto a lei, partigiana che ha pagato per le sue lotte ma è stata costretta a smarrire la famiglia.

 

AUNG SAN SUU KYI NEGLI ANNI SETTANTA CON LA FAMIGLIA DURANTE UNA GITA IL MARITO DI AUNG SAN SUU KYI CON I FIGLI ARIS E ALEX A OSLO NEL PER RITIRARE IL NOBEL PER LA PACE jpegAUNG SAN SUU KYI A OXFORD CON LA LAUREA HONORIS CAUSA jpegAung San Suu Kyi liberaaungthe lady luc besson Aung San Suu Kyi

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