tsipras renzi

VOTARE PER NIENTE – IN GRECIA IL VINCITORE È BRUXELLES: TANTO TSIPRAS CHE MEIMARAKIS AVEVANO PROMESSO DI RISPETTARE GLI ACCORDI UE – “REPUBBLICA” METTE INSIEME ALEXIS E MATTEUCCIO: “ENTRAMBI RAFFIGURANO UNA SPERANZA DI CAMBIAMENTO RISPETTO A UNA VECCHIA CLASSE POLITICA SCREDITATA” (MA RENZI L’HA VOTATO QUALCUNO?)

VITTORIA TSIPRASVITTORIA TSIPRAS

Andrea Bonanni per “la Repubblica

 

L’Europa ha seguito le ennesime elezioni greche senza particolari fibrillazioni. Lo stesso hanno fatto i mercati. Lo stesso, si direbbe, hanno fatto gli elettori con una affluenza alle urne che è la più bassa nella storia del Paese. Dopo i mesi convulsi e drammatici che hanno visto l’Europa sull’orlo del baratro, il risultato del voto non era scontato. Era però ininfluente.

 

I due principali contendenti, infatti, si erano già preventivamente impegnati a rispettare gli accordi, durissimi, in base ai quali Atene ha ottenuto l’impegno ad un terzo pacchetto di aiuti e la possibilità di restare nell’eurozona. L’unico rischio, agli occhi di Bruxelles, era che l’esito elettorale fosse talmente in bilico da rendere impossibile la formazione di una coalizione di governo stabile, in grado di garantire l’attuazione delle riforme previste.

 

VITTORIA TSIPRASVITTORIA TSIPRAS

La vittoria di Tsipras sembra allontanare questa eventualità. Ora dovrà ricreare una coalizione con il vecchio alleato di destra, o con qualcuno dei partiti minori che comunque si sono già impegnati a votare il memorandum di intesa con l’Europa. La politica di tagli e di riforme imposta da Bruxelles non sembra essere messa in discussione. Gli elettori, che l’avevano massicciamente respinta nel referendum di luglio, adesso la accettano ancor più plebiscitariamente, confermando il voltafaccia del loro leader.

 

VENDOLA TSIPRASVENDOLA TSIPRAS

Il pessimo risultato ottenuto dai dissidenti di Syriza contrari all’accordo conferma che i greci sono determinati a restare in Europa, costi quel che costi. Messi tutti insieme, dai comunisti ai nazisti di Alba dorata, i partiti che contestano la scelta europea totalizzano meno del 30%. Anche questo, in un Paese martoriato dalla crisi e dall’austerità, è un dato che a Bruxelles provoca non pochi sospiri di sollievo.

 

Ma c’è un’altra lezione che il voto greco consegna all’Europa, e sulla quale nelle capitali si è cominciato a riflettere. Il leader di Syriza ha vinto, con una percentuale simile a quella ottenuta nelle precedenti elezioni, nonostante i numerosi cambiamenti di linea politica che hanno segnato i mesi convulsi del suo primo governo. Vincitore a gennaio in nome del rifiuto dell’austerità, trionfatore a luglio del referendum contro la ricetta economica proposta dall’Europa, adesso, a settembre, torna ad affermarsi promettendo di osservare il programma di austerità ancora più duro che l’Europa gli ha imposto.

tsipras   renzi   merkel tsipras renzi merkel

 

Tutto questo può apparire, ed è, contraddittorio se si immagina che i greci si siano pronunciati solo ed esclusivamente su una questione essenzialmente politica, come l’accettazione o il rifiuto delle riforme volute dall’Europa. Risulta invece assai più comprensibile se si guarda al risultato come ad una conferma dell’indubbio carisma personale del leader di Syriza.

 

In un contesto politico in cui le scelte dei governi europei, non solo di quello di Atene, appaiono in larga misura obbligate e vincolate dal quadro generale dell’economia, gli elettori tendono a premiare la personalità in cui, a torto o a ragione, ripongono maggior fiducia. Magari perché, come Tsipras o come Renzi, raffigurano una speranza di cambiamento rispetto ad una vecchia classe politica screditata. Oppure perché, come Angela Merkel o David Cameron, inviano un messaggio credibile di stabilità e di continuità. In questo senso, le elezioni greche confermano il progressivo spostamento del focus politico, che in Europa si allontana dai contenuti e dai programmi e si concentra sempre più sulla credibilità personale dei leader.

tsipras renzi merkeltsipras renzi merkel

 

Resta comunque, sul fondo, non ancora risolto, il nodo della sostenibilità della permanenza della Grecia nell’euro. L’Europa ha imposto ad Atene condizioni molto dure per restare nella moneta unica. Tsipras le ha accettate, confortato da una vasta maggioranza dei parlamentari. Ora gli elettori confermano questa scelta.

 

tsipras junckertsipras juncker

Se il nuovo governo manterrà gli impegni che ha sottoscritto, è chiaro che più nessuno potrà agitare lo spettro di una uscita della Grecia, come ha fatto Schauble a luglio. I dubbi ora si concentrano semmai sulla sostenibilità del debito greco a lungo termine, anche in presenza delle riforme promesse. E il Fondo monetario internazionale, uno dei creditori di Atene, è il primo a sollevare la questione. Sarà un’altra grana che arriverà, presto o tardi, sul tavolo dei leader europei. Ma questa volta, dopo la conferma elettorale di ieri, è chiaro che la soluzione andrà trovata con Tsipras e non, come qualcuno forse aveva sperato nei mesi scorsi, contro di lui.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...