peter thiel donald trump

IL PROBLEMA NON È TRUMP MA CHI NE TIENE I FILI – LA RIFLESSIONE DELLO SCRITTORE WALTER SITI: “E SE TRUMP FOSSE UN FRONTMAN-MARIONETTA DA FAR CADERE SE SI RENDESSE NECESSARIO?” – “SE UN IMPRENDITORE CINICO E GENIALE COME PETER THIEL SI SPOSTA DALLA ELABORAZIONE FILOSOFICA ALLE STRATEGIE DI POTERE, CHE PUÒ SUCCEDERE? LA NATURALE PROPENSIONE UMANA ALLA VIOLENZA NON È SFRUTTATA POLITICAMENTE DA ROZZI BARBARI CON LE CORNA, MA DA GENTE CHE HA STUDIATO E CHE SCOMMETTE SU UN ‘SALTO DI SPECIE’. SE UN FRONTMAN SCIOCCO COME TRUMP DOVESSE DIVENTARE IMBARAZZANTE, POTREBBE DIVENTARE IL CAPRO ESPIATORIO”  

Estratto dell'articolo di Walter Siti per “Domani”

 

walter siti

[…] Trump fa e disfà, mentitore compulsivo, pesta i piedi come un seienne, in bilico tra il caso clinico e il meme comico. Se l’uomo più potente del mondo è affetto da ignoranza patologica, non resta che ridere per non piangere.

 

[…]

 

 Molti a sinistra ritengono che la posizione di chi sta a destra sia “più facile” di quella di chi sta a sinistra, perché la destra non farebbe che assecondare la china degli impulsi primitivi e animali, possedere odiare sopraffare godere, mentre la sinistra richiederebbe una mediazione più complessa e adulta, un freno degli istinti a favore della razionalità e di una convivenza solidale.

 

Così la sinistra si autoconsola, immaginandosi di soccombere come un’isola di cultura sommersa dalle onde della barbarie.

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE MESSICANO - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK

Non credo che sia così: a destra non c’è solo Trump, che quando gli sparano grida “Fight!” col pugno alzato e l’orecchio sanguinante, affermando (e forse lo pensa davvero) che Dio in persona ha deviato la pallottola dell’attentatore.

 

E se quella non fosse che la maschera for dummies della destra vera, e Trump nient’altro che un frontman-marionetta da far cadere se si rendesse necessario?

 

Ho cominciato a pensarlo da quando ho imparato che Peter Thiel, il fondatore di PayPal e Palantir, mentore di J.D. Vance, è stato allievo di René Girard all’università di Stanford.

 

Peter Thiel

René Girard, antropologo e semiotico, è stato uno dei miei punti di riferimento col suo volume Menzogna romantica e verità romanzesca, che per me era la rivelazione del “desiderio triangolare”, cioè del fatto che il desiderio nei romanzi non è diretto e autentico come in poesia, ma è mediato dal desiderio altrui, Emma Bovary contro Emily Dickinson.

 

Per me, e per altri intellettuali di sinistra come me, il desiderio triangolare era anche una critica del consumismo e dei desideri indotti che lo tenevano in vita; non sapevo nemmeno che insegnasse in America, lo credevo a Parigi.

 

donald trump e jeffrey epstein in versione porci meme by edoardo baraldi

[…] Nell’ultima fase della sua vita, passando dalla Johns Hopkins a Stanford, il suo pensiero si è spostato sempre di più dalla letteratura all’antropologia del potere e del sacrificio, attraverso la figura mitica del capro espiatorio.

 

Desiderare il desiderio altrui significa volere quel che ha l’altro, concepito come nemico, quindi odiarlo; la guerra è una condizione naturale che può essere distratta soltanto identificando un capro espiatorio che si assuma il ruolo di vittima: per esempio identificando nei migranti i colpevoli, o nei musulmani, o in non meno specificati “mostri”.

 

RENE GIRARD

Il pensiero accademico di Girard vira poi verso la teologia, Cristo come vittima sacrificale innocente per definizione, che quindi rovescia il mito.

 

Ma se un imprenditore evoluto, cinico e geniale come Peter Thiel si sposta dalla elaborazione filosofica astratta alle strategie di potere, che può succedere? Accumulare dati, con questa antropologia negativa in testa, significa schedare per controllare; utilizzare i progressi della tecnologia per superare d’un balzo le pastoie democratiche; far sembrare ridicoli i tentativi di aggrapparsi a un vecchio umanesimo quando le innovazioni saltano il concetto stesso di umanità e spiazzano ogni antico pregiudizio etico.

 

JD VANCE PETER THIEL

La naturale propensione umana alla violenza non è sfruttata politicamente da rozzi barbari con le corna, ma da gente che ha studiato e che scommette su un “salto di specie”: quando J. D. Vance parla della «comune cultura dell’Occidente» intende questa neo-cultura capace di irridere i paleo-woke illiberali. E se un frontman eccessivamente sciocco come Trump dovesse diventare imbarazzante, potrebbe diventare lui stesso il capro espiatorio.

 

Se le cose stessero davvero così, siamo proprio sicuri di quel che molti saggi di casa nostra ancora predicano aggrappandosi all’ottimismo della volontà, cioè che i tempi sono scuri ma che rovesciare il trend della Storia e guarire il corpo malato della democrazia “dipende, come sempre, da noi”?

DONALD TRUMP IN VERSIONE T-REX - ILLUSTRAZIONE POLITICO

 

Forse non siamo come i monaci medievali che nei monasteri tenevano viva la fiammella della cultura contro le orde dei barbari invasori, ma siamo più simili agli operai inglesi che all’inizio dell’Ottocento si illudevano di far tornare indietro l’evolversi della tecnica facendo a pezzi qualche telaio.

donald trump peter thielDONALD TRUMP IN VERSIONE TRUMPO VENEZUELANO - MEME peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 3DONALD TRUMP IN VERSIONE PIRATA DEI CARAIBI

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