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ZAC: L’UNIONE EUROPEA TAGLIA I FONDI ALLA BIENNALE DI VENEZIA DI BUTTAFUOCO! – LA COMMISSIONE UE HA AVVIATO LA PROCEDURA PER REVOCARE I FINANZIAMENTI ALLA MANIFESTAZIONE PER AVER PERMESSO ALLA RUSSIA DI RIAPRIRE IL “SUO” PADIGLIONE, CHIUSO DAL 2022, ANNO DELL’INVASIONE DELL’UCRAINA – DA BRUXELLES ARRIVA UN ULTIMATUM AL MUSULMANO PIETRANGELO, IN ARTE GIAFAR AL-SIQILI: LA BIENNALE AVRÀ TRENTA GIORNI PER CHIARIRE LA PROPRIA POSIZIONE O FARE RETROMARCIA. ALTRIMENTI PERDERÀ UNA SOVVENZIONE DI DUE MILIONI DI EURO PER TRE ANNI (E IL GOVERNO ITALIANO FARÀ UNA FIGURA BARBINA) - ZELENSKY IN CONTEMPORANEA SANZIONA CINQUE OPERATORI CULTURALI LEGATI ALLA PARTECIPAZIONE DELLA RUSSIA ALLA MANIFESTAZIONE

 

BIENNALE, L'ULTIMATUM DELLA UE "VIA I FONDI SE VENGONO I RUSSI"

Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”

 

pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu

Ora è ufficiale: la Commissione europea ha avviato la procedura per congelare o revocare i fondi alla Biennale di Venezia. La ragione: aver permesso alla Russia di riaprire il "suo" padiglione, chiuso dal 2022. La decisione [...] è stata comunicata ufficialmente al presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco con una lettera, di cui Repubblica ha preso visione.

 

Il mittente è l'Agenzia esecutiva per l'istruzione e la cultura, articolazione della Commissione Ue. Il cuore della missiva di due pagine e mezzo è in una riga: «La informiamo dell'intenzione di sospendere o terminare il finanziamento».

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

È un ultimatum: l'istituzione culturale avrà trenta giorni per chiarire la propria posizione o fare retromarcia. Altrimenti perderà una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni (dal ‘25 al ‘28).

 

L'accusa è grave: «Violazione delle sanzioni». Nel burocratese della comunicazione: «A nostro avviso, il fatto che, nel contesto della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, la Biennale abbia accettato la partecipazione di artisti russi come "delegazione governativa", la cui partecipazione è interamente finanziata e promossa dal governo russo, con un padiglione nazionale, implica che la Biennale sembra aver accettato un sostegno indiretto da parte del governo russo in cambio della concessione di una piattaforma culturale, in violazione» dell'articolo 5 del regolamento del 2014 sulle sanzioni contro Mosca.

 

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Una «grave mancanza professionale» che porta a un'unica conclusione possibile: «Riteniamo che l'attuazione del progetto non possa proseguire e debba pertanto essere sospesa o conclusa». L'ultima occasione per discolparsi: «Vi invitiamo a rispondere a queste accuse». E soprattutto: «Informateci delle eventuali misure correttive che intendete adottare». Entro 30 giorni. Ma ancora prima inizierà la 61esima edizione della Biennale: l'inaugurazione è il 9 maggio, la "vernice" nei tre giorni precedenti. In sintesi: se fate retromarcia lo stop ai fondi può essere bloccato.

 

Buttafuoco e Meloni alla mostra su Tolkien allo Gnam

Nella missiva, l'agenzia Ue esprime una valutazione politica sulla decisione di assecondare la presenza del padiglione del Cremlino: «C'è il rischio significativo», scrivono, che la Federazione russa possa utilizzare la presenza alla mostra «per proiettare un'immagine di legittimità e accettazione internazionale».

 

[...]

 

ZELENSKY SANZIONA 5 OPERATORI CULTURALI LEGATI AL PADIGLIONE DI MOSCA ALLA BIENNALE

(ANSA) - Cinque operatori culturali legati alla partecipazione della Russia alla prossima Biennale d'Arte di Venezia sono stati sanzionati con un decreto del presidente ucraino Volodymyr Zelenski. Lo rivelano i quotidiani Gazzettino, Corriere del Veneto e Nuova Venezia.  

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Il decreto, firmato ieri, è motivato dal fatto che le cinque personalità del mondo culturale russo "giustificano l'aggressione e diffondono propaganda russa in occasione di eventi internazionali".

 

Tra di essi figura Anastasia Karneeva, figlia del vicedirettore generale di Rostec, commissaria del Padiglione russo e co-fondatrice della società di gestione Smart Art; vi è poi Mikhail Shvydkoy, definito "rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione culturale internazionale, che definisce la guerra della Russia contro l'Ucraina un momento storico importante", e accusato di aver affermato che "l'ammissione della Russia alla Biennale di Venezia sarebbe la prova che la cultura russa non è isolata".  

 

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

  Vi sono poi la violinista Valeria Oliynyk, il cantante Ilya Tatakov e il vocalista Artem Nikolaev. "Oliynyk e Nikolaev - si legge nel decreto di Zelensky - si sono recati nella Crimea temporaneamente occupata, mentre Tatakov ha partecipato alla realizzazione di un film di propaganda nella parte occupata dell'Oblast di Donetsk".   

 

Fra i provvedimenti vi sono limitazioni o cessazioni di carattere economico, l'ingresso di navi e atterraggio di aerei sul territorio ucraino, scambi culturali, cooperazione scientifica, contatti educativi e sportivi, programmi di intrattenimento, visite ufficiali, riunioni, negoziazioni per la conclusione di contratti o accordi.

 

meloni buttafuocoAnastasia Karneeva

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