melania donald trump paolo zampolli

ZAMPOLLI, POLLASTRE E BIGLIETTONI – IL NUOVO SLOGAN DI QUEL MITOMANE DELL’INVIATO SPECIALE DI TRUMP, PAOLO ZAMPOLLI: “20 MILIARDI DI DOLLARI IN 20 MINUTI” – L’ITALO-AMERICANO, FIGLIO DELL’INVENTORE DEL “DOLCE FORNO”, GIRA IL MONDO COME LOBBYSTA E PIAZZISTA PER CONTO DEL TYCOON: L’ALTRO GIORNO ERA IN UZBEKISTAN PER CHIUDERE UN ACCORDO TRA TASHKENT E LA BOEING: “LE AUTORITÀ LOCALI AVEVANO IPOTIZZATO UN ORDINE DA 4 MILIARDI. LUI HA RILANCIATO: ‘HO DETTO: SIETE PAZZI? NON CHIAMO IL MIO CAPO PER MISERI 6 MILIARDI… NE VOGLIO 50’. NEL GIRO DI POCHI MINUTI SI È ARRIVATI A 20 MILIARDI…” – ZAMPOLLI È L’UOMO CHE PRESENTÒ MELANIA A DONALD: DA ALLORA, HA FATTO FORTUNA – LE RIVELAZIONI BOMBA MINACCIATE DALL’EX COMPAGNA, AMANDA UNGARO…

Traduzione di un estratto dell’articolo di James Fontanella-Khan per il “Financial Times”

           

PAOLO ZAMPOLLI E AMANDA UNGARO CON MELANIA E DONALD TRUMP

Paolo Zampolli ha uno slogan accattivante: «20 miliardi di dollari in 20 minuti».

 

È un motto perfetto per un uomo che sostiene di aver fatto incontrare Melania e Donald Trump, e che vola da una capitale europea all’altra del Medio Oriente, talvolta accanto a alti funzionari statunitensi, talvolta al fianco di modelle da passerella.

 

«Il mio capo numero uno è il presidente degli Stati Uniti», ha dichiarato Paolo Zampolli al Financial Times. «Ricevo istruzioni dalla Casa Bianca, dal Commercio e dal Dipartimento della Guerra… qualsiasi cosa per portare avanti l’agenda America First».

amanda ungaro

 

La scorsa settimana, nel suo ruolo ufficiale di inviato speciale degli Stati Uniti, Zampolli si trovava in Ungheria insieme al vicepresidente JD Vance, dove ha concluso un accordo per la vendita di energia nucleare. Pochi mesi prima era in Uzbekistan a promuovere aerei Boeing.

 

«Sono praticamente diventato il secondo venditore Boeing al mondo, subito dopo il presidente… non pagato, ma è così», ha detto, con un misto di orgoglio e incredulità teatrale.

 

Boeing non ha confermato questa descrizione del suo ruolo. Ma la battuta è tipicamente “alla Zampolli”. Cattura un archetipo di un’epoca di guadagni sfacciati.

 

paolo zampolli con elon musk e maye musk

L’evoluzione di Zampolli, da mondano newyorkese ed ex agente di modelle a inviato globale di Trump, offre uno spaccato di come il presidente americano eserciti un potere transazionale. I fedelissimi vengono impiegati come intermediari in un sistema in cui accesso, relazioni e accordi tendono a confondersi.

 

La vicinanza al potere di Zampolli ha attirato attenzioni critiche. Il New York Times ha recentemente riferito che avrebbe cercato l’aiuto delle autorità migratorie statunitensi in una disputa con la sua ex compagna, Amanda Ungaro, cittadina brasiliana poi deportata. Secondo il giornale, Zampolli avrebbe potuto sfruttare i suoi legami con la Casa Bianca per colpire l’ex partner, con cui è in corso una disputa per la custodia del figlio.

 

20 miliardi in 20 minuti card postata da paolo zampolli

Lui ha liquidato l’episodio come inesatto e politicamente motivato, sostenendo di non aver chiesto favori ma solo chiarimenti sul caso.

 

Le polemiche recenti, tuttavia, non hanno ostacolato la sua capacità di costruire un ruolo e un vero e proprio modello di business fondato sulla facilitazione di accordi per l’America di Trump.

 

Nel racconto di Zampolli, il viaggio in Uzbekistan riassume il suo metodo. Le autorità locali avevano inizialmente ipotizzato un ordine Boeing da 4 miliardi di dollari. Lui ha rilanciato: «Ho detto: “Siete pazzi? Non chiamo il mio capo per miseri 6 miliardi… ne voglio 50”».

 

Nel giro di poche ore, sempre secondo Zampolli, le due parti avrebbero raggiunto un accordo da 20 miliardi. «20 miliardi in 20 minuti», ha ripetuto, con forte accento italiano. «Ne ho conclusi molti altri… piccoli, che mi vergogno quasi a citare perché sotto il miliardo».

donald e melania trump con paolo zampolli

 

La realtà è diversa. Donald Trump ha annunciato a settembre che Uzbekistan Airways aveva accettato di acquistare 22 aerei per oltre 8 miliardi di dollari, con un’opzione per ulteriori acquisti. Successivamente ha affermato che l’Uzbekistan avrebbe investito «oltre 100 miliardi di dollari» nell’industria americana.

 

«Il presidente da solo ha chiuso l’accordo Boeing con Uzbekistan Airways per 22 Dreamliner durante la telefonata del 5 settembre 2025 con il presidente Shavkat Mirziyoyev», ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato al Financial Times. «Il presidente ha messo insieme una squadra solida per attuare la sua visione di America First e promuovere gli interessi nazionali».

 

shavkat mirziyoyev paolo zampolli

Zampolli ha inoltre vantato un recente progetto per aprire un «Donald J Trump Park» a Bucarest, capitale della Romania, per celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana.

 

Come il presidente di cui imita lo stile, Zampolli non ama soffermarsi sui dettagli ed è rapido nel minimizzare la meccanica degli accordi. «Io metto insieme le persone, creo partnership globali. Poi ci sono i dettagli… ed è lì che intervengono i segretari».

 

Ma la logica della sua diplomazia è più semplice — e più rivelatrice.

 

melania trump il giorno del suo matrimonio nel 2005

«Quando le persone mi vedono, vogliono qualcosa. Vogliono accesso al presidente», ha detto. «Io gli dico: “Comprate Boeing”. Se volete rendere felice il presidente, comprate Boeing. È la cosa più semplice del mondo».

 

[…]

 

Zampolli non nasconde il suo ruolo. Gran parte della sua attività da inviato è documentata sul suo profilo Instagram, una sequenza continua di incontri, strette di mano e accordi.

 

Molto prima di concludere affari per conto di Washington, Zampolli era una presenza fissa nella nightlife e nel mondo della moda della New York di fine anni ’90: un impresario spavaldo, la cui sicurezza spesso superava la padronanza dell’inglese.

2001 . ARTICOLO DI VANITY FAIR SU PAOLO ZAMPOLLI

 

Un profilo del 2001 su Vanity Fair lo ritraeva in pieno, tra ironia e stupore per la sua improbabile influenza nei circuiti sociali e della moda della città.

 

«La presenza di Zampolli su “Page Six”, la rubrica di gossip del New York Post — dove è sempre definito “magnate delle modelle” — è superata solo da quella della “ereditiera focosa” Paris Hilton», scriveva Vanity Fair in un ritratto di circa 3.000 parole intitolato Ze-e E-e-en credible Paolo!, un profilo irriverente, se non del tutto politicamente corretto.

 

amanda ungaro con paolo zampolli

In quegli anni, Zampolli — erede di una famiglia italiana con radici nell’acciaio e nelle ferrovie, che rivendica lontani legami con la dinastia Agnelli e perfino con un papa — concluse l’accordo che avrebbe segnato la sua vita. Ha raccontato di aver presentato nel 1998 una giovane modella slovena, Melania Knauss, a Trump durante una festa della fashion week.

 

Il suo ruolo nella storia della coppia presidenziale è tornato alla ribalta nei giorni scorsi, dopo che Melania Trump ha tenuto una conferenza stampa a sorpresa in cui ha negato qualsiasi legame con Jeffrey Epstein, sostenendo che il finanziere non ebbe alcun ruolo nel suo incontro con il marito.

 

Poco dopo, Ungaro — ex compagna di Zampolli — ha alluso su X a un possibile collegamento tra Melania Trump ed Epstein, salvo poi cancellare i post.

paolo zampolli e melania e donald trump

 

Zampolli, come sempre, ha liquidato la questione: «E cosa dice Jeffrey Epstein di me? “È un problema, state alla larga”. E infatti mi odiava. Non è che i file di Epstein abbiano rivelato: “Se vuoi prostitute chiama Paolo” o “Paolo è sull’isola”. No, non mi ha mai invitato sull’isola».

 

In un’amministrazione Trump che privilegia lealtà e risultati rispetto alle procedure, Zampolli incarna una forma di diplomazia parallela: informale, guidata dalla personalità e tutta orientata agli affari.

 

[…] «Comprate americano», dice.

 

E se non basta: «20 miliardi in 20 minuti».

incontro tra giuseppe conte e paolo zampolli - vignetta by le frasi di osho anthony lomangino con paolo zampolli paolo zampolli e matteo salviniPaolo Zampolli con Giorgia MeloniPaolo Zampolli - CLAUDIA CONTE - NIAFpaolo zampolli e melania trumptrump zampolliPOST SU INSTAGRAM DI PAOLO ZAMPOLLI 2001- paolo zampolli e bill clintongiuseppe conte con paolo zampolli AMANDA UNGARO - PAOLO ZAMPOLLItrump zampolligiuseppe conte con paolo zampolli giuseppe conte paolo zampolliclaudia conte paolo zampolli giuseppe conte paolo zampollipaolo zampolli.

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”