alessandro giuli sebastiano maffettone buen camino checco zalone

A PROPOSITO DI...ZALONE - E ADESSO COME LA METTIAMO SE A DIVIDERE GLI INTELLETTUALI SUL TEMA DESTRA & SINISTRA È LA COMMEDIOLA SENTIMENTAL-CATTOLICA “BUEN CAMINO”? SIAMO DAVVERO AL GIULI(VO) CAMBIAMENTO DI EGEMONIA CULTURALE? ALMENO COSÌ APPARE DANDO ASCOLTO ALLA DIATRIBA DI CUI DÀ CONTO SUL “CORRIERE DELLA SERA” SEBASTIANO MAFFETTONE – MAFFETTONE SOSTIENE CHE VOLEVA SOLO CONFUTARE CHE “SOTTO LE VESTI ALLEGRE DEL CAFONAL E IL BUONISMO CONSOLATORIO”, NEL FILM SI NASCONDESSE “LA VULGATA IDEOLOGICA MAINSTREAM DELLA DESTRA-DESTRA”. CHE AGGIUNGERE? IN OCCASIONE DELLA BEFANA, MAFFETTONE CONSIGLI LA LETTURA DELLA VOCE “CAFONAL” INSERITA NEL VOCABOLARIO DELL’ENCICLOPEDIA TRECCANI...

 

 

NO, IL DIBBBATTITO SU ZALONE, NO! IL FILOSOFO SEBASTIANO MAFFETTONE RACCONTA LA LITE CON UN SUO AMICO, INTELLETTUALE DELLA SINISTRA RADICALE, SULL’INTERPRETAZIONE DEL FILM DI CHECCO: “LUI SOSTENEVA CHE 'BUEN CAMINO' CHIUDE L’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA. E POI È ANDATO GIÙ DURO CONTRO IL POLITICALLY CORRECT, IL FINTO AMORE PER LA POVERTÀ, LA MANIA DEL CULTURAME E VIA DI SEGUITO. LA MIA FRANCA OSTILITÀ NON ERA DOVUTA A UNA SIMPATIA PER CERTI TIC DELLA SINISTRA. PIUTTOSTO, AL CONTENUTO CHE…"

https://www.dagospia.com/media-tv/maffettone-lite-intellettuale-sinistra-film-zalone-459080

 

T.A.C. per Dagospia

 

CHECCO ZALONE Buen camino

E adesso come la mettiamo se a dividere gli intellettuali sul tema Destra&Sinistra è la commediola sentimental-cattolica nonché campione d’incassi, “Buen camino”, del comico Checco Zalone? Siamo davvero al Giuli(vo) cambiamento di egemonia culturale? Almeno così appare dando ascolto alla diatriba di cui dà conto sul “Corriere della Sera” (venerdì 3 gennaio) il filosofo liberale Sebastiano Maffettone.

 

Oddio, qualche risata se l’è fatta pure lui, ma a rovinargli il Capodanno al cinema è stato il “raffinato intellettuale” (parrocchia radicale) con cui si accompagnava che, a fine proiezione, se n’è uscito e con un nientepopodimeno alla Mario Riva: “Il film di Zalone chiude l’egemonia culturale della sinistra”.

 

SEBASTIANO MAFFETTONE

Forse non vale nemmeno la pena di scomodare il sapiente Norberto Bobbio, il quale sosteneva: “Il compito degli uomini di cultura è quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze” per ribattere al nostro neo “Cetto la qualunque” del pensiero cagionevole.

 

Già, da Antonio Albanese a Checco Zalone, passando da Sordi a Carlo Verdone per finire ai primi cinepanettoni dei fratelli Vanzina, i film potrebbero offrirgli altri spunti di riflessione al nostro intellò gauche caviar sulla deriva culturale in Italia.

 

Altri tempi quelli passati, in cui già il sommo umorista Marcello Marchesi si poneva la questione con un fulminante sketch:

“Lei è di destra o di sinistra?”

“Sono troppo vecchio per essere di sinistra e troppo giovane per essere di destra”.

“Allora?”

“Centro-frivolo”.

 

alessandro giuli

Così, nel controbattere il pensiero buffo che oggi attraversa ancora alcuni sinistrati, il buon Maffettone sostiene che non aveva alcuna intenzione a prendere, stavolta a parti rovesciate, le difese del Gramsci comunista, ma solo confutare che il contenuto del film, che “sotto le vesti allegre del Cafonal e il buonismo consolatorio” si nascondesse “la vulgata ideologica mainstream della destra-destra”.

 

checco zalone buen camino

Che aggiungere? In occasione della Befana, Maffettone regali al suo compagno di sventura (al cinema) i peggiori film della nostra vita raccolti in volume dal dago-criticone Marco Giusti (Stracult, Bompiani). E gli consigli la lettura della voce “Cafonal” inserita nel vocabolario dell’enciclopedia Treccani. Neologismo (2018) di cui il tenutario di questo disgraziato sito vanta il copyright.

 

Il termine descrive un'estetica pacchiana e di cattivo gusto (spesso associata a una certa Romanità esagerata) “che cattura un fenomeno culturale specifico, soprattutto negli anni '80 e '90, reso popolare da personaggi e eventi mediatici”. Il tutto con uno stile eccessivo, ostentato, “che mescola lusso e kitsch, tipico di ambienti mondani e spesso criticato per il cattivo gusto” che non risparmia neppure la classe politica e imprenditoriale.

DAGO CON LA REDAZIONE DI DAGOSPIA (LUCA DAMMANDO, ASCANIO MOCCIA, FRANCESCO PERSILI, ALESSANDRO BERRETTONI, RICCARDO PANZETTA, GREGORIO MANNI, FEDERICA MACAGNONE)

 

L’aggettivo (dispregiativo) è, infatti, “associato a figure pubbliche e serate mondane, immortalate anche da fotografi come Umberto Pizzi e da film come La Grande Bellezza di Sorrentino”. Ma è stato solo Checco Zalone a risvegliare il sonno dello spettatore addormentato nella culla di una sinistra ormai in preda a incubi post gramsciani.

ROMA SANTA E DANNATA DAGO E MARCO GIUSTIMARCO GIUSTI E DAGO

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...