metti una sera a cena capolicchio

''MIA MADRE INORRIDITA DAVANTI ALLE SCENE DI SESSO A TRE: 'GIRI QUESTI FILM? E POI SEI SEMPRE NUDO!'' - INTERVISTA BUM BUM A LINO CAPOLICCHIO: ''HO VISSUTO ANNI DI DELIRIO COLLETTIVO, DOPO 'IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI' OGNI GIORNO MI ASPETTAVANO CIRCA 200 RAGAZZE SOTTO CASA. MA DI ME SI INNAMORARONO MOLTI UOMINI, DA PATRONI GRIFFI A BOLOGNINI - MIO PADRE MI ODIAVA, UOMO TERRIFICANTE, DICEVA CHE SAREI FINITO A CHIEDERE L'ELEMOSINA. E SUL LETTO DI MORTE…'' - SI TRASFERÌ IN SCOZIA, ''MIA MOGLIE AVEVA SCOPERTO UN TRADIMENTO E AVEVO PAURA MI AVVELENASSE'' - QUANDO PROVO' A SOFFIARE LA FIDANZATA DI AL BANO

Mia Martini si racconta a Lino Capolicchio 1975

 

 

 

 

''Metti una sera a cena'', la scena del sesso a tre

 

 

Alessandro Ferrucci e Fabrizio Corallo per ''il Fatto Quotidiano''

 

 

Il tono è pacato, l' atteggiamento è consapevole, quasi complice, il concetto è diretto; la sostanza non lascia alibi: "Il grande successo è come un veleno immesso nelle vene, una droga talmente forte da non poterne più fare a meno".

 

lino capolicchio e dominique sanda il giardino dei finzi contini

Quel veleno Lino Capolicchio lo conosce benissimo, non lo ha combattuto, inutile, ma affrontato e vissuto; cavalcato e goduto, giusto qualche volta subìto ("dopo aver girato Il giardino dei Finzi Contini ero assediato dalle fan. Una follia quotidiana"). Ha vinto un David, ha girato con i grandi della cinepresa: Vittorio De Sica, Dino Risi, Giuseppe Patroni Griffi, Carlo Lizzani e per nove volte è stato scelto da Pupi Avati (è anche ne Il Signor Diavolo, in sala dal 22 agosto).

 

E a quasi 76 anni riconosce una certa fortuna nella propria esistenza, ma quando parla di Fellini e del mancato ruolo in Satyricon, gli occhi diventano piccoli, perdono il loro azzurro, i concetti duri: "Il più grande dolore professionale della mia carriera".

 

Insomma, con Avati siete al nono

lino capolicchio

A Comacchio, nel mio ultimo giorno di riprese e negli ultimi attimi, mi ha piazzato una mano su una spalla: "Pensa Lino, siamo nello stesso punto in cui abbiamo girato una scena de La casa dalle finestre che ridono (1976): sono passati quarant' anni e non ce ne siamo accorti.

 

Lì aveva un ruolo ambiguo.

Sono abituato, mi è capitato spessissimo.

Come mai?

Perché all' inizio della carriera, nel1969, ho interpretato Ric in Metti una sera a cena: personaggio complesso, uno che a pagamento andava con uomini e donne, e in una delle scene c' è un bacio a tre. Ovvio scattarono le polemiche.

 

Feroci?

Anche mia madre inorridita: "Ma giri questi film? E poi sei sempre nudo!" Mamma, è il personaggio. "È terribile".

 

Quindi

Da allora ho l' etichetta dell' attore bravo a interpretare personaggi particolari.

 

Le è pesato?

Nel quotidiano sono una persona rigorosa, chiusa e censurata, mentre sul lavoro sfogo il mio contrario, sono pronto a tutto, e già allora me ne fregavo di quel che accadeva.

Dopo "Metti, una sera a cena" tra lei e Patroni Griffi è nato un rapporto forte.

Si era innamorato di me: con gli omosessuali mi è accaduto spesso; (sorride) ho ricevuto tante lettere d' amore, da Mauro Bolognini in particolare.

lino capolicchio

 

La sua reazione?

Imbarazzato.

 

E con le donne?

Ho vissuto anni di delirio collettivo, soprattutto dopo il ruolo da protagonista ne Il giardino dei Finzi Contini: ogni giorno mi aspettavano circa 200 ragazze.

Rockstar.

Situazione problematica, si infilavano ovunque, e ne dovevo rispondere pure con gli altri; una sera il direttore di un albergo mi chiama: "C' è una ragazza che ci sta stressando, non ne possiamo più".

 

Ha ancora quelle lettere?

Forse non è chiara la portata: dopo Il giardino ne ho ricevute più di cinquemila e da tutto il mondo, dalla Cina alla Svezia, dall' Argentina al Giappone. Io inconsapevole di suscitare tali sentimenti.

Proprio inconsapevole, no.

In realtà ho sempre stimolato una sorta d' ipnosi: a sei anni, la maestra di scuola è andata da mia madre con una richiesta bizzarra: "Voglio adottare suo figlio: è speciale, strano, curioso".

lino capolicchio

 

Sua mamma?

"Non se ne parla proprio".

Mentre papà mi odiava, uomo terrificante, mi voleva strozzare, picchiare, sbarazzarsi di me: ad appena sette anni mi ha spedito in collegio.

In competizione con lei.

Il giorno in cui gli ho comunicato l' idea di diventare attore, ha risposto: "Sai qual è la tua fine? Chiederai l' elemosina".

 

E quando è arrivato al successo?

saverio vallone lino capolicchio

Ha derubricato: "Sei stato fortunato. Devi ringraziare la natura". Non mi ha voluto sul letto di morte, ha finto di stare bene pur di non vedermi.

Per fortuna, mamma.

Ero innamorato di lei. Donna bellissima.

 

Il cinema.

Tutto nasce dalla figlia del panettiere sotto casa: lei 15 anni, io 12. Ero pazzo di lei. In uno dei miei infiniti pellegrinaggi per vederla, mi guarda e s' illumina: "Hai un volto da cinema, pensaci". Pensaci? Ho iniziato a guardarmi per ore allo specchio, desideravo capire se aveva ragione o meno.

metti una sera a cena

Fino a quando.

Affronto mamma: "Basta con questa rottura del pianoforte, del solfeggio, voglio un' insegnate di recitazione".

E Mi asseconda, la trova, ma la signora accetta con riserva: "Prima voglio verificare le sue capacità". Mi presento con il monologo di Antonio dal Giulio Cesare di Shakespeare.

L' insegnante resta sulle sue: "Impegnativo". Finisco la prova e resta in silenzio.

 

E poi?

metti una sera a cena

Chiama mia madre: "Devo dirle due cose di suo figlio. Uno: è la persona più presuntuosa mai conosciuta; due: ha talento assoluto".

 

Così presuntuoso?

Moltissimo.

 

E come lo manifestava?

Avevo un atteggiamento di chi afferma: sono bello, sono bravo, sono intelligente. Cosa desiderate di più?

metti una sera a cena lino capolicchio

 

Come reagivano i registi?

Mi hanno perdonato.

Non provavano a metterla al suo posto.

Certo, in molti (e gli brillano gli occhi).

Tipo Giorgio Strehler.

Mi adorava, aveva un atteggiamento paterno, quando arrivava il pizzicotto sulla mia guancia era matematico; fino a quando oltre al pizzicotto ha associato l' esigenza di un chiarimento: "Per caso sei un po' checca?". "No maestro, mi piacciono e molto le donne".

metti una sera a cena lino capolicchio

Sia ben chiaro

All' epoca ero fidanzato con una ragazza di una bellezza spropositata: viso da madonna su un corpo da pin up, l' unica che avrei sposato.

Quindi

Un giorno sono con lei all' ingresso degli artisti e vedo arrivare Strehler. La mando via.

 

Alla fine delle prove il maestro si avvicina: "Chi era?".

"La mia fidanzata". "Allora non sei davvero checca".

Omofobo.

Solo curiosità: doveva sapere tutto.

 

lino capolicchio e dominique sanda il giardino dei finzi contini

Il dopocena a teatro è così importante?

È fondamentale, è il momento del pettegolezzo, della leggerezza, della valutazione soggettiva dei colleghi; con Volontè erano sedute di confronto, lui mi chiamava Tolstòj.

Con Volonté sempre riferimenti comunisti.

Perennemente. Una sera ci incontriamo, e si lamenta: "Ho appena finito di girare una stronzata in Spagna, un set lunghissimo, non finiva mai per assenza di fondi. Non voglio più cascare in queste situazioni terrificanti". Il film era Per un pugno di dollari.

 

Perfetto.

Un' altra volta siamo in pizzeria, la cameriera molto carina.

Noi ci proviamo. Lei esasperata pone la giusta distanza: "Sono fidanzata". "Non importa, mica vede niente". "In realtà è qui, è il pizzaiolo".

metti una sera a cena lino capolicchio

Bella figura.

A quel punto ce lo presenta e conosciamo un traccagnotto meridionale, cordiale. "Salve". "Piacere". E la ragazza: "Ha una voce pazzesca". Noi divertiti: "Ci canti qualcosa?".

"Qui no, solo pizze". Il traccagnotto era Al Bano.

 

Torniamo al cinema: il primo film importante è del 1968, Faenza alla regia.

Al primo incontro arrivo con i capelli lunghi e ossigenati. Non ero un bel vedere. Quando mi vede, apostrofa: "Parlano bene di lei, ma sembra frocio e drogato".

Ecco.

lino capolicchio

La fortuna non mi ha mai abbandonato, e così la segretaria di produzione si incavola con Faenza e il produttore: "Continuate a chiedere provini a tutti, ma è Capolicchio quello giusto".

 

La sua bellezza l' ha limitata?

Mi ha aiutato.

 

All' inizio ha parlato di "veleno".

Sì, te lo iniettano.

Diventa vitale.

(Cambia tono) Oltre alle 200 ragazze ad aspettarmi, per un periodo non ho potuto camminare per la strada: assalito; un pomeriggio, in piazza Risorgimento a Roma, mi sono rifugiato nella farmacia di un' amica al grido: "Chiudi la porta!"

lino capolicchio

 

Idolo assoluto.

In quegli anni sono arrivati a offrirmi il ruolo di testimonial della Coca Cola, con annesso un assegno da brividi.

Lei, niente.

Una cifra incredibile per pochi giorni di lavoro: quando mia madre lo ha saputo, è realmente svenuta; ma per me, allora, la pubblicità era professionalmente disdicevole. E poi guadagnavo molto bene.

 

Oggi meno?

Rispetto a quei tempi lavoro quasi gratis.

 

lino capolicchio

Impegnato politicamente?

Sempre votato a sinistra, mai iscritto. Partecipavo a qualche manifestazione, seguivo Volontè. Mi interessavo al dibattito interno al cinema, alla salvaguardia del ruolo di attore. Niente più.

Vittorio De Sica.

Come tutti lo appellavo "commendatore"; solo un po' di tempo dopo ottenni una concessione: "Mi puoi chiamare signor De Sica".

Il set con lui.

Faticoso, era un cesellatore di recitazione, una battuta la potevi ripetere decine di volte, però sentivi l' opera di un maestro: era in grado di mostrare a ognuno la propria parte, anche per i ruoli femminili, e le scene d' amore.

lino capolicchio

Giuseppe De Santis.

Persona speciale, un comunista con un rigore assoluto nei confronti della professione.

 

Tradotto?

Erano anni che non lavorava e finalmente chiude per un film. Mi coinvolge. A ridosso delle riprese arriva il produttore: "Dalla sceneggiatura devi tagliare almeno 30 pagine".

Cosa? "Sì". Risultato? Ha sospeso tutto e lo abbiamo girato molto tempo dopo.

 

Un ruolo mancato?

metti una sera a cena

Fellini è il dolore più grande.

 

 

Come mai?

Doveva girare Satyricon, quindi mi convoca: "Capolicchio, se la prendo deve andare in palestra". "Nessun problema". "Ci sono molte scene di nudo". "Maestro, va bene". E aggiunge: "La questione è la seguente: il produttore vuole lei e Pierre Clementi, mentre io preferirei due volti non noti. Per questo noi abbiamo risolto con una scommessa: chi vince decide i protagonisti".

giuseppe patroni griffi

 

Ha vinto Fellini.

Con una grande "però": Martin Potter, l' attore preso al mio posto, era identico a me.

Identico.

Si è avvelenato.

Di più: ancora sono incazzato nero. Furibondo. (torna a sorridere) Poi ho perso Profondo rosso, e a causa di un incidente spaventoso, anzi mortale.

 

Colpa sua?

All' epoca vivevo dei disguidi con mia moglie, temevo mi avvelenasse perché la tradivo e lo aveva scoperto: per questo vivevo in Scozia, da amici.

Scelta comoda.

L' agente mi chiama: "Torna a Roma c' è un ruolo per te nel prossimo di Argento". Obbedisco. Incontro Dario e mi dà la sceneggiatura: "Leggila nel weekend e ci vediamo la prossima settimana". Va bene. Decido di andare a trovare mio figlio nelle Marche, non lo vedevo da mesi, ma non guidavo; allora chiedo a un' amica di accompagnarmi.

 

bice brichetto, luchino visconti, monica vitti, valentina cortese, mauro bolognini, franco zeffirelli, lucia bose'

Ecco l' incidente.

Un frontale con un pazzo. Per me una batosta, ginocchio a pezzi, mentre la mia amica in coma. Addio film. Ma il punto è un altro: tempo dopo torno a rivedere l' auto e insieme alla compagna di sventura. Distrutta. Guardo dentro e sul sedile posteriore c' era la sceneggiatura di Dario, intatta, ma ogni pagina, sottolineo ogni, era macchiata di sangue e ancora rosso.

Per anni ha insegnato al Centro Sperimentale e scoperto grandi attori.

Pierfrancesco Favino, Sabrina Ferilli, Francesca Neri, Alessio Boni, Iaia Forte, Paolo Virzì. Tutti veramente bravi.

pierfrancesco favino ph adolfo franzo'

 

Il primo?

Favino: l' ho visto a un provino mi è immediatamente piaciuto, lo volevo, ma c' era un problema: "Sei bravo, ma il personaggio è veneto e tu sei romano". Lui tranquillo risponde: "Per combinazione la mia ragazza è di Treviso, se vuole parlo come la sua famiglia".

Cacchio, era perfetto.

Fuoriclasse.

Assoluto e certe cose le sento: ho un orecchio da musicista, se i suoni sono quelli giusti o superiori, allora fermo tutto.

E con lui è andata così.

 

Momenti di imbarazzo?

DARIO ARGENTO

(Scoppia a ridere) A Vercelli, di fronte a un risotto strepitoso, mi avvicina lo chef: "L' ammiro tanto". Ringrazio compiaciuto, pensavo si riferisse a Il giardino. Poi aggiunge: "Sono un fan di Hazard (telefilm dei primi Ottanta), e lei ha doppiato Bo (uno dei protagonisti)". Non ci volevo credere.

 

Nella vita si è divertito?

È stata una bellissima avventura, senza grandi problemi fisici. Giusto ora qualcosina soffro, ma l' oncologa mi ha detto "lei è un bell' uomo anche così". Quindi va bene.

GIAN MARIA VOLONTEIL GIARDINO DEI FINZI CONTINI 3IL GIARDINO DEI FINZI CONTINIRoberto Faenza

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....