piera degli esposti

''PIERA DEGLI SPOSTATI'' - “CON MIA MAMMA CI DIVIDEVAMO L'AMANTE. HO SCOPERTO LA SUA NINFOMANIA INTORNO AI 12 ANNI. ALCUNE VOLTE SI INTRATTENEVA CON CERTI CONTADINI CHE MI DICEVANO: TUA MADRE NON FA NIENTE DI MALE, DÀ VIA DEL SUO… " - "DE CHIRICO MI SCAMBIÒ PER UN MASCHIO. IO MI TOLSI IL BERRETTO, RISPONDENDOGLI: MAESTRO, IO SONO UNA FEMMINA. E LUI…"- E POI EDUARDO, PASOLINI, IL BACIO A ROBERT MITCHUM - VIDEO

Emilia Costantini per il “Corriere della sera”

 

piera degli esposti

«Ogni volta che la vedevo saltare in sella alla bici cletta, venivo assalita dall' ansia e correvo fuori a cercarla». Piera Degli Esposti parla della madre con tenerezza, come fosse sua figlia. Una famiglia complicata la sua, raccontata in Storia di Piera e poi nel film di Marco Ferreri: il padre sindacalista, la mamma segretaria di un avvocato, ma con grossi problemi sotto il profilo sessuale; un fratello più piccolo, una sorellastra e un fratellastro molto più grandi.

 

«Ho avuto il coraggio di non vergognarmi della figura estrema, dal punto di vista sessuale, di mia madre. Un personaggio che è stato al centro delle mie paure».

 

Quali?

«La paura della gente che spettegolava dietro le spalle, la paura dei commenti di una città, Bologna, che era pur sempre cattocomunista. La paura di sentire le critiche, di uscire dalla porta di casa, ben sapendo che mia madre era già fuori da ore. Ero terrorizzata e credo che questo stato d' animo me lo abbia fatto passare il teatro e la terapia psicoanalitica».

 

piera degli esposti a muccassassina

A che età ha scoperto gli eccessi di sua madre?

«Ho scoperto la sua ninfomania intorno ai 12 anni, sfogliando, di nascosto, un album di foto che le apparteneva: erano foto artistiche, ma erotiche, molto spinte. E un giorno l' apostrofai con tono provocatorio: ho trovato il tuo album...».

 

Lei si arrabbiò?

«No! Mi guardò fissa e mi rispose: ti sei emozionata? Mi parlava come a un' amica coetanea e così, senza volerlo, iniziai con lei un rapporto confidenziale. Spesso spariva a notte fonda oppure il giorno andava in campagna dove si intratteneva con certi contadini e io, che poi la seguivo, andavo da quegli uomini a fare la Sherlock Holmes della situazione, li interrogavo con domande imbarazzanti».

lella bertinotti e piera degli esposti

 

E loro rispondevano a una ragazzina?

«Certo! Mi dicevano: tua madre non fa niente di male, dà via del suo, non toglie niente agli altri... A un certo punto, mia madre ed io cominciammo a uscire insieme, a scambiarci confidenze su questo o quell' uomo, soprattutto quelli più giovani di lei.

 

Non l' ho mai trovata a letto con qualcuno, ma tra noi ci fu lo scambio di un amante: era un ragazzo che con me si limitava a bacini e carezze, poi andava da lei per consumare il rapporto carnale. Tuttavia la nuova complicità riservata che era nata tra madre e figlia mi rassicurava, non ero più costretta a rincorrerla quando scappava in bici: potevo tenerla sotto controllo».

PIERA DEGLI ESPOSTI

 

E suo padre?

«Ne soffriva tanto e io soffrivo della sua sofferenza, ero gelosa del loro legame perché, come tutte le figlie femmine, volevo che amasse me e non la mamma: io ero giudiziosa, lei non lo era però dominava i suoi pensieri di uomo, mentre io, evidentemente, non ero il suo tipo... Oltretutto, a causa della condotta della moglie venne trasferito dal partito, da Bologna a Verona: una donna che si comportava in quel modo non si addiceva a un sindacalista serio e impegnato. Ricordo la frase che papà scrisse in quell' occasione: "Apprendo dai giornali il mio trasferimento in Veneto! Una decisione che appartiene a una mentalità pressapochista e pasticciona, da cui mi terrò ben lontano"».

 

Dunque suo padre difendeva sua madre...

«Lui difendeva il proprio ruolo di capofamiglia e non sopportava l' idea di lasciare a casa una figlia di 14 anni, io, a governare l' andamento casalingo. Papà era innamorato di mia madre, era convinto che si sarebbe pentita del suo sconsiderato comportamento».

 

Invece finì in manicomio...

«Avrò avuto 17-18 anni. Ricordo con dolore quando vennero a prenderla: apriva il finestrino dell' auto e urlava: «Mi portano in manicomio!».

 

Prese a schiaffi anche me, che aspettavo nel corridoio dell' ospedale mentre subiva l' elettroshock: l' ho molto amata, però non so quanto ricambiasse il mio sentimento. Era una donna che non voleva conquistare, non era narcisista, nemmeno seduttiva».

aldo signorelli piera degli esposti

 

E la vecchiaia di suo padre?

«Altrettanto dolorosa: gli andava via la memoria e venne ricoverato in un istituto, dove a quei tempi legavano le persone»

 

Finalmente è arrivato il teatro a tirarla fuori dal caos familiare.

«Direi salvifico, anche se all' inizio la mia è stata una strada tutta in salita: volevo entrare in Accademia d' Arte Drammatica Silvio d' Amico, ma fui bocciata ai provini, perché avevo un modo diverso di muovere il corpo, di parlare, di gesticolare, che contrastava con la compostezza in scena degli attori dell' epoca. Piacevo solo a due insegnanti, Sergio Tofano e a Giorgio Bassani che cercavano di aiutarmi. D' altronde pure il mio percorso scolastico precedente era stato scombinato. Da ragazzina frequentavo la stessa scuola di Lucio Dalla, ma in classi differenti: ero un' insicura e arrivai fino alla quinta elementare, poi continuai a studiare con mio padre a casa. Insomma, sono stata una diversa in tutto».

PIERA DEGLI ESPOSTI 4

 

Finché qualcuno si accorse della sua diversità: il regista Antonio Calenda.

«Mi accolse nel suo teatro sperimentale dei 101, era una cantina, una fucina dove sono nati personaggi come Gigi Proietti, Francesca Benedetti, Virginio Gazzolo... Il mio debutto fu in un ruolo maschile: interpretavo un marinaio in 10 minuti a Buffalo . Una sera era seduto in platea Giorgio de Chirico e, dopo lo spettacolo, volle conoscermi per complimentarsi. Mi disse sei stato molto bravo, mi aveva preso per un maschio. Io mi tolsi il berretto, rispondendogli: maestro, io sono una femmina. E lui, senza scomporsi, né meravigliarsi, ribatté: bravo lo stesso!».

PIERA DEGLI ESPOSTI 3

 

Un altro suo illustre spettatore fu Eduardo De Filippo.

«Quando seppi che sarebbe venuto ad assistere alla mia Molly cara , ero preoccupata, non mi sentivo sufficientemente preparata, temevo il suo giudizio. Invece poi ebbe per me parole meravigliose: "Chista è o verbo nuovo"».

 

Quella volta con Pier Paolo Pasolini?

«Mi fece fare un provino per impersonare l' ancella di Maria Callas nella "Medea". Quando arrivai nel suo studio, vedo una gigantografia della mia faccia: rimasi sorpresa! Pasolini, capendo la mia sorpresa, mi spiegò che gli piaceva la mia faccia: non hai la faccia da attrice, disse... Lì per lì mi prese un colpo. Pensai: allora non riuscirò mai a fare l' attrice... poi mi spiegarono che il suo era un complimento».

 

Un piccolo ruolo, ma vicino alla Divina Callas...

PIERA DEGLI ESPOSTI E ROBERT MITCHUM

«Certo. Ma i ruspanti borgatari che affollavano il set di Pier Paolo non sapevano chi fosse! Dicevano: ma chi è quella co' quer nasone?Forse l' amante del produttore, per questo fa la protagonista! Poi, su qualche settimanale, videro le foto della Callas con Onassis: lo chiamavano "il greco" ed erano convinti che la grandezza di quella col nasone dipendesse dal fatto di essere fidanzata col greco».

 

Non solo teatro, cinema... anche tanti amori e una cotta per Robert Mitchum.

«Sì, di amori ne ho avuti, e alcuni molto più giovani di me: ciò che mi attirava in loro era la forza vitale, mentre loro erano attirati dal mio microcosmo, umano e artistico, che desideravano esplorare. Mitchum fu un caso a parte: all' epoca molto più grande di me, eppure dotato di un fascino straordinario.

 

PIERA DEGLI ESPOSTI

Ero talmente attratta da quell' attore, che gli scrissi una lettera: naturalmente non l' avrebbe mai ricevuta, se non fosse accaduto che la mia amica Lina Wertmüller riuscì ad averlo ospite a Roma e, sapendo della mia cotta, mi invitò a cena a casa. Sulle prime, pensai a uno scherzo di Lina, invece era proprio vero! Vederlo seduto di fronte a me in salotto e provare nel petto un terremoto fu tutt' uno. Gli lessi la mia lettera, tradotta simultaneamente da un' interprete. Lui ascoltava e sorrideva divertito dalle mie parole. Alla fine ci prendemmo mano nella mano e ci baciammo: un bacio vero... Il mio sogno si era realizzato».

 

I più cari amici?

«Dacia Maraini, una sorella: la conobbi nella "Casa della donna" in via del Governo Vecchio a Roma, al tempo del femminismo, e a lei raccontai la mia storia familiare, che poi divenne Storia di Piera. Grazie a Dacia, conobbi Alberto Moravia: all' inizio mi sembrava un tipo brontolone, invece era un ragazzo scapestrato. Ricordo le vacanze trascorse insieme a Sabaudia: un trio perfetto, facevamo a turno chi doveva cucinare».

COPERTINA DEL LIBRO DI PIERA DEGLI ESPOSTI E DACIA MARAINI

 

I sogni irrealizzati? Gli errori commessi?

«Aver detto no a Giorgio Strehler. Un grande maestro che mi aveva molto apprezzato per la mia "Molly", tanto da soprannominarmi Mollyna. Mi voleva nel Temporale di Strindberg, ma temevo che non avrebbe approvato il mio metodo di recitazione e rinunciai all' offerta: un rifiuto che fece scandalo nell' ambiente, nessuno poteva credere che avessi detto no a un mago della scena. Strehler mi spaventava, temevo che non avrei avuto il coraggio di oppormi alle sue indicazioni registiche».

 

Un sogno ancora da realizzare?

«Mi piacerebbe impersonare un commissario in qualche giallo. Il mio viso scavato sarebbe adatto, per esempio, ad Agatha Christie: che ne dite di Miss Marple? Adesso, però, reciterò muta e su una sedia a rotelle nella prossima fiction Rai di Giacomo Campiotti, Ognuno è perfetto: bella sfida per un' attrice».

storia di piera dacia maraini e degli espostistoria di piera coverPIERA DEGLI ESPOSTI 2

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…