barbara palombelli mascherina

''PREVEGGENTE? NO, FIFONA'' - LA PALOMBA E IL VIRUS: ''CI HANNO PRESO IN GIRO TUTTI A FEBBRAIO QUANDO HO COMINCIATO A CHIEDERE DI STARE A CASA E INDOSSARE LE MASCHERINE. ERA IL 23, IL 27 SALA E ZINGARETTI HANNO ORGANIZZATO GLI APERITIVI, LE STESSE COSE DICEVANO SALVINI E RENZI. UN MESSAGGIO DEVASTANTE PER IL NORD. DUE SETTIMANE IN CUI IL CONTAGIO È ESPLOSO'' - ''CON LILLI GRUBER NESSUNA RIVALITÀ, HO FATTO ANCHE IL SUO AUTORE, LA SFIDA DI 'STASERA ITALIA' NON È CON LEI MA CON…'' - ''CONTE NON VA OSPITE SPESSO, PREFERISCE LE CONFERENZE STAMPA''

 

 

 

 

Maria Berlinguer per ''La Stampa''

 

«Abbiamo avuto una media di 5,5 di share, un punto più dell'anno scorso ma non sono una fissata con gli ascolti e poi in questa stagione drammatica gli ascolti della politica sono andati bene tutti, la gente aveva bisogno di capire, è cresciuta Raidue ma anche La7. In più banalmente non ci sono state le partite alle 20,30, e lo dico come appassionata di calcio e della Roma, una fede che non si discute, se vendono pure Zaniolo mi sparo però resto qui».

barbara palombelli stasera italia

 

Barbara Palombelli ha da poche ore rinnovato il contratto con Mediaset per altre due stagioni di Forum, programma che conduce da otto anni, e per Stasera Italia, striscia preserale di informazione politica in concorrenza con Otto e mezzo, programma di punta de La7 guidato da Lilli Gruber. Una sfida tutta al femminile.

 

Come vive la concorrenza?

«Con Lilli ci conosciamo da una vita, sono stata anche un suo autore. Era il periodo dell'euforia per Mario Segni, il '92, con Massimo Franco abbiamo firmato, "Al voto, al voto". Poi lei è stata a lungo all'estero, ma abbiamo sempre avuto un buon rapporto. "Otto e mezzo" l'ho persino condotto con Giuliano Ferrara. Tra noi non c'è rivalità, ci incontriamo dal parrucchiere, Roberto D'Antonio, condividiamo l'interesse per la politica e probabilmente anche dell'altro. La nostra sfida non è con lei che va in onda da tanto e può contare sul formidabile traino del Tg di Mentana, secondo me uno dei migliori. Ma con il pubblico. L'anno scorso Piersilvio ci ha chiesto di cambiare la natura di Retequattro, mi sembra che ci siamo riusciti».

barbara palombelli e l'annuncio della fine della guerra 1

 

Un passaggio difficile?

«Sì. La rete ha un ascolto molto trasversale, noi, e penso soprattutto al capo progetto, Alessandro Usai, senza risse, senza comici e senza trucchi abbiamo cercato di spiegare quello che succedeva andando sempre in diretta. Siamo stati critici con il governo giallo verde e altrettanto lo siamo stati con quello Zingaretti-Di Maio. Certo quest' anno è stato tutto molto più difficile. Con il virus. Quando riscriveremo la storia di questi mesi il calendario sarà importante per capire cosa è successo».

 

In che senso?

«Ci hanno preso in giro tutti a febbraio quando ho cominciato a chiedere di stare a casa e indossare le mascherine. Era il 23, il 27 Sala e Zingaretti hanno organizzato gli aperitivi con lo slogan Milano non si ferma. E le stesse cose dicevano Salvini e Renzi. Un messaggio devastante per il Nord che infatti è partito in massa per la settimana bianca. Era il periodo in cui si postavano foto mangiando gli involtini primavera per dimostrare di essere amici dei cinesi, per carità non è che ce l'ho con i cinesi, ma diciamo che mi sono sembrate cose fuori luogo. Sono stata preveggente?

BARBARA PALOMBELLI MASCHERINA

 

No, ma sono una fifona e per fortuna ho capito la tragedia che stava capitando grazie a Melania Rizzoli che mi inviava gli algoritmi dove si vedevano i centomila contagiati in prospettiva e all'oncologo milanese Garbagnati che ci ha accompagnato per tutta la stagione. All'inizio tutti facevano ironia sul virus. Bisognerà ricostruire giornalisticamente quelle due settimane, per vendicare e risarcire tutte quelle persone che sono morte da sole. Noi la mascherina l'abbiamo cominciata a usare il 20 febbraio, lo rivendico».

 

C'era chi allora diceva che la mascherina non andava usata, anche nel governo e tra gli esperti. Persino l'Oms lo sosteneva.

«Per questo penso che sarà importante capire le responsabilità di ciascuno. Le Regioni dovranno fare un censimento per tutelare le persone a rischio. Vaccinandole. Soprattutto se ci sarà una seconda ondata. Non credo molto alla app immuni. Ho appena letto uno studio dell'Accademia dei Lincei sui tedeschi. Certo hanno tante terapie intensive ma lì la popolazione sopra i 65 anni è tutta doppiamente vaccinata per l'influenza e lo pneumococco».

 

C'è qualcuno che ha rifiutato un suo invito?

francesco rutelli barbara palombelli

«Mi sarebbe piaciuto avere Conte. Ma va poco ospite, preferisce le conferenze stampa. Per il resto direi di no, sono venuti tutti quelli che abbiamo invitato».

 

Quattro figli, dei quali tre adottati, due nipoti di 2 e 8 anni, un marito, Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma e ora presidente dell'Anica con il quale sta da 41 anni. "Abbiamo messo su un circo" ha detto suo marito della sua famiglia. Come ha fatto a sopravvivere e a lavorare?

«Sono molto organizzata e ho sempre usato le tecnologie. Desideravo una famiglia numerosa e dopo la prima adozione di Francisco che è andata da subito molto bene ho convinto Francesco. È stata dura certo. Ma anche divertente e ce l'abbiamo fatta. Con mio marito sono andata a convivere dopo appena una settimana, stiamo insieme da quarant' anni. Forse perché non mi sono chiesta quanto sarebbe durata o perché ci siamo lasciati in pace. Però questo tempo è volato».

 

 

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…