marina berlusconi josephine calasso adelphi

L'ENNESIMA STRIZZATA D'OCCHIO DEI BERLUSCONI AI RADICAL CHIC: MONDADORI SI VUOLE PAPPARE ANCHE ADELPHI - PARTE IL RISIKO DELL’EDITORIA: IL GRUPPO GUIDATO DA MARINA BERLUSCONI HA SOTTOSCRITTO CON JOSEPHINE CALASSO UN’OPZIONE DI ACQUISTO SUL 10% DI ADELPHI – LA MOSSA, DI CUI NON SAREBBERO STATI INFORMATI I VERTICI, ARRIVA A SORPRESA: APPENA UN MESE FA ERA STATO FELTRINELLI, CONCORRENTE DI MONDADORI, AD ACQUISIRE UN ALTRO 10% DI ADELPHI, DALLE QUOTE DEGLI EREDI DI FRANCESCO PELLIZZI…

Estratto dell’articolo di Ida Bozzi per il “Corriere della Sera”

 

adelphi

[...] Ieri il Gruppo Mondadori ha diffuso la notizia che Mondadori Libri Spa ha sottoscritto con Josephine Calasso, figlia di Roberto Calasso e detentrice di una partecipazione del 23,88 per cento della casa editrice Adelphi, «reciproche opzioni di acquisto e vendita relative a una quota pari al 10 per cento del capitale sociale di Adelphi Edizioni».

 

Tali opzioni, prosegue il comunicato, saranno esercitabili a decorrere dal maggio 2027, «a un prezzo di esercizio che riflette un equity value per il 100 per cento di Adelphi di 50 milioni di euro». In sostanza, le opzioni consentiranno nel maggio 2027 la vendita del 10 per cento delle azioni Adelphi a Mondadori.

 

marina berlusconi 1

«L’accordo definito — ha dichiarato Antonio Porro, amministratore delegato del Gruppo Mondadori — deriva dal riconoscimento e apprezzamento da parte del Gruppo Mondadori per la straordinaria unicità e valenza di Adelphi […]». E conclude nella nota Porro: «Intendiamo, in definitiva, dare un contributo e condividere a tempo debito un percorso inclusivo con tutti coloro che desiderano collaborare al progetto di ulteriore valorizzazione di una delle più prestigiose case editrici del Paese».

 

Nella nota diffusa ieri, anche il commento di Josephine Calasso alla firma: «Ho scelto il Gruppo Mondadori perché ho a cuore il futuro di Adelphi, perché si è dimostrato un interlocutore lineare e trasparente e perché ritengo che la sua vicinanza possa dare un prezioso contributo all’evoluzione e alla crescita della nostra casa editrice […]».

 

Josephine Calasso

Risulta al «Corriere», tuttavia, che i vertici di Adelphi non fossero informati della novità. Ricordiamo che, in giugno, Adelphi ha riunito il consiglio di amministrazione confermando nel ruolo di presidente Teresa Cremisi e di amministratore delegato Roberto Colajanni (anche direttore editoriale) con Elisabetta Zevi vicepresidente, consiglieri Gini Alhadeff e Anna Katharina Fröhlich, a cui si sono aggiunti Maurizio Ferrera e Paolo Mieli.

 

Solo un mese fa inoltre, il 2 luglio, Adelphi è stata al centro di un’altra operazione editoriale e finanziaria di notevole impatto: in quella data, la Giangiacomo Feltrinelli Editore ha annunciato l’acquisizione del 10 per cento di Adelphi, attraverso l’acquisto di quote appartenenti agli eredi dell’antropologo Francesco Pellizzi, socio storico di Adelphi da poco scomparso: agli eredi di Pellizzi, la vedova Gini Alhadeff e i figli Giandomenico e Aurora, è rimasto il 3,5 per cento della società.

 

ROBERTO COLAJANNI

Le altre quote dell’azionariato dell’Adelphi risultano attualmente così suddivise: i due figli di Roberto Calasso, Francesco Federico e Josephine, hanno ciascuno il 23,88 per cento; il 14,30 per cento è in mano alla vedova di Calasso, Fleur Jaeggy; l’amministratore delegato e direttore editoriale dell’azienda, Roberto Colajanni, ha il 9,53 per cento; Elisabetta Zevi è proprietaria di un 10 per cento; il restante appartiene a Giovanni Zevi della Porta.

 

[…] La situazione complessiva, tra vendite e cessioni incrociate di quote, fa tuttavia pensare che il clima sia piuttosto caldo, tanto più che Feltrinelli e Mondadori sono due gruppi importanti e concorrenti.

Tutto lascia presupporre che nei prossimi tempi si possa aprire una stagione di grande conflittualità intorno a un’azienda tra le più prestigiose e significative, che ha fatto la storia dell’editoria nel nostro Paese.

antonio porroteresa cremisi 3roberto colajanniJosephine Calassoteresa cremisi 4 antonio porro a segrate ADELPHI 1roberto calasso con josif brodskijadelphi 2i libri della finta casa editrice adelphighetti 9roberto calassoJosephine CalassoJosephine Calasso

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…