italia che balla e si diverte durante la ii guerra mondiale

C'È LA GUERRA, EPPUR SI VIVE: LA VOGLIA DI DIVERTIRSI NELL'ITALIA DELLA II°GUERRA MONDIALE - LA RADIO TRASMETTEVA CANZONI ALLEGRE-DEMENZIALI ("MARAMAO PERCHÉ SEI MORTO?"), AL CINEMA SI RIDEVA CON MACARIO (IMPUTATO, ALZATEVI!) E FURONO ALLESTITI SPETTACOLI COMICI, DI VARIETÀ, DI MUSICA LEGGERA. LA QUARANTENA NON E’ UNA GUERRA MA ANCHE OGGI VIVIAMO UNA DIMENSIONE ATTRAVERSATA DALLA PAURA E DA UNA IRREFRENABILE SPINTA VITALE… - VIDEO

 

Giovanni De Luna per “la Stampa”

 

Mai, negli ultimi decenni, la nostra quotidianità è stata così bruscamente violata dall' esterno e i nostri gesti più intimi e privati scaraventati nello spazio pubblico, fino a diventare oggetto di specifiche disposizioni normative da parte del governo.

italia che balla e si diverte durante la II guerra mondiale-sorelle lescano

 

Ma proprio l' esperienza di questi giorni ci aiuta a capire meglio quello che abbiamo studiato sui libri di storia, avvicinandoci alla comprensione più profonda della nostra esistenza collettiva negli anni tra il 1940 e il 1945 e mettendoci in contatto con una dimensione attraversata dalla paura ma anche da una irrefrenabile spinta vitale.

 

Il fatto è che, per quanto voluta e gestita dall' uomo, la guerra, soprattutto la Seconda guerra mondiale nel suo aspetto totalizzante, ha un impatto che somiglia molto a quello della grandi catastrofi naturali (terremoti, alluvioni, epidemie appunto). In questo senso, esattamente come le catastrofi, quella guerra fu in grado di far affiorare i tratti più profondi della nostra identità collettiva, quasi azzerando di colpo le sovrastrutture culturali stratificatesi nel tempo.

 

italia che balla e si diverte durante la II guerra mondiale-macario

Da noi quel periodo fu vissuto nel solco di abitudini che rimbalzavano con straordinaria uniformità dai diversi contesti («sotto» gli Alleati come «sotto» i tedeschi, nel «Regno del Sud» come nella «Repubblica di Salò»), lasciando trapelare una comunanza di sensazioni così forte da suggerire la possibilità di aggregare sul piano dei sentimenti e dei comportamenti - un po' come sta avvenendo in questi giorni con i tricolori sui balconi- quanto fino ad allora era sempre stato frammentato geograficamente, economicamente, socialmente.

 

Per tutti fu «tempo di guerra», un tempo definito dalla ciclica ripetizione di comportamenti coatti, segnati dall' oscuramento che cancellava la luce naturale, dal coprifuoco che negava le uscite serali e la convivialità, dall' annullamento della individualità dei singoli giorni in un' ossessiva ripetitività, al cui interno tutti i giorni erano uguali e tutti erano ugualmente appiattiti su un presente carico di angoscia; un tempo che nella sua indeterminatezza - nessuno sa dirci quando l' emergenza virus potrà definirsi conclusa - somiglia molto a quello che stiamo vivendo.

 

italia che balla e si diverte durante la II guerra mondiale- macario

Nell' Italia in guerra riapparve anche la fame, un male antico che pure sembrava essere stato espulso per sempre dagli scenari urbani della rivoluzione industriale. Ci fu, ovviamente, anche una diffusa paura di morire e fu essenzialmente legata ai bombardamenti. Ma quello che appare oggi particolarmente confortante è che non tutto fu disperazione e paura, e anche negli incubi di una condizione sempre più tragica fece capolino una umanissima voglia di vivere. Ancora a distanza di anni, nei ricordi dei testimoni si avverte la gioia profonda di essere riusciti a strappare anche un solo attimo alla sequenza di eventi distruttivi in cui si era precipitati.

 

L' incontro con il cibo, ad esempio: dimenticati il razionamento e il pane con la tessera, nel ricordo ci si riscopre golosi come bambini e il momento di un' unica mangiata pantagruelica viene rivissuto con la stessa intensità che assumono le descrizioni delle privazioni in cui ci si dibatteva. Durante la guerra si ballava, anche. In famiglia, tra amici, e in quei locali che restavano ancora aperti, lasciando presagire un fenomeno che nell' immediato dopoguerra si sarebbe manifestato in un vero tripudio di corpi scatenati al ritmo del boogie woogie.

 

La radio trasmetteva canzoni allegre-demenziali (Maramao perché sei morto?

italia che balla e si diverte durante la II guerra mondiale

fu un classico) o di un sentimentalismo esasperato («Vieni, c' è una strada nel bosco...»). Al cinema si rideva con Macario (Imputato, alzatevi!) e un po' ovunque furono allestiti spettacoli comici, di varietà, di musica leggera. Mentre sette compagnie di prosa portavano dappertutto nella penisola il loro repertorio - erano De Filippo, Donadio, Govi, Baseggio, Anselmi-Abruzzo, Durante e Ciabattini -, significativi successi ottenero anche le compagnie di avanspettacolo, senza dimenticare, nel teatro leggero, l' operetta, la commedia musicale, la pochade;

 

i consensi più clamorosi andarono alla rivista, che proprio in quegli anni superò per la prima volta - e largamente - gli incassi del teatro drammatico. Autori come Michele Galdieri e Mario Mangini, artisti come De Sica, Marisa Merlini, Dina Galli, la stessa Paola Borboni (che accettò di calcare le scene del teatro leggero per poter finanziare la sua compagnia pirandelliana) contribuirono a dare dignità e prestigio a questo genere «minore». Un umorismo anche grossolano fu lo strumento per esorcizzare i disagi della guerra: l' oscuramento serviva agli innamorati per scambiarsi carezze, le restrizioni alimentari favorivano la dieta...

 

il grande torino

Poi, nel 1943, anche la rivista fu ufficialmente proibita, perché non si confaceva alla tragicità degli avvenimenti che il paese stava vivendo. Erano però consentiti i lavori patriottici. E grazie a questo escamotage tutto continuò come prima. Fu così che le riviste di Vanda Osiri (come si chiamava allora Wanda Osiris), di Totò, di Macario e perfino le sceneggiate napoletane, con la semplice aggiunta di un finalino patriottico-propagandistico, proseguirono nelle loro tournée in tutti i teatri italiani senza risentire delle nuove restrizioni. Anzi, con il proseguire della guerra, il richiamo esplicito al sesso e all' erotismo si fece più insistito, i puntini delle ballerine più esigui.

 

Non era solo un problema di temi vietati dalla censura, anche se, indubbiamente, la satira di costume era diventata oggettivamente più difficile; affiorava una dirompente voglia di trasgressione cresciuta solidamente intrecciata alla dimensione sempre più tragica assunta dalla guerra. Così, di fatto, le riviste più «spinte» furono quelle messe in scena proprio nella lunga notte della Repubblica di Salò.

 

Non scomparve, ovviamente, un' altra grande passione degli italiani, quella per il gioco del calcio. È vero, a partire dal 1943 anche il campionato di calcio fu sospeso. Ma le partite continuarono. I giocatori del Grande Torino, ad esempio, calcavano i campi di provincia per ingaggi a suon di farina, uova, burro.

 

grande torino

Il calcio aveva una sua spontaneità che non si lasciava imbrigliare nella cupa realtà istituzionale della guerra. A questa spontanea vitalità appartiene anche una curiosa partita giocata in Val di Susa, nella primavera del 1945, tra i partigiani e i tedeschi. Più che un esempio di fraternizzazione si trattò di un sospirato presagio di pace: la guerra sarebbe finita e il mondo avrebbe finalmente ritrovato il tempo e lo spazio in cui collocare le sue speranze per il futuro.

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO