vanity fair paolo genovese

L'ITALIA RIPARTE E ''VANITY'' PURE: IN COPERTINA LO STREET ARTIST JR, UNA STORIA D'AMORE IN QUARANTENA FIRMATA DA PAOLO GENOVESE E NUMERI RECORD PER LE VENDITE IN EDICOLA E PER LE EDIZIONI DI BENEFICENZA

 

1. I SENSI DELL’AMORE

Paolo Genovese per www.vanityfair.it

 

Orlando amava Loraine.

Loraine era fidanzata con Mattia che qui chiameremo solo M.

Era molto che Orlando cercava una soluzione  per avere Loraine, ma lei resisteva instancabile ai suoi tentativi.

Profonda conoscitrice delle regole della vita, Loraine era convinta che non fosse onesto da parte sua impedire a Orlando di cercare un modo per conquistarla, e dunque non faceva nulla per spegnere i suoi entusiasmi, mai  rifiuti secchi o facce storte.

 

"Se Orlando è convinto di conquistarmi avrà le sue ragioni, cosa posso fare io per impedirgli di perdere tempo, lui saprà fermarsi quando sarà opportuno.  E poi diciamola tutta, se davvero trovasse un modo per farmi innamorare, vorrà dire che sarà meglio anche per me", andava ripetendo alle amiche nelle sere in cui parlavano d'amore.

 

VANITY FAIR JR

Il discorso non faceva una piega e anche se l’avesse fatta non è che a Orlando interessasse poi molto, perché lui  ripeteva a se stesso che da qualche parte un modo per prendersi il cuore di Loraine ci doveva pur essere, bastava trovarlo.

 

Poi arrivo il tempo in cui tutti si chiusero in casa, le strade divennero deserte e il silenzio agitava gli animi. Aveva un nome quel periodo, un nome zuccheroso e favolistico: pandemia, che significa “di tutto il popolo” e a Orlando quel nome piaceva perché da piccolo era stato un po’ comunista. Ma a parte il nome, quel tempo di bello non aveva proprio nulla, il mondo diventò  grigio e Orlando pensò che tutto fosse finito.  Si mise nel flusso, come tutti, standardizzò la vita, senza allegria e con poca fantasia: si informava, criticava, cucinava, diceva la sua e si annoiava.

Poi ebbe un’idea, proprio mentre si faceva la barba: dedicherò questo tempo  a Loraine,  questa reclusione sarà per conquistarla.

Ma non un giorno di più.

 

Nemmeno lui sapeva perché non poteva superare quel limite, forse perché gli sembrava sufficiente per realizzare la sua missione e se non ce l’avesse fatta sarebbe stato inutile continuare.

 

Chiamò  Loraine quella sera stessa, era una sera di Marzo, calda e senza vento,  lei usci in terrazza, non voleva che M la sentisse. In lontananza una canzone malinconica sparata a tutto volume da chissà quale finestra faceva da colonna sonora. Strinse il telefono all’orecchio ed ascoltò le parole di Orlando.  

 

Loraine io troverò una soluzione, non ti chiedo di amarmi per forza, ma una cosa te la devo chiedere: io ho bisogno di essere in contatto con te.  Per tutto questo periodo, non un giorno di più, non uno di meno.”

Per quale periodo?” Rispose lei sorpresa.

 

Fino a quando tutto questo finirà e noi saremo liberi di  uscire.”  

Loraine non si stupì più di tanto, era abituata alla sue iniziative bislacche, anche se questa le sembrava diversa.

Se non riuscirò”, continuò lui, “non mi vedrai più, tu farai la tua strada e io farò la mia.”

Va bene”, disse Loraine senza pensarci troppo.  

 

Orlando creò un  repertorio speciale per quella reclusione, utilizzando tutta la tecnologia che aveva a disposizione, cominciò con messaggi fantasiosi e video ironici,  dirette dedicate solo a lei e romantici aforismi, regali consegnati da coraggiosi corrieri e torte colorate cucinate  nel cuore della notte, parole dolci, parole più osate e quant'altro poteva trasmettere amore. Ma tutto questo non serviva a distogliere l'attenzione di Loraine da M.  

paolo genovese foto di bacco

 

Orlando non voleva mollare e capì   che aveva bisogno di concentrarsi di più: lo smart working mattutino,  gli aperitivi su house party o i meeting su facetime gli portavano via tempo e non riusciva a dedicare tutto se stesso  alla  corsa verso Loraine, che in quel momento era la sua vita.

"Di questo passo ci vorrà troppo tempo e io non posso impiegare un giorno in più di quando potremo uscire nuovamente, non so ancora quando sarà, ma potrebbe essere presto".

 

Cosi quel giorno, senza perdere un minuto di più, Orlando chiamo il suo capo e si mise in aspettativa.

Come in aspettativa ?” disse il capo stupito.

“Sono in amore e non ho tempo per fare due cose contemporaneamente", rispose  Orlando come se fosse la cosa più normale del mondo.

Poi scrisse un messaggio a tutti gli amici invitandoli a non chiamarlo per nessun motivo. Telefonò alla sorella pregandola di non farsi sentire per un po’ e chiese alla signora che gli puliva la casa di non venire fino a nuovo ordine.

 

In quel periodo voleva essere connesso solo con Loraine.

Quando le disse il suo piano  lei fu meravigliata, ma decise ancora una volta di non fermarlo.

" Se ha lasciato il lavoro per me un motivo ci dovrà essere, se ha chiuso con tutti sicuramente sa quello che sta facendo " ripeteva parlando a se stessa quelle sere in cui era preoccupata per Orlando.

“ E poi ha detto  che avrebbe trovato una soluzione, e io sono curiosa di vederla.”

 

Orlando le provò  tutte per conquistarla, organizzando serenate virtuali con extraterrestri ubriachi vestiti da pulcinella che suonavano Kalasnikov,  inviando lettere d'amore scritte con inchiostro di mille colori e doni così fantasiosi nelle forme da far morire di curiosità i corrieri che li recapitavano. Proiettando sul palazzo di Loraine vecchi film d’amore in bianco e nero e facendo suonare ad un terzetto di archi dai balconi  le sue canzoni preferite.

 

Ma lei discreta e sorridente continuava ad amare M.

Orlando non si dava pace, si svegliava  presto al mattino, mangiava qualcosa e tornava a pensare alla soluzione, che da qualche parte doveva pur esserci. “Ci sono riuscito una volta, ci posso riuscire ancora” continuava a ripetersi.

Del resto Loraine aveva gli occhi belli e questo bastava per fargli  fare quello che stava facendo.

 

Cercò di colmare quella distanza con tutte gli artifizi immaginabili, usò qualunque connessione possibile per comunicarle il suo amore, uscì di notte sfidando la sorte  solo per lasciare una candela accesa sotto casa sua, fece volare mille palloncini colorati davanti alle sue finestre e le fece recapitare la polaroid del loro primo incontro, che aveva custodito con cura, quella dove lei rideva felice con gli occhi chiusi.  

paolo genovese

Ma tutto sembrava inutile.

 

Poi un mattino, mentre si faceva la barba, ebbe un fremito tanto che si tagliò, lui che andava fiero di non essersi mai tagliato,  e mentre vedeva il sangue scorrere sulla sua pelle corse in cucina e accese  la televisione,  un tizio vestito da grande diceva fiero che finalmente saremmo potuti uscire, incontrare gli affetti, i cari, gli amori. Orlando spense la televisione,   si preparò un caffè e dopo un istante chiamò Loraine annunciandole che avrebbe voluta vederla, subito, che era urgente. Lei che lo conosceva capì che non poteva dirgli di no.

 

Si diedero appuntamento vicino alla fontana. Arrivò prima Loraine, non era mai successo. Orlando arrivò puntuale. Non le prese la mano come faceva di solito, ma semplicemente si abbassò la mascherina. Lei invece non l’aveva messa.

"Loraine,  io presto tornerò alla vita normale. La soluzione c'è sicuramente, ma chissà dove. Io non l'ho trovata, mi dispiace davvero, ma a me non viene in mente più nulla."

 

Restarono in silenzio, più a lungo di quanto si potesse immaginare, gli occhi negli occhi. Orlando si concentrava sui  dettagli, era tanto che non la vedeva dal vivo, il naso un po’ storto, gli zigomi sporgenti  e le fossette vicino alla bocca. Pensava che gli piaceva tutto di lei, tutto. Era un pensiero bello e doloroso allo stesso tempo.  Loraine, invece, fissava il  suo sorriso, un po’ spento, un po’ malinconico, ma denso di vita, come sempre, come lo ricordava,  e intanto annusava l’aria cercando di capire se avesse messo il suo profumo preferito.

 

Poi all’improvviso Orlando  si voltò.

“Addio” le disse allontanandosi di fretta.  

Una folata del suo odore la investi,  quel profumo di muschio e di mare la scosse nel profondo, quel frammento di vita vera la scosse più dei marziani vestiti da pulcinella, più delle lettere d’amore con l’inchiostro colorato e del terzetto d’archi che suonava canzoni d’amore.

Quella notte Loraine la pianse tutta.

Al mattino presto corse sotto casa di  Orlando.

 

copertina vanity fair

 

 

2. PER LA PRIMA VOLTA LO STREET ARTIST FRANCESE JR COLLABORA CON UN MAGAZINE ITALIANO E REALIZZA UN’OPERA CHE DIVENTA LA COVER DEL NUOVO NUMERO DI VANITY FAIR DEDICATO ALLE CONNESSIONI

Da www.vanityfair.it

 

Jean René, in arte JR, fotografo e street artist tra i più famosi al mondo per le sue opere in contesti metropolitani, nella notte di domenica 3 maggio ha realizzato su un muro in un quartiere di Parigi una nuova installazione in esclusiva per la cover di Vanity Fair Italia. 

L’opera rielabora uno dei capolavori più conosciuti della storia dell’arte, la Creazione di Adamo, l’affresco più iconico della Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti.

Quella che nell’opera originaria era la figura di Adamo, nella reinterpretazione di JR è stata sostituita da una ragazza che si trova di fronte a Dio, entrambi con le braccia protese un istante prima di sfiorarsi.

Si tratta della prima collaborazione che vede l’artista francese unirsi a un magazine italiano. 

 

Le nuove connessioni a cui saremo chiamati dopo l’emergenza virus, tema del nuovo numero di Vanity Fair, sono state l’argomento del processo creativo intrapreso dalla redazione con JR”, racconta Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair. “Abbiamo chiesto all’artista di rappresentare le fragilità, le potenzialità, i dubbi e le scommesse che dovremo affrontare nei prossimi mesi e che abbiamo messo in luce all’interno del nuovo numero. È stata una sfida a distanza e in lockdown, una prova di immaginazione che vuole indicare una strada per creare tutte le nuove connessioni necessarie non solo per uscire da questo momento difficile, ma per costruire un futuro migliore”.

 

vanity fair cover vezzoli

L’immagine dell’opera di JR diventa la cover del nuovo numero di Vanity Fair, in edicola dal 6 maggio, dedicato alle connessioni. Connessioni come nuove relazioni, legami che vanno ben oltre i confini nazionali e i limiti fisici imposti; connessioni come nuove unioni permesse da un'innovazione che passa attraverso nuove priorità dove la tecnologia è abilitante al cambiamento, parte integrante del nuovo sistema quotidiano dove ciò che non c'era prima è il nuovo indispensabile.

 

Un numero che, attraverso le voci autorevoli di personaggi ed esperti del settore, riscrive e tratteggia il futuro per raccontare come sono cambiate e cambieranno le nostre abitudini quotidiane, le relazioni, la formazione, la cultura, l’intrattenimento, la fruizione dei servizi e le nostre scelte.

 

Così il regista Paolo Genovese scrive un racconto per Vanity Fair su un amore platonico ai tempi del lockdown, il professore di Scienze Pedagogiche Raffaele Mantegazza dell’Universita Milano-Bicocca riflette sulla perdita della socializzazione tra studenti in mezzo ai banchi di scuola, importante nella formazione tanto quanto l’apprendimento, Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, racconta i cambiamenti nella modalità di fruizione dei musei che riapriranno a partire dal 18 maggio. Inevitabili saranno i cambiamenti anche nel settore dell’intrattenimento che porterà a un nuovo modo di connettersi alle performance attraverso lo streaming, come racconta a Vanity Fair il numero 1 di YouTube in Europa Cécile Frot-Coutaz.

 

La conduttrice televisiva e radiofonica Daniela Collu nel suo racconto sincero e senza filtri evidenzia invece il problema dato dall’assenza di connessione che crea isolamento. A connettere il mondo degli adulti con quello dei bambini c’è la storia del prodigioso Mikail Akar, il “Picasso bambino”, a 7 anni artista quotato oltre che una star dei social. Una connessione tra fratelli, quella tra Edoardo ed Eugenio Bennato, ha portato alla nascita della canzone La realtà non può essere questa. Nel brano si parla della rete, quella che annulla ogni distanza ma che allo stesso tempo i due fratelli descrivono come una prigione, evidenziando l’importanza della connessione reale e non virtuale. Sulla stessa linea di pensiero anche l’altra voce musicale del numero: Bob Geldof.

vanity fair francesco vezzoli

 

C’è invece un pizzico di ironia nell’alfabeto semiserio che Miriam Leone ha stilato per dimostrare come il coronavirus abbia contagiato temporaneamente anche il nostro linguaggio. Tra le varie parole compaiono ad esempio assembramento, mascherine, preoccupazione e connessioni, che per Miriam sono: “la Rete, Internet, il wi-fi: le piattaforme in cui fruire contenuti ci hanno salvato dalla follia… perché solo i saggi non impazziscono da soli, nel silenzio e isolati e sappiamo essere pochi e rari, come i panda”.

 

A tutte queste voci si unisce il reportage su Vo' Euganeo, il comune Veneto dove c’è stata la prima vittima di coronavirus in Italia e dove, facendo scelte non convenzionali, grazie a una comunità connessa che si sostiene e che sa fare squadra, si è isolata l’epidemia e il paese si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto dal quale, forse, verranno le risposte per la cura della malattia.

 

daniela collu

In concomitanza con l'uscita del numero partirà anche il progetto #TheConnectors, una serie di conversazioni virtuali che hanno come protagonisti le eccellenze della new connection nei campi della moda, dell'arte, dello spettacolo e dell'entertainment. 14 appuntamenti in videotalk con altrettanti personaggi simbolo della new communication, che ogni giorno inviteranno alla loro round table una selezione di amici e colleghi per discutere con loro l’evoluzione nel campo in cui sono innovatori. Tra loro Beniamino Barrese, Elisa Maino, Riccardo Pozzoli, Pablo Trincia, Nico Vascellari, Charley Vezza, Matteo Ward, Zuzu.

Gli incontri saranno online sui canali social di Vanity Fair e sul sito.

 

 

Risultati vendite edicola Vanity Fair:

Le performance delle vendite in edicola dei tre numeri di Vanity Fair dedicati all’emergenza Covid-19 sono state eccezionali. Il numero #iosonoMilano, uscito l'11 marzo, ha segnato +62,4% rispetto all'anno precedente, il numero successivo, #IOCISONO, uscito in edicola il 25 marzo e il cui ricavato è stato devoluto all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha confermato un record di vendite con una crescita del 78,5% rispetto all'anno precedente, mentre l'ultimo “L’Italia Siamo Noi”, la cui cui copertina è stata realizzata da Francesco Vezzoli in omaggio a Lucio Fontana: una tela tricolore con un taglio che rappresenta una ferita ma anche uno spiraglio, una speranza e la voglia di risollevarsi, ha segnato un + 58%.

edoardo ed eugenio bennato

 

Sito Vanity Fair Italia:

Nel mese di aprile abbiamo registrato ottimi risultati di traffico sul sito di Vanity Fair, che raggiunge quasi 11 milioni di utenti, in crescita del 7% rispetto all'anno precedente ed in linea con i volumi dei primi mesi dell’anno.

 

Social Vanity Fair Italia:

Crescita fan follower total + 15% YOY  

 

Vanity Fair e eBay:

Le aste su eBay relative al primo lotto di 25 copie del numero speciale di Vanity Fair "L'Italia siamo noi" firmate da Francesco Vezzoli sono state tutte aggiudicate con successo. Sono attualmente in corso le aste del secondo lotto da 25 copie e fino al 27 maggio continua il supporto all'iniziativa su tutti i canali delle testate Condé Nast, dai siti ai social.

 

 

 

bob geldof

 

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