daverio

ADDIO PHILIPPE – ALDO GRASSO: ''DAVERIO PORTÒ L’ARTE IN TV, CON GUSTO E IRONIA. UN BEL GIORNO DEL 2011, LA RAI DECISE DI CHIUDERE “PASSPARTOUT”, DANDO IL BENSERVITO A DAVERIO, COME FOSSE UNA “BADANTE” DEL SAPERE. NESSUNO È SCESO IN PIAZZA A GRIDARE CONTRO L’OSCURANTISMO, LA CENSURA, LA LIBERTÀ DI PENSIERO. NESSUNO HA EVOCATO EDITTI BULGARI, HA PARLATO DI “FUNERALE DEL SERVIZIO PUBBLICO” O DI “ITALIA DEL BAVAGLIO”, COME A SUO TEMPO ERA STATO FATTO PER ALTRI CONDUTTORI”

L’ETERNO RAGAZZONE CON IL FARFALLINO CHE HA SPIEGATO L’ARTE IN CATTEDRA E IN TV

Pierluigi Panza per Corriere.it

PHILIPPE DAVERIO E LA MOGLIE ELENA GREGORI

 

Pensiamolo con il suo sorriso arguto e bonario, pensiamolo con il suo farfallino, quell’aria da eterno ragazzone mezzo italiano, mezzo francese, certamente europeo poliglotta e ricordiamo quanto ha insegnato, divulgato dietro a uno schermo tv, dietro una cattedra o passeggiando in museo.

 

Stava male da qualche tempo e ci ha lasciati stanotte Philippe Daverio, alsaziano di Mulhouse (1949), città sempre contesa sin dai tempi degli Asburgo e dove aveva studiato da ragazzo, «in maniera rigorosa», ricordava, con i suoi fratelli, lui quarto di sei figli di padre italiano (ma di nome faceva Napoleone) e madre alsaziana.

philippe daverio al tg2 post 1

 

La carriera e la politica

Educazione un po’ottocentesca, la sua, che si conclude alla Bocconi prima della laurea e l’apertura di una sua galleria d’arte a Milano. Propone mostre, apre una sede a New York, diventa il divulgatore d’arte e cultura di spicco in città e il sindaco Marco Formentini lo chiama in Giunta come assessore alla cultura (1993-97).

 

ROBERTO D'AGOSTINO PHILIPPE DAVERIO

L’esordio è straordinario, con una installazione giocosa davanti a Palazzo Reale. Dal 1999 è artefice di programmi televisivi: Art’è sui Raitre, poi Art.tù quindi il celeberrimo Passpartout, seguito poi da Il Capitale. Diventa collaboratore di molti giornali, cura iniziative d’arte legate al Corriere della Sera ed è collaboratore di Style Magazine, diventa direttore di Art Dossier e docente a Palermo nel 2016 per Chiara fama.

 

Escono un lunga messe di libri per Rizzoli a partire da «Il museo immaginato», sorta di breviario per farsi ciascuno un proprio ideale museo. Interpreta persino piece teatrali e una parte in «La vedova allegra» alla Scala con regia di Pizzi; Scala di cui è stato consigliere di amministrazione per la Regione Lombardia. Aveva creato anche il movimento politico «Save Italy» nato per opporsi alla discarica vicino a Villa Adriana.

PHILIPPE DAVERIO - HO FINALMENTE CAPITO L ITALIA

 

Polemista e attivista

Come tutte le persone brillanti e di carattere fu al centro di polemiche spesso risolte con il sorriso, che largamente e con generosità riservava a tutti quanti, amici di una vita e persone da poco conosciute. Molto impegnato con gli Amici di Brera nel sostegno alla pinacoteca milanese, questa proverà forse ad attrezzarsi per una camera ardente.

 

PORTÒ L’ARTE IN TV, CON GUSTO E IRONIA. E LA RAI LO MANDÒ VIA SENZA UN MOTIVO

Aldo Grasso per Corriere.it

 

l eleganza di philippe daverio (3)

«Passepartout», il programma di divulgazione artistica di Philippe Daverio, scomparso oggi a 70 anni, per molto tempo ha saputo narrare il mondo attraverso quel racconto privilegiato che è la storia dell’arte: per fare un programma culturale non basta parlare di cultura.

 

Non è nemmeno necessario evocare «linguaggi alternativi»: bisogna invece avere competenza, passione e gusto per il dettaglio. Non capitava tutti i giorni di sentire frasi come «Hieronymus Bosch non è un direttore di circo ma un raffinato intellettuale che tenta di riassumere tutte le fiabe della fine del millennio, quando non fa più paura ma genera nuove fantasie»

daverio brera 11

 

o «La pittura? Un virus latino diffuso in tutto il mondo dagli antichi romani» o «La madonna e Dio padre sembrano i reali di un misterioso oriente nordico» o «Questa è un’opera di catarsi didattica» o «La Pala di Isenheim di Matthias Grünewald conservata nel monastero degli Antoniani è uno dei dieci eventi pittorici più importanti dell’umanità, è la Cappella Sistina del Nord». Capitava una volta alla settimana, cui vanno aggiunte le migliaia di repliche estive. Ed era sempre una festa.

 

DAVERIO

Della curiosità e della conoscenza Daverio (così mirabilmente snob da fare l’assessore leghista alla cultura del comune di Milano, ai tempi di Formentini, e poi la tv) guardava sempre in macchina, per fissare lo spettatore con sguardo ora minaccioso ora complice. Ma, giocando sulle spinte contrapposte della ripulsa e della lusinga, lo conduceva in un affascinante viaggio.

 

Un bel giorno, era il settembre del 2011, la Rai decise di chiudere “Passpartout”, dando il benservito a Daverio, come fosse una “badante” del sapere. Nessuno è sceso in piazza a gridare contro l’oscurantismo, la censura, la libertà di pensiero.

 

l eleganza di philippe daverio (2)

Nessuno ha evocato editti bulgari, ha parlato di “funerale del Servizio pubblico” o di “Italia del bavaglio”, come a suo tempo era stato fatto per altri conduttori.

 

A questo atto di ottusità della Rai, Daverio rispose con ironia, componendo un elogio funebre della sua trasmissione: «È improvvisamente mancato Passepartout, nel pieno della sua salute. Lo compiangono la redazione tutta e centinaia di migliaia di affezionati suoi seguaci. La causa del decesso è da ascriversi probabilmente ad una pallottola vagante sparata durante il riordino amministrativo recente della Rai che si è trovata costretta a passare dall’ordinamento privato della sua gestione a quello pubblico più consono alle risorse erariali che la alimentano».

 

Philippe Daverio

Daverio aveva una straordinaria capacità di farsi capire senza per questo evitare la complessità dei discorsi, di descrivere manifestazioni conosciute (dalla Biennale al Salone del Mobile) con un occhio diverso, di non trattare mai la cultura al pari di un oggetto o di un argomento, come di solito fanno le précieuses ridicules della tv.

ludina barzini philippe daveriophilippe daverio al tg2 post 5PHILIPPE DAVERIOphilippe daveriophilippe daverio

 

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...