johnny dorelli

ARRIVA LA BOMBA DORELLI - LA CENA CON LUCKY LUCIANO, IL CEFFONE DI MODUGNO, GLI AMORI CON LAURETTA MASIERO E CATHERINE SPAAK E POI TUTTO FINI’ IN GLORIA (GUIDA) – IL CROONER BRIANZOLO SI RACCONTA IN UN LIBRO: GLI USA, I GANGSTER, QUELLA VOLTA CHE SFASCIO’ LA MACCHINA AL MAFIOSO JOE BARBARA, I RIFIUTI PER LA "R" MOSCIA, IL RAPPORTO CON LAURETTA MASIERO: "NON MI SENTII DI SPOSARLA. AVEVA DIECI ANNI PIÙ DI ME. GLORIA GUIDA? STIAMO INSIEME DA 41 ANNI E ABBIAMO UNA FIGLIA" – VIDEO

 

johnny dorelli 5

Roberta Scorranese per il Corriere della Sera

 

Questa è la storia di un musicista che da Meda, comune brianzolo, un giorno partì per l' America. Era l' ottobre del 1946, la guerra era finita da un anno ma in Italia non c' era da mangiare.

 

Specie per il signor Giovanni Guidi, detto Nino D' Aurelio, cantante e padre di Giorgio, un bambino di nove anni che si stava per imbarcare sulla nave Sobieski. Destinazione: Nuova York, anche se nonna Pasquina piangeva disperata perché pensava che l' America fosse in Africa. Il cammino che porterà il piccolo Giorgio a diventare Johnny Dorelli è raccontato in «Che fantastica vita», la prima autobiografia del musicista, attore e conduttore oggi ottantatreenne, scritta assieme a Pier Luigi Vercesi.

johnny dorelli 4

 

La sua vita, a leggerla, sembra un film: l' America degli anni 40 e 50, i teatri di Broadway, la gavetta.

«Sono un uomo felice: ho sempre fatto tutto quello che ho ritenuto giusto».

 

Per dirla con Frank Sinatra, «I did it my way».

«Divertente. Ma Sinatra non l' ho conosciuto bene, ho frequentato molti altri come per esempio Giuseppe Di Stefano, grande tenore, purtroppo rovinato dal gioco».

 

Non solo. Lei racconta una scena incredibile: una cena con Lucky Luciano.

«A pensarci oggi mi sembra una cosa assurda, ma andò così: avevo 13 anni e fummo costretti a tornare in Italia, passando per Napoli. Qui viveva Igea Lissoni, un' amica della mamma, che ci invitò a cena. A tavola riconobbi subito Luciano: viveva lì, estradato da New York nel 1946 dopo essere stato graziato, a patto di lasciare il territorio americano, per i "servizi" resi durante la Seconda guerra mondiale».

johnny dorelli marina suma dio li fa poi li accoppia

 

E in America aveva conosciuto anche Joe Barbàra.

«Ce lo presentò "don" Paolino Palmeri a cui venimmo affidati dopo la morte dell' agente di papà. Insistette per farmi guidare una costosa auto ma quando cercai di parcheggiarla la sfasciai. "Non preoccuparti, mi disse, si fa aggiustare"».

 

Tornato in Italia, iniziò per lei una lunghissima gavetta. Non tutti sanno che uno dei maggiori ostacoli alla sua carriera è stata la «r» moscia.

gianluca guidi johnny dorelli

«Eccome! All' epoca non c' era tutta questa fascinazione per l' esotico che c' è oggi e quello era un difetto, punto. Giulio Razzi, direttore della musica leggera radiofonica di allora, arrivò a spezzare in due i miei dischi quando gli arrivavano in mano e non faceva "passare" le mie canzoni».

 

E come risolse il problema?

«Allora non c' erano logopedisti, dunque si andava dagli attori più vecchi che avevano risolto il problema. Io ne consultai tre. Il metodo più efficace era quello di imparare a pronunciare la "r" sostituendola con la "d": "rincorrere" diventava "dincoddede"».

 

Poi due vittorie consecutive al Festival di Sanremo, assieme a Domenico Modugno, nel 1958 e nel '59.

«Ricordo il debutto: mi venne la febbre per l' emozione, ero deciso a non salire sul palco. Allora Modugno mi si avvicinò, mi mollò un ceffone e mi trascinò sul palcoscenico».

johnny dorelli marina suma dio li fa poi li accoppia 1

 

La canzone era «Nel blu, dipinto di blu», di Modugno e Migliacci.

«Pochi immaginano le battaglie che si combattevano e che si combattono ancora oggi dietro le quinte del festival. Ricordo bene quanto si batté Ladislao Sugar, grande editore e produttore discografico, per aiutarmi a emergere».

 

Una volta lei Sanremo lo ha pure presentato.

«Sì e non dimenticherò mai la bravura di un' artista straordinaria come Mia Martini».

Leggere la sua vita è come ripercorrere anche la storia del gossip. Le hanno attribuito ogni tipo di flirt.

johnny dorelli 3

«Con tanto di scenate da parte di nonna Pasquina: per lei, o sposavo una ragazza di Meda, o nessun' altra poteva andare bene. Temo ne avesse puntata una di Seregno. Figuriamoci quando scrissero che avrei sposato Connie Francis!».

 

Però poi, dopo Lauretta Masiero e Catherine Spaak, è arrivata Gloria Guida.

«Stiamo insieme da quarantuno anni, abbiamo una figlia e questo è tutto quello che dico sulla mia vita privata».

 

Può dirmi che padre è stato Johnny Dorelli?

dorelli cover

«Ho avuto tre figli (Gianluca, Gabriele, e Guendalina, ndr ). Sono stato spesso via per lavoro, ma non credo di essere stato un cattivo padre.

In ogni caso, bisognerebbe chiedere a loro».

 

E a quale delle sue canzoni ripensa con maggiore struggimento?

«L' arrotino. Anche perché vuoi vedere come viene con la "r" moscia?».

 

 

 

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JOHNNY DORELLI RACCONTA IN ANTEPRIMA I RETROSCENA CONTENUTI NELLA SUA AUTOBIOGRAFIA

Anticipazione da “Tv Sorrisi & Canzoni”

 

lucky luciano

Il prossimo 22 settembre uscirà per Mondadori l’autobiografia di Johnny Dorelli “Che fantastica vita”. Così Sorrisi l’ha intervistato in anteprima e in esclusiva (nel numero in edicola il 15 settembre) per farsi raccontare direttamente gli episodi più curiosi e interessanti di una carriera straordinaria: «Ho sentito il desiderio di parlare. Ho detto solo la verità, non ho inventato nulla». Tra gli incontri più importanti quello con Mike Bongiorno a New York quando entrambi lavoravano alla radio Whom: «Mike era l’unico che riceveva “La Gazzetta dello sport".

 

johnny dorelli

Io ero molto giovane rispetto a lui, malgrado questo la “Gazzetta” gliela rubavo lo stesso». Ma non è tutto. Nell’intervista a Johnny ci sono anche le storie dei suoi amori con donne bellissime tra cui Lauretta Masiero da cui ebbe il primo figlio, Gianluca: «Non era facile nell’Italia di allora. Non mi sentii di sposarla: aveva dieci anni più di me». E poi ancora il suo rapporto con Domenico Modugno, l’avventura al cinema e il ricordo di quella volta in cui si ritrovò a cena con un gangster italoamericano…

dorelli masiero

 

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