baglioni franceschini

BAGLIONI E’ RIUSCITO A FAR LIMONARE ANCHE FRANCESCHINI! IL PRIMO BACIO DI “SUDARIO”? SULLE NOTE DI “E TU” - IL "DIVO CLAUDIO" DAL 2 GIUGNO SARA’ SULLA PIATTAFORMA ITsART (FORTEMENTE VOLUTA DAL MINISTRO DELLA CULTURA) CON LA SUA “OPERA TOTALE” REGISTRATA AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA – DOPO SANREMO, BAGLIONI CI HA PRESO GUSTO CON LA TV E SI CANDIDA ALL' ORGANIZZAZIONE DELL'EUROVISION: “MI PIACEREBBE POTERLO ORGANIZZARE CON GIULIANO PEPARINI. ABBIAMO L' ESPERIENZA GIUSTA” - VIDEO

 

 

Michela Tamburrino per “La Stampa”

 

BAGLIONI FRANCESCHINI

«Quando un artista diventa artefice, succedono sempre delle cose meravigliose». Parola di Claudio Baglioni. E se persino il ministro Dario Franceschini non ha potuto fare a meno di dare il primo bacio della sua vita sulle note di E tu, allora significa che Claudio Baglioni è veramente l' artista trasversale e senza limiti che è certo di essere. In fondo festeggia il suo settantesimo genetliaco e mai vocabolo fu più appropriato: «Una sorta di anno santo, temo, durerà fino a dicembre» dice tra il molto serio e il poco faceto.

 

E allora in vena di celebrazioni, via libera da mercoledì sulla piattaforma ITsART, (il palcoscenico digitale per tutte le forme d' arte, live e on-demand, al via da oggi, che ospiterà altri progetti come i concerti di Muti e di Pappano e alcune mostre) all' evento definito spettacolare da godersi in streaming.

claudio baglioni fuortes

 

E per renderlo ancora più simbolico, lo start sarà fissato alle 21, a poche ore dalla sua nomina a Grande Ufficiale della Repubblica, dopo vent' anni da Commendatore, onorificenza che sentiva un po' stretta.

 

«Un' opera totale - sostiene Baglioni - di discipline unite, musica, prosa, danza, che ci proietta al di fuori dalla scena predeterminata per esplorare il nuovo dopo 50 anni di carriera».

L' ultimo album di inediti, Claudio Baglioni - In questa storia che è la mia, diventa, con lo stesso titolo, un film musicale, uno spettacolo registrato dal teatro dell' Opera di Roma, reso completamente spoglio e ancor più suggestivo.

 

Baglioni racconta con l' entusiasmo della prima volta in uno dei primi incontri fortemente voluti dal vivo: «Questa messa in scena quasi cinematografica mi ha regalato grandi soddisfazioni e mi ha ridato l' energia degli inizi. Ne parlavo tempo fa con Peter Gabriel, gli raccontavo di quanta voglia avessi di qualcosa di nuovo e di eccitante».

claudio baglioni

 

Un' opera-concerto pop rock sinfonico contemporanea, con la direzione artistica di Giuliano Peparini, che da tempo collabora con Baglioni, e la regia di Luigi Antonini, disponibile in piattaforma per sei mesi, che vede coinvolti orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro dell' Opera di Roma: 188 tra musicisti, coristi, cantanti, ballerini, performer, che occupano e animano ogni spazio della struttura. Lo spettacolo - della durata di 90 minuti - si apre con un monologo scritto da Claudio Baglioni e interpretato da Pierfrancesco Favino e con un preludio danzato affidato all' étoile Eleonora Abbagnato. Tra gli altri ospiti, Danilo Rea, Giovanni Baglioni (figlio del cantautore), che esegue la suite finale dell' album.

 

claudio baglioni

Temi protagonisti di album e film, l' amore e il tempo che passa, «l' amore inteso come storia singola, nelle sue fasi della nascita, della curiosità, del corteggiamento, dell' esplosione, delle sue parabole ascendenti e discendenti. E il tempo, che a volte è più forte dell' amore stesso, un medico che sana ogni ferita».

 

Sull' opera gravano tanti progetti come «la bella sorpresa alla Mostra del Cinema di Venezia dove vorremmo portare il film prima di pensare alle sale e della tv».

 

Ma visto che la vita d' artista è anche prosaica, ecco Baglioni alle prese con televisione, Festival di Sanremo, candidatura ai Nastri d' Argento con la canzone scritta per il film di Muccino. Tante idee e così, strada facendo, Baglioni si rende conto che «quando le carriere diventano lunghe, il passato comincia a pesare, con tutto il suo bagaglio, sul futuro. Hai paura che ci sia qualcosa che non si storicizzi più nel tempo... Ma questo lavoro mi ha dato buone sensazioni».

 

claudio baglioni

Buone sensazioni anche dalla tv, acquisita da Anima mia, in poi. «Ho voglia di tornare, perché mi sono affezionato, ci ho preso gusto. E siccome non ho tutta la vita davanti è bene che mi affretti». Nel frattempo, felice di aver «cambiato il flusso del nuovo Festival di Sanremo» che infatti ha visto gli exploit di Mahmood prima e dei Maneskin ora, si candida all' organizzazione dell' Eurovision Song Contest, che torna in Italia in virtù appunto della vittoria dei Maneskin: «Mi piacerebbe poterlo organizzare con Giuliano Peparini. Abbiamo l' esperienza giusta».

 

claudio baglioni e giuliano peparini

Questa esperienza ha il sapore dell' autobiografia: «Mi rivedo ragazzino timido e riservato, sicuro che il successo non sarebbe arrivato o al massimo, che sarebbe durato poco. Ho avuto una strana vita, a differenza degli altri, i miei genitori non hanno osteggiato i miei desideri. Mia madre mi diceva che studiare mi avrebbe rovinato gli occhi, meglio cantare. E ricordo il primo concerto pubblico in periferia, mio padre fungeva da direttore artistico, mia madre da stilista. Mi vestì d' azzurro e di rosa. Sembravo un confetto. Io consiglio ai giovani di sognare sempre. Un uomo che non sogna è come l' uomo che non suda e tiene tutto dentro fino a creare una cancrena. Tentare sempre».

BAGLIONI FRANCESCHINI 2claudio baglioni 5claudio baglioni 1claudio baglioni 7claudio baglioni 6claudio baglioni 4claudio baglioni 3claudio baglioni 2

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…