bianca berlinguer

BALLA CON BIANCA – A ‘IO E TE’ SI DANZA SULLE NOTE DEI RADIOHEAD E LA BERLINGUER PARLA DEL SUO LIBRO SULLA TRANS MARCELLA (CHE FU MARCELLO): "SE VI CAPITA DI ENTRARE IN UN UFFICIO, UN NEGOZIO, SI TROVANO PERSONE TRANSESSUALI IMPIEGATE, CHE FANNO QUEL LAVORO? NO. E' ANCORA DIFFICILE DA ACCETTARE" - "NON C’È MAI STATA UNA DIRETTORA AL TG1. ALLA GUIDA DEL TG3 MI SONO DAVVERO RESA CONTO DI QUANTO SIA FORTE LA..." - E POI RIVELA UN DIFETTO FISICO CHE HA SEMPRE ODIATO - VIDEO

ESTRATTI INTERVISTA DI PIERLUIGI DIACO A BIANCA BERLINGUER OSPITE DI PIERLUIGI DIACO A "IO E TE DI NOTTE" SU RAIUNO 

 

LINK AUDIO-VIDEO: https://www.raiplay.it/video/2019/11/io-e-te---di-notte-595a7e07-64ec-4ab7-aab6-337ba83b6dba.html

 

Dopo la sua ospitata a “Io e Te” versione estiva Bianca Berlinguer torna da Diaco nel sabato sera di Rai Uno, insieme a Lilli De Folco, sorella del trans protagonista del libro “Storia di Marcella che fu Marcello” scritto dalla Berlinguer.  

 

 

DIACO APRE L’INTERVISTA CON LA SOLA PRESENZA DI BIANCA BERLINGUER

 

 

diaco berlinguer

DIACO: CON LA RETE UNO CHE RAPPORTO HAI? 

 

BERLINGUER: Quasi nessuno.

 

DIACO: TU NON HAI MAI LAVORATO NELLA RETE UNO? 

 

BERLINGUER: Io ho lavorato su Raidue, perché ho cominciato  con Minoli. Rai Uno mai. Ho fatto tantissimi anni di telegiornale e poi sono passata alla rete da tre anni. Il mio lavoro è stato soprattutto di telegiornale.

 

DONNE E POTERE: NON C’E’ MAI STATA UNA DIRETTORA AL TG1

 

DIACO: TU SEI STATA UNA DELLE PRIME DONNE AD AVERE IL POTERE DI DIRIGERE UNA REDAZIONE. HAI MAI SUBITO ATTEGGIAMENTI INGENEROSI PERCHÉ ERI DONNA? 

 

bianca berlinguer cover

BERLINGUER: Sì senz’altro. Io dico sempre che mi sono accorta davvero di che cosa vuol dire essere donna che gestisce del potere quando sono diventata direttore: sei tu che ti assumi in prima persona la responsabilità di tutto quanto, compresa la responsabilità penale. Lì mi sono davvero resa conto di quanto sia forte la discriminazione: forse è una parola troppo forte ma sicuramente ho capito la difficoltà di molti ad accettare che a decidere e quindi a dare degli ordini fosse una donna. 

 

DIACO: COM’È POSSIBILE CHE NEL 2019 DI FRONTE AD UNA DONNA CHE HA UNA RESPONSABILITÀ CI SIA UN ATTEGGIAMENTO DI QUESTO TIPO? 

 

BERLINGUER: Intanto le donne occupano ancora pochissimi posti dirigenti. Le donne hanno conquistato anche nel nostro campo, quello del giornalismo, posti senz’altro importanti: però il potere è ancora quasi tutto nelle mani degli uomini. Se noi guardiamo i TG della Rai, il TG3 è stato l’unico che ha avuto tre donne, prima di me la Brancati, la Annunziata. Non c’è mai stata una direttora donna del TG1 che è la principale testata di informazione dell’azienda. Insomma la donna di cammino importante ne ha fatto, ma ne deve fare ancora molto.

 

DIACO MOSTRA FOTO LEI DA PICCOLA CON UNA BAMBOLA E IL CANE 

 

bianca berlinguer

BERLINGUER: Questa è una foto scattata a casa di mio nonno, del papà di mio padre, nonno Mario dove noi andavamo molto spesso quando eravamo bambini perché lui tra l’altro era un nonno molto giocoso, molto allegro che ci comprava sempre giocattoli. Quel cane Lupo è stato quello con cui siamo cresciuti quando eravamo bambini perché è stato prima il cane di mio padre e poi è rimasto a casa dei miei nonni quando si è sposata con mia madre.

 

 

DIACO: CHE ITALIA ERA QUELLA DELLA TUA INFANZIA? 

 

BERLINGUER: Molto diversa da quella di oggi naturalmente. Dico sempre che non si possono fare paragoni perché è cambiato tutto rispetto a quei tempi… Era un altro mondo.

 

DIACO: ERA UN’ITALIA PIÙ PURA, PIÙ INGENUA, PIÙ SINCERA O TUTTO QUESTO È RETORICA?

 

BERLINGUER: Probabilmente era un’Italia meno incattivita rispetto a quello che è oggi. Quello che avverto oggi rispetto ad allora è che c’è questo rancore, questa cattiveria molto più forte e in alcuni casi giustificata ma che non bisogna cavalcare, non bisogna avallare, bisogna sempre e comunque cercare di contenere, soprattutto la politica, questo dovrebbe essere il suo ruolo, di contenerla, di indirizzarla e non di alimentarla. 

“HO SEMPRE ODIATO LE MIE ORECCHIE A SVENTOLA”

bianca berlinguer laura boldrini foto di bacco

 

 

DIACO: NEI CONFRONTI DELLA TUA FISICITÀ CHE RAPPORTO HAI AVUTO, COMPLESSI, ASPETTI DI TE CHE NON TI PIACCIONO O TI PIACCIONO DI MENO…

 

 

BERLINGUER: Tutti abbiamo aspetti che non ci piacciono soprattutto quando siamo giovani e quindi più insicuri. È più complicato vedersi belli quando si è giovani piuttosto che quando si comincia a crescere e invece eravamo molto meglio allora…

 

DIACO: C’È UN TUO ASPETTO, UN DETTAGLIO DEL TUO FISICO SU CUI NON SEI RIUSCITA A SOPRASSEDERE QUANDO ERI PIÙ GIOVANE?

 

BERLINGUER: Per esempio le orecchie a sventola non mi piaceva averle, io ho sempre avuto le orecchie non grandi ma a sventola. Questa cosa mi infastidiva, mi disturbava e le tenevo coperte.

 

don luigi ciotti bianca berlinguer foto di bacco

DIACO: DAI TUOI GENITORI E DELLA LORO SCALA VALORIALE COSA PENSI DI AVER TRASMESSO TU A TUA FIGLIA? 

 

BERLINGUER: Intanto le ho trasmesso, spero per lo meno, che nella vita bisogna fare il proprio dovere. Quindi lei che è una studentessa deve studiare.

 

DIACO: SEI SEVERA TU? 

 

BERLINGUER: Non è che sono severa, poi oggi è molto difficile essere dei genitori severi… Ho cercato sempre di trasmetterle il rispetto di alcune regole, fin da quando era bambina. Anche lei dice che è stata più severa la mamma del papà. Però io penso che questo sia un po’ il ruolo delle madri. Ancora oggi. Perché poi una figlia femmina ha un rapporto forte, privilegiato e di confidenza con la madre e quindi abbiamo avuto anche degli scontri, dei litigi ma penso faccia della normale dinamica che si instaura tra una mamma e una figlia. Se io penso che delle cose non sono giuste o non vadano bene glielo dico. 

 

 

ENTRA IN STUDIO LILLI DI FOLCO, SORELLA DI MARCELLA DI FOLCO, PROTAGONISTA DEL LIBRO "STORIA DI MARCELLA CHE FU MARCELLO"

 

 

DIACO: COME L’HA PRESA LEI QUANDO BIANCA HA DECISO DI RACCONTARE LA STORIA DI SUA SORELLA? 

 

mara carfagna bianca berlinguer foto di bacco

DI FOLCO: Benissimo perché Marcella voleva farlo questo libro e non voleva che qualcun altro lo facesse. Perché diceva che usciva fuori come una marionetta. Bianca era l’unica sua amica che poteva dire come era lei e questo ha fatto Bianca. 

 

DIACO: MI RACCONTA DELL’ITALIA, DI QUELL’ITALIA LÌ IN CUI MARCELLO FA I PRIMI PASSI PRIMA DENTRO  DI SÉ E POI NELLA COMUNICAZIONE ALL’ESTERNO, COME LO COMUNICA A VOI IN FAMIGLIA? 

 

DI FOLCO: È stato sempre molto attento in famiglia perché non voleva dispiacere mia madre e allora era molto serio, anzi devo dire che per i miei figli era uno zio terribile. Si faceva sentire a bacchetta. C’era un rapporto con mia sorella molto diverso dagli altri fratelli, non ci interessavamo dei nostri fatti personali. Ci rispettavamo entrambi, io non dicevo niente di quello che faceva lui e lui idem con me. Però all’occorrenza ero sempre io che lo difendevo: ho sempre difeso mio fratello. Quando è diventata una sorella per me è stata normale amministrazione. 

bianca berlinguer mara carfagna foto di bacco

 

DIACO: PUÒ DALLE SUA ESPERIENZA MANDARE UN MESSAGGIO A TUTTE QUELLE PERSONE A CASA CHE RISPETTO AL TEMA DELLA TRANSESSUALITÀ NON HANNO LA STRUTTURA PER POTER ACCOGLIERE QUESTA COSA CON NORMALITÀ 

 

DI FOLCO: Non è facile ma una madre che vuole bene al figlio, alla figlia deve cercare di farlo felice. Ragion per cui deve stare accanto, aiutarlo, ci sono tanti centri per poter cambiare sesso, che aiutano… Purtroppo i ragazzi vanno per la strada perché i genitori sono ancora ottusi. Noi siamo un’Italia un po’ ottusa in questo campo, non siamo all’avanguardia. Si sono fatti molti passi avanti anche grazie alle battaglie di mia sorella, lei ha pagato sul suo corpo queste battaglie e l’ha fatto con tanto amore. Suo unico desiderio prima di morire era che nessuna doveva soffrire quello che aveva sofferto lei per fare un cambio di sesso. Lei era una donna vera, fin dall’inizio. Io ho sempre cercato di aiutarla in tutte le maniere, delle volte si confidava e delle volte no. Quando mi ha detto sono tornata da Casablanca sto male sono una donna, le ho detto: “vieni a casa, dove vai?”. Mia madre non la prese molto bene… 

monica cirinna bianca berlinguer foto di bacco

 

BERLINGUER: Io ho voluto scrivere questo libro perché le ho voluto profondamente bene e so che lei me ne ha voluto altrettanto e perché è stata una persona speciale: la sua è stata una vita difficile, faticosa, dolorosa. Lei si rende conto fin da molto piccola di non riconoscersi nell’identità maschile in cui era nata però non si rende subito conto di voler diventare una donna, perché lei racconta che già nei suoi giochi di infanzia non voleva che ci fossero ragazzine, voleva sempre fare la parte della principessa, avverte che c’è qualcosa di diverso rispetto ai suoi coetanei maschi. Ha avuto la fortuna di avere una sorella speciale perché Lilli è stata una compagna che l’ha accettata sempre incondizionatamente. La mamma poverina…vorrei spezzare una lancia a suo favore, stiamo parlando del 1980. Marcella va a operarsi a Casablanca quando in Italia l’intervento era assolutamente illegale quindi con i documenti resta al maschile per due anni, la legge arriva nel 1982. Immaginatevi questa donna che si vede arrivare a casa, dove aveva visto uscire un figlio maschio,  vede invece tornare a casa una donna , portata da Lilli perché Lilli la va a recuperare in un alberghetto vicino alla stazione Termini. Lei ha una convalescenza molto difficile, per mesi e mesi ha questa ferita: questa vagina che era stata fatta a Casablanca che non si rimargina. Voglio ricordare che questo libro lei me lo ha raccontato quando sapevamo tutte e due che le restavano pochi mesi, che non ce l’avrebbe fatta a salvarsi perché era malata gravemente di un tumore.

don luigi ciotti luca telese mara carfagna bianca berlinguer foto di bacco

 

 

DIACO: È UN ATTO POLITICO RACCONTARE LA PROPRIA VITA E IL PROPRIO PERCORSO, NONCHÉ UN ATTO D’AMORE. E DA PARTE TUA (BERLINGUER) UNA CAPACITÀ DI ASCOLTO CHE SOLO UN’AMICA PUÒ REGALARE, LO HAI FATTO PIÙ DA AMICA CHE DA GIORNALISTA. 

 

BERLINGUER: Anzi forse solo da amica che da giornalista. Ho cercato in tutti i modi di non filtrare il suo racconto, di non sovrappormi alle sue espressioni, alle sue emozioni, al ricordo della sua vita che se ne stava andando. Alla fine arriva la zia Margherita e dice alla madre di Marcella una parolaccia, questo è tuo figlio e adesso è diventata tua figlia, la devi accettare… e la mamma la accetta: nel 1980 (la madre ndr) gli porta un brodino quando lei era ancora malata nella sua stanza e le dice prendilo è tanto buono l’ho fatto apposta per te. Marcella si mette a piangere, l’abbraccia forte e mi dice da questo momento mia mamma è stata l’unica che non si è mai sbagliata. Non mi ha mai chiamata al maschile, ma sempre e solo al femminile. Lei mi diceva sempre, ricordati Bianca per noi è una grandissima offesa quando ci chiamano “lui”, noi siamo lei, noi siamo delle donne. Questo prescinde dall’intervento chirurgico, ci si può sentire pienamente donne anche se non si decide di farsi la vagina. 

franca leosini bianca berlinguer mara carfagna foto di bacco

 

DIACO MOSTRA UN ESTRATTO DI UNA INTERVISTA DI MARCELLA DE FOLCO RILASCIATA AL PROGRAMMA TV “STRACULT”

 

 

BERLINGUER: Essere donna e’ stato sempre il suo primo obbiettivo. Pochi giorni prima di morire mi disse Bianca io ho avuto una vita bellissima perché non mi sono fermata di fronte a niente e sono riuscita a fare quello che desideravo fare della mia esistenza. Immaginiamoci che cosa voleva dire a quei tempi… È ancora oggi molto difficile, io penso che mentre l’omosessualità ancora subisce importanti discriminazioni, ha avuto un’accettazione sociale più importante, sono stati fatti passi avanti significativi. La transessualità è diversa: penso che ci siano ancora discriminazioni molto forti da parte della nostra società, ancora qualcosa di difficile da accettare. Se voi ci fate caso e Marcella lo dice nel libro, se vi capita di entrare in un ufficio, un supermercato, un negozio, si trovano persone transessuali impiegate, che fanno quel lavoro? No, è ancora molto difficile. Lei è stata una donna molto coraggiosa, molto determinata e che tre giorni prima di morire mi disse la mia è stata una vita bellissima perché nonostante tutto il dolore e la sofferenza sono riuscita a fare quello che volevo. E poi perché Marcella era una donna piena di allegria, piena di amore, portava festa dovunque arrivava, adorava profondamente il cibo: mi diceva come dovevo fare il brodo.

 

pierluigi diaco bianca berlinguer foto di bacco

 

DIACO: TUA FIGLIA HA CONOSCIUTO MARCELLA…

 

BERLINGUER: Mia figlia quando la incontra per la prima volta a 4 anni (lei viene a trovarla, era il giorno della befana e Marcella era una donna che ha avuto molte difficoltà economiche ma di grandissima generosità), le porta calze della befana, regali di ogni tipo… E io gliela presento come zia Marcella e Giulia era piccolina e la guardava, ad un certo punto fa: “oh ma tu sei un maschio o una femmina?”. Cosa la insospettiva? La voce. E Marcella lo diceva: se hai il vocione come l’ho avuto io, quando ti avvicini, tutti immediatamente si accorgono che sei stata un uomo e questo già crea un preconcetto e difficoltà di rapporto. Io ho chiesto a Marcella e tu cosa le hai risposto? Io naturalmente le ho detto una donna. Dopo negli anni ho spiegato a Giulia il perché delle domande che si poneva su zia Marcella.

 

 

DIACO: SICCOME NELL’ESTRATTO DI STRACULT MARCELLA PARLA D’AMORE VOGLIO CHIEDERLE SE MARCELLA È RIUSCITA NEGLI ANNI A TROVARE QUESTO SENTIMENTO

 

 

 

DI FOLCO: È riuscita a trovarlo ma non era quello che pensava lei perché comunque era sempre una trans e penso che se ne siano anche approfittati di lei per questo. E poi alla fine si è stufata e ha lasciato tutto.

SILVIO BERLUSCONI INTERVISTATO DA BIANCA BERLINGUER A CARTABIANCA

 

Lei quando veniva a Roma da Bologna, non ci raccontava mai niente di quello che faceva a Bologna perché andava da Bianca… e devo dire che ero anche un po’ gelosetta che andasse prima da Bianca e poi a casa… dovevo anche andarla a prendere a casa di Bianca e questo non gliel’ho mai detto ma ora glielo dico a Bianca! (ambedue sorridono)

 

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