salomè bene

IL BENE SI MOLTIPLICA - A 20 ANNI DALLA MORTE DEL PADRE, A “OGGI” PARLA PER LA PRIMA VOLTA LA FIGLIA DI CARMELO BENE, SALOMÉ, 30 ANNI, AVVOCATO: "DOVEVO CHIAMARMI CARLA. ALTRO CHE SALOMÈ. MIO PADRE VOLEVA UN NOME CHE INIZIASSE PER “C”. AVEVO GIÀ IL CORREDINO CON LA CIFRA. POI CAMBIÒ IDEA. LUI ERA IMPREVEDIBILE. MANDÒ PURE IN CONFUSIONE L’UFFICIALE DELL’ANAGRAFE..." – CARMELO BENE L’HA RESA ANCHE UNICA EREDE: "HA VOLUTO METTERMI ALLA PROVA? VOLEVA PROVOCARE? NO, IN REALTÀ NON HO UNA RISPOSTA…”

Valeria Palumbo per “Oggi”

 

SALOME BENE

«Dovevo chiamarmi Carla. Altro che Salomè. Mio padre voleva un nome che iniziasse per “C”. Avevo già il corredino con la cifra. Poi, nel percorso che lo portava all’anagrafe di Roma, cambiò idea. E divenni Salomè. Anzi: Salome senza accento, più Isa Isa, come Zsa Zsa Gabor».

 

Salomè Bene aveva 10 anni quando suo padre, l’amato-odiato-venerato-sbeffeggiato Carmelo Bene, drammaturgo, attore, regista, poeta, rivoluzionario e sovversivo, morì, il 16 marzo 2002. Parlando del suo nome depone la sua compostezza («Sa, è la prima volta che parlo a un giornale») per farsi una grande risata.

 

carmelo bene salome 1

«Perché Salomè? Perché era lui. Imprevedibile. Mandò pure in confusione l’ufficiale dell’anagrafe che non capì più nulla con “Isa Isa”. A 18 anni ho parzialmente rimediato: Isa Isa è scomparso e Salomè adesso ha il suo accento».

 

Si capisce che, per carattere, avrebbe preferito Carla. Ma ci sono forse tante cose che questa bella e solida trentenne che fa l’avvocato («non scriva “avvocata”: non ci sono più discriminazioni») e vive tra tre città, Torino, Roma e Lecce, avrebbe voluto diverse.

 

Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene, come si chiamava il più indefinibile protagonista del “nuovo teatro italiano”, l’ha messa subito sull’otto volante e l’ha lanciata nel vuoto. «Ho dovuto costruirmi una corazza. Mi vede così precisa ma ho dovuto difendermi, farmi scudo. Crearmi due anime e due vite».

 

Quella per cui ora esce allo scoperto gliel’ha ispirata-imposta proprio il padre: l’ha resa unica erede, assieme a una Fondazione che nel frattempo si è estinta, di tutto il suo patrimonio.

SALOME BENE

 

Che è sparpagliato e vario: abiti di scena, libri, documenti, foto, incisioni sonore, arredi dalle case di Roma e Otranto, gli angeli di Gino Marotta creati per la scenografia dello spettacolo Hommelette for Hamlet. Le maschere, no: non sono più tornate a casa dopo una mostra. Ma Salomè evita polemiche.

 

Anche perché, a 20 anni dalla morte di Carmelo, questo patrimonio ha una casa, a Lecce, e apre al pubblico. L’archivio è ancora in restauro, ma la biblioteca è già catalogata e digitalizzata e presto entrerà nel Sistema bibliotecario nazionale. A disposizione di tutti.

 

SALOME BENE

 

Anche gli arredi e i 30 costumi di scena sono già esposti. L’impresa è stata grande, non solo perché Salomè ci si è trovata dentro giovanissima («Quante volte, nei momenti di sconforto, mi sono trovata a chiedergli: perché, papa?»). È successo nel 2005, quando, estinta la Fondazione, è confluito tutto su di lei. Certo, la madre, la zia, la famiglia, gli amici le hanno dato una mano. Ma è pure un’impresa costosa e ha bisogno di un’organizzazione complessa («Voglio che sia tutto trasparente e pubblico; quindi i tempi si allungano e le decisioni sono più difficili»). Andrà tenuta in vita con una serie di iniziative originali: «Perché Carmelo Bene era un innovatore. Non ne possiamo fare un’istituzione o un monumento».

 

 Il Fondo è ora al sicuro al Convitto Palmieri, la natura giuridica è ben definita, la biblioteca sistemata dalle monache benedettine di Lecce (curioso destino per quel “diavolo” di Bene) e l’archivio è in buone mani. Così sono partite le altre iniziative: aprile le vedrà fiorire. La prima è stata una installazione sonora in piazza Sant’Oronzo.

 

raffaella baracchi carmelo bene

L’intenzione è avvicinare i giovani. «Ma con compostezza». È la parola che ripete più spesso. “Composto” come si sposa con l’esuberanza di suo padre? «Va bene, era contraddittorio. Ma voglio che emerga la sua contraddittorietà in ambito culturale. È sbagliato ricordare la sua storia personale».

 

Abbiamo toccato il tasto dolente. Carmelo Bene è morto il 16 marzo. Lei è nata il 17 marzo. «Morì di sera. Me lo dissero al mattino del mio compleanno. Eravamo a Torino con mamma, Raffaella Baracchi (ex Miss Italia 1983 e attrice, ndr) per assistere il nonno. I miei erano separati, io non l’ho quasi mai visto negli ultimi anni. Era malato, si era molto chiuso, c’era chi poneva ostacoli. Però quel giorno ho capito subito che non avrei più potuto parlargli. Dentro mi è rimasto questo: tutto quello che avrei voluto dirgli e oggi, credo, saprei dirgli meglio».

 

Si è data una risposta sul perché suo padre abbia affidato la sua eredità a lei, una bambina di neanche 10 anni?

SALOME BENE

«Perché era un grande? Non mi fraintenda: non era un grande perché ha scelto me, ma perché vedeva oltre. Perché aveva intuizione. Ha voluto mettermi alla prova? Voleva provocare? No, in realtà non ho una risposta».

 

Ma ha dedicato la sua vita a questa impresa, a questa sfida.

«No, ho dato la preferenza alla mia vita. Sono orgogliosissima dime stessa. I miei amici hanno scoperto tardi che ero la figlia di Carmelo Bene. E ancora adesso sono due vite separate».

 

Sarà stato difficile…

«Se non avessi avuto una mia spiritualità non avrei saputo gestire tante difficoltà. Sono cattolica. Ho studiato in Vaticano. Formazione classica. Ma fu una scelta condivisa dei miei genitori. Lo stile di vita di mio padre non era adatto a una bambina.

 

Lui aveva comunque studiato dai salesiani e io frequento ancora gli anziani sacerdoti i cui studi furono sostenuti dalla sua mamma, una vera benefattrice».

 

Il rapporto con lui? Ha dovuto inventarlo.

«L’ho ricostruito. Negli anni ho ritrovato cose che aveva scritto per me. Mi ha aiutato tanto anche mia zia, Maria Luisa Bene ( scomparsa nel 2013, ndr). Mi ha difeso. Mi ha raccontato».

SALOME BENE 2carmelo bene salomeSalome di Carmelo BeneCARMELO BENESalome di Carmelo Benecarmelo bene salome 7

 

ARCHIVIO CARMELO BENE ARCHIVIO CARMELO BENE ARCHIVIO CARMELO BENE ARCHIVIO CARMELO BENE raffaella baracchi carmelo bene RAFFAELLA BARACCHI 1ARCHIVIO CARMELO BENE

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...