bianca berlinguer

BIANCA BERLINGUER, “L’ALTRA META’ DEL GELO” – “RICORDO LA FRASE DI DAGO COME UN COMPLIMENTO. DI ME, SI È SEMPRE DETTO CHE ERO FREDDA, DISTACCATA, GLACIALE: HO IMPARATO A FARCI I CONTI. LE MIE SFURIATE? NON URLO MA DICO LE COSE CON FRANCHEZZA - CORONA? MI HA DATO DELLA GALLINA, UN’ESPRESSIONE PESANTE, MA LA SANZIONE NON POTEVA ESSERE L'INTERDIZIONE A VITA – IO “ISOLATA IN RAI”? NO, CON FUORTES SONO PIU’ SICURA – MIO PADRE TRISTE? NO, GLI DAVA FASTIDIO CHE SI DICESSE QUESTO DI LUI. AMAVA I LUNA PARK E…" - LA STILETTATA ALL’EX VALERIO MEROLA

Candida Morvillo per il "Corriere della Sera"

scazzo tra bianca berlinguer e francesco borgonuovo a cartabianca 5

 

Una volta, in tv da Francesca Fagnani, Bianca Berlinguer si è fatta sfuggire che è anche «pacioccona».

 

L'aggettivo non è quello che sarebbe venuto in mente a chi, per 25 anni, l'ha vista condurre, severa e austera, il Tg3, ma forse suona folgorante per chi, a # Cartabianca , l'ha scoperta sorridente, spiritosa, seppure sempre attenta, pronta a scattare, puntualizzare, precisare. «Pacioccona?» dice ora, ridendo, «quando l'ho detto? Non me lo ricordo». Le era stato chiesto in che animale si riconosceva. Aveva risposto «la leonessa». E aggiunto «ma sono anche pacioccona».

 

 Fine. Pacioccona come? Quando?

«Sono capace di divertirmi, sorridere. Anche spesso».

E la divertì pure la definizione che diede di lei Roberto D'Agostino: l'altra metà del gelo? «Io, nel complesso, ricordo la frase come un complimento».

 

Il resto della citazione è «amara come un Fernet, deliziosa come uno yogurt fuori scadenza, carattere ispido e un sorriso alla Psyco che la rende indomita e invincibile».

BIANCA BERLINGUER LUIGI MANCONI

«Ecco, indomita e invincibile, vede? Di me, si è sempre detto che ero fredda, distaccata, glaciale: ho imparato a farci i conti. È un'idea nata perché condurre un tg costringe a una certa severità. Invece, il talk consente di mostrare di più le emozioni, il carattere».

 

Il siparietto di #Cartabianca con Mauro Corona, scrittore e boscaiolo, che la chiama Bianchina, le offre gocce afrodisiache, nasce per scongelarla, come molti hanno scritto?

«Nasce per caso. Piace perché risultiamo così diversi e comunica allegria, bene prezioso di questi tempi. Ormai, abbiamo un rapporto di affetto. Ne abbiamo passate, di vicissitudini».

 

scazzo tra bianca berlinguer e francesco borgonuovo a cartabianca 3

La più nota è quando, in diretta, le diede della gallina. Il suo direttore Franco di Mare lo bandì dalla Rai. Lei disse che non poteva essere un uomo a decidere quando una donna doveva sentirsi offesa.

«L'espressione era pesante, ma la sanzione non poteva essere l'interdizione a vita».

In coda a quell'incidente, lei accusò di sentirsi «completamente isolata in Rai», come se #Cartabianca fosse «sopportata, non apprezzata».

 

Era il maggio scorso. Ora, come va?

«Mi sentivo senza interlocutori, una situazione che si era verificata quasi mai. Che fossi andata d'accordo o no coi vertici Rai, il dialogo c'era stato sempre. Ora, avendo nel nuovo Ad Carlo Fuortes un interlocutore, mi sento più sicura».

 

Che bambina è stata Bianca Berlinguer?

«Timida, ma sempre cocciuta. Mamma diceva: se ti metti in testa una cosa, smuovi i monti».

 

BIANCA BERLINGUER CORONA

Enrico Berlinguer, prima di diventare il padre nobile della sinistra, ha fatto in tempo a essere solo il suo papà?

«Sì. E l'uomo privato era molto diverso da come veniva descritto».

 

Intervistato da Giovanni Minoli, confessò che la cosa che più gli dava fastidio che si dicesse di lui è che era triste.

«Pensai: vedi che dà fastidio anche a lui? Era qualcosa che mi disturbava perché invece era estroso, giocoso. A noi figli, da bambini, faceva fare cose divertenti, imprevedibili. Gli piaceva moltissimo il luna park».

 

Saliva anche lui sulle giostre?

«Partecipava attivamente. La mia prima volta sulle montagne russe fu a Cagliari, a 8 o 9 anni».

Come ha vissuto lei gli anni del terrorismo?

BIANCA BERLINGUER E MAURO CORONA

«I miei hanno sempre cercato di farci fare una vita simile a quella dei coetanei. Poi, quando Aldo Moro fu rapito e ci fu la polemica sull'opportunità di trattare coi terroristi per la sua liberazione, papà ci chiamò e disse: se dovessi venire sequestrato, io non voglio trattative».

 

 Una figlia come può accettarlo?

«Ti auguri che non succeda mai e ti dici che è la sua volontà e va rispettata».

 

Il 3 ottobre '73, suo padre ebbe uno strano incidente in Bulgaria.

«Poco tempo dopo - c'era stato il colpo di Stato in Cile - avrebbe proposto il compromesso storico e da lì sarebbe arrivato al discorso di Mosca del '77 sulla democrazia come valore universale, ricevendo l'applauso più corto della storia del Pcus. Insomma, pur scortata dalla polizia bulgara, la sua auto fu centrata in pieno da un camion militare. Si salvò per miracolo. Che fosse un attentato era la sua convinzione profonda».

 

luigi di maio bianca berlinguer foto di bacco

Come tutti i dirigenti del Pci, versava al partito la quota di stipendio parlamentare eccedente il salario di un metalmeccanico. Come si viveva in sei con quel salario? «Stavamo attenti a tutto, ma non ci è mai mancato niente».

 

Quanto fu difficile quel 13 giugno 1984 assistere ai suoi funerali alla presenza di più di un milione di persone?

«Quando hai un padre tanto conosciuto che si sente male durante un comizio ed entra in coma, sei costretta a rinunciare a una parte dell'intimità che ogni lutto esige. Fin da subito, entrò in azione la macchina organizzativa del Pci. E, per quanto bellissima, la grande emozione popolare che ha accompagnato la sua morte ha fatto diventare pubblico e istituzionale quel dolore, rendendo ancora più faticoso elaborarlo».

 

Davvero sua madre non era comunista?

«Non veniva dal Pci, era cattolica, ma condivideva con papà i valori di fondo della vita. A me e alle mie sorelle, ha insegnato a essere autonome, a non sentirsi mai subalterne ai maschi».

elisabetta sgarbi bianca berlinguer foto di bacco (2)

 

Sua zia Ines la descrisse così: «Letizia si diverte a contraddirci su tutto: Pertini, il papa, la Dc, la Malfa e perfino il Pci».

«Non è che si divertiva a contraddire: se la pensava in un altro modo, lo diceva».

 

Lei perché ha scelto il giornalismo?

«Ero incerta fra psichiatria e giornalismo. Forse, ho fatto la scelta più facile. Poi, da direttore, ogni tanto, sbottavo e dicevo: ho scelto di fare la giornalista non la psichiatra. Cominciai collaborando al Messaggero , non pensavo alla Tv. Poi, Minoli cercava programmisti registi e scoprii che amavo lavorare con l'immagine».

 

Quando diresse il Tg3, si narrava che i redattori o l'adoravano o la temevano. Era così? E meglio essere adorati o temuti?

bianca berlinguer

«Ho provocato sentimenti netti. Ed è meglio essere amati, non c'è dubbio. Però, ero un direttore e chi ha quel ruolo a un certo punto deve pur dire: si fa così».

Si favoleggiava di sue sfuriate. «Una cosa enfatizzata. Ho confronti franchi, ma non urlo, sono una fredda».

 

 Quanto la leggenda è imputabile alla narrazione maschilista del potere femminile? «Abbastanza. Nella mia famiglia mai è stata fatta differenza fra le tre figlie femmine e il figlio maschio: avevamo tutti gli stessi orari, le stesse regole. Solo nel mondo del lavoro mi sono resa conto di come uomini e donne vengano tuttora percepiti diversamente e della resistenza ad accettare che l'ultima parola sia di una donna».

 

 Il Tg3 in cui fu assunta da Sandro Curzi era detto Telekabul, che effetto le faceva?

«Lo consideravamo motivo di vanto».

Era un vanto anche essere detta La zarina?

«No, ma non lo trovo negativo: condurre o dirigere significa assumersi delle responsabilità».

 

Nel 2016, fu rimossa dalla direzione perché invisa, si disse, all'allora premier Matteo Renzi. Che aveva fatto per non essergli simpatica?

BIANCA BERLINGUER E GIUSEPPE CONTE

«Non serbo rancore. Tempo dopo, è ritornato nella mia trasmissione. Tutti i leader politici sono sempre venuti a #Cartabianca , con una sola inspiegabile eccezione: Giuseppe Conte».

 

Chi è oggi il politico più efficace in tv?

«Nessuno. I partiti sono deboli e il Paese chiede anzitutto rassicurazioni sulla pandemia».

 

Una previsione e un auspicio per il Colle?

«L'auspicio è che il ruolo di Draghi resti centrale da Palazzo Chigi o dal Quirinale, la previsione è che i giochi di partito creino il caos».

Lei si darà mai alla politica?

«A chi me l'ha proposto ho sempre detto: non devo neanche rifletterci».

ABBRACCIO TRA MAURO CORONA E BIANCA BERLINGUER

 

Riservata com' è, la infastidì quella stagione, negli anni '90, in cui voi conduttrici dei tg eravate considerate sex symbol?

«No. Rifletteva l'arrivo delle donne alla conduzione dei tg, un cambiamento importante».

 

E quando ragazzina finiva su Novella 2000 perché fidanzata con l'attore Saverio Vallone? «Ma sì... Ci siamo rivisti di recente, ha una bellissima famiglia».

 

Immagino che Valerio Merola, che rivelò dopo decenni che voleva sposarla e fu rifiutato, non le ispiri lo stesso sorriso.

«Lo frequentai, ventenne, per un solo weekend. La sua fu un'intrusione sgradevole, mirata a farsi pubblicità».

 

Da quando a dicembre è trapelata la decisione, si è sposata con Luigi Manconi?

«No, aspettiamo una tregua dal Covid».

 

 

mauro corona e bianca berlinguer

Perché si decide di dirsi sì, dopo 25 anni?

«All'improvviso, forse per festeggiare virtualmente le nozze d'argento, ma non mi chieda altro. Se un settimanale non avesse notato le pubblicazioni, non l'avremmo mai raccontato».

 

Il suo futuro marito ha perso la vista nel 2007, come si affronta un evento simile? «Coinvolge tutta la famiglia, ma Luigi è stato bravo e coraggioso: è riuscito a continuare la vita di prima, scrive libri, editoriali, organizza convegni, presiede la sua Onlus sui diritti».

 

Le Iene vi hanno fatto credere che vostra figlia Giulia aveva comprato una patente falsa. Davvero eravate pronti a denunciarla?

«Io sì, lui era complice. Non si è visto, ma ho chiamato pure l'avvocato, decisa a denunciare».

bianca berlinguer 3

 

Perché il suo unico libro l'ha scritto sull'attivista transessuale Marcella Di Folco?

«È stata una mia carissima amica, ha avuto una vita di dolori e trasmetteva sempre ironia e felicità. Da uomo, fu attore per Fellini; da donna, fece anche la prostituta non sapendo come mantenersi. La sua determinazione a vivere la vita a cui aspirava è stata un esempio per me».

 

E lei, ha fatto la vita che voleva?

bianca berlinguer 5

«In parte sì, in parte no. Chi fa la vita che davvero avrebbe voluto?».

Bianca Berlinguer Storia di Marcella che fu Marcello marcella di folco 795919

valerio merolaDAGO VITA DA CARLO 5curzicarlo fuortesfranco di mare foto di baccobianca berlinguer luigi manconi foto di bacco (4)

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…