carlo verdone troppo forte

BIANCO, ROSSO E VERDONE - NEL SUO LIBRO RACCONTA COME NACQUE LA SCENA INIZIALE DI “TROPPO FORTE” – IN UNA BISCA DAVANTI A UN FLIPPER UN COATTO MEGALOMANE RACCONTO’ UNA SCOPATA CHE SI ERA FATTO IL GIORNO PRIMA: "C'ERO ANNATO DE CESELLO CO' LA LINGUA SOPRA E SOTTO PE' MEZZ' ORA. ME STRILLAVA SBRIGATE, FAMME GODÉ... E IO: CHE M'HAI PRESO, PE' 'N CONTORZIONISTA?' ESCO SENZA MUTANNE E SENZA CAMICIA, LA PIJO PE' 'N BRACCIO E 'A STENNO SUR COFANO. AHÓ, SO' STATO VENTI MINUTI A FÀ ER PISTONE. ALLA FINE…” - VIDEO STRACULT

Estratto del libro “La carezza della memoria” pubblicato da “il Messaggero”

 

Negli anni sessanta e settanta a Roma, come credo anche in altre città, esistevano le bische. Erano frequentate da gente poco raccomandabile e vi si praticava il gioco d' azzardo.

CARLO VERDONE TROPPO FORTE

 

Spesso i gestori per ingannare la legge davano ai loro locali dei nomi che erano bizzarre sigle di ispirazione culturale, tipo CADAIM, che voleva dire Centro Affermazione Divulgazione Arte Italiana nel Mondo. Ma cultura de che? A me e ai miei amici veniva da ridere, perché bisognava avere la faccia come il culo per chiamare così un centro di riciclo di soldi sporchi, usura e traffico di gioielli rubati. Poi aprirono anche dei locali che pur mantenendo il nome equivoco di bische erano in realtà destinati ai ragazzi, studenti come noi, ma anche malandrini e nullafacenti.

 

CARLO VERDONE COVER

Non ci si giocava a poker, ma a flipper e biliardino. Una volta che cominciavi a giocare a flipper eri fregato, perché ci saresti tornato spesso, drogato dai suoni, dalle luci colorate, dalla sfida continua alla tua prontezza di riflessi nel lanciare la biglia, stopparla e indirizzarla verso un obiettivo in grado di farti guadagnare punti. La vera goduria era poter battere il record che qualcuno aveva inciso sulla cornice del flipper. Non ci riuscivi mai, ma era già un successo anche solo avvicinarsi a quel numero composto da sei cifre alte.

 

L' AMICO Un giorno Giovanni, il mio migliore amico, mi chiese di accompagnarlo in una bisca dove non eravamo mai stati. Si trovava vicino a piazza del Monte di Pietà, alla fine di via dei Pettinari. Quel giorno, dopo pranzo, arrivammo di fronte al grande portone d' ingresso di questa oscura bisca. Fuori, appoggiato al muro, un cinquantenne col capello un po' lungo e qualche mèche. Aveva un soprannome, Er Saraga: anni dopo lo ritrovai sul giornale, in cronaca nera.

 

CARLO VERDONE TROPPO FORTE

Era stato ammazzato a colpi di pistola. Abbronzato, pieno di ori al collo e ai polsi, fuma e fissa una bella donna che gli passa davanti in jeans attillati e capelli al vento. Con tono da rimorchio d' altri tempi le dice: «A bella cavalla... Se cerchi 'n fantino l' hai trovato». E così dicendo con una mano si palpeggia la patta dei pantaloni. Ridemmo tanto. E quel gesto diventò negli anni a venire il mio cavallo di battaglia nella rappresentazione del bullo di Un sacco bello.

 

LO STANZONE Entrammo. Era uno stanzone immenso, con un forte odore di umidità e i muri scrostati. A tutte e quattro le pareti erano addossati tanti flipper, tutti occupati.

Fumavano quasi tutti, e l' ambiente aveva un che di irreale: un girone sinistro di drogati del gioco. Nessuno parlava, si sentivano solo gli urti della biglia di acciaio sui bumper colorati che facevano scattare il punteggio.

 

CARLO VERDONE TROPPO FORTE

Ogni tanto partiva un ma vaffanculo... per un tilt o una biglia persa. Arrivò il nostro turno. Giocammo su un flipper per noi nuovo: si chiamava Luna Shot.

 

Io ero diventato bravino, arrivavo a punteggi molto alti, ma su quel flipper ero un vero disastro.

 

Decisi di spendere l' ultima moneta prima di tornare a casa a studiare. Mentre dividevo la partita con Giovanni, una biglia lui, una biglia io, sentii all' improvviso un gran clamore. Ci voltiamo e vediamo un cafone che più cafone non si può, capelli un po' a banana, occhiali scuri a montatura arcuata antivento, camicia e pantaloni neri. Era accompagnato da un codazzo rumoroso di ragazzi. Si era avvicinato a uno dei tantissimi flipper ma non stava ancora giocando.

 

CARLO VERDONE TROPPO FORTE

Si era messo a raccontare qualcosa, ma non riuscivamo a sentire bene. Siccome aveva un tono di voce interessante, rauco e volgare, decidemmo di mollare la partita e andare a sentire. Io e Giovanni eravamo sempre curiosi, perché queste voci di romani sbruffoni regalavano battute memorabili, battute che solo l' immensa creatività della coatteria poteva inventare. L' uomo in nero stava raccontando una scopata che si era fatto il giorno prima.

 

Come un megalomane, davanti a una platea sguaiata, si vantava così: «... stavamo dietro a 'n distributore sulla Collatina. Già j' avevo dato de preliminari...

C' ero annato de cesello co' la lingua sopra e sotto pe' mezz' ora.

 

La vedo che nun ce capiva più gnente... Me strillava Sbrigate, famme godé... So' pronta'. E io: Guarda che nun ce riuscimo dentro 'sta màghina... Stamo stretti 'na cifra. Lei me fa: Provace, Silva'...' Ma che ce provo... è 'na centove

ntiquattro! Che m' hai preso, pe' 'n contorzionista?' Co' questa che strillava sbrigate!

CARLO VERDONE TROPPO FORTE

' nun ce penso du' vorte... Esco senza mutanne e senza camicia, la pijo pe' 'n braccio e 'a stenno sur cofano. Ahó, so' stato venti minuti a fà er pistone. Alla fine m' ha ringraziato... Pensa che quanno avemo finito m' ha fissato co' du' occhi dorci e m' ha detto grazie, Silvano...'. Io j' ho accarezzato i capelli e je ciò caricato: ... dimme che t' ho fatto toccà er cielo co' 'n dito'. Lei me guarda, me bacia e me fa: Er cielo? Ma tu m' hai dato 'a luna co' tutte le stelle...'.»

 

GLI ALBORI Io e Giovanni eravamo piegati in due dalle risate, c' eravamo voltati per ridere senza farci vedere.

Ci stavamo sentendo male. Dopo, per la strada già cominciavo a recitare per Giovanni quel monologo di rara, comica volgarità.

 

Mi veniva benissimo. Ignaro che un giorno sarebbe diventato uno dei tanti protagonisti della mia vita artistica. E forse l' inizio di Troppo forte è merito anche suo.O tutto suo.

carlo verdone carlo verdone

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO E MESSO DA PARTE IL LORO EGO ESPANSO. COME DICE RENZI, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…