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UNA BOCCATA DI KASIA: “#METOO? OGGI IL PRODUTTORE PORCELLO HA PIU' PAURA. E' UN INIZIO, MA NON BASTA" – LA SMUTNIAK A RADIO2: "LA VITA DOPO IL MATRIMONIO? NON CAMBIA. VENGO DA UNA FAMIGLIA MILITARE CHE PER UNA DECINA DI ANNI SI E' VERGOGNATA DEL MIO LAVORO - PER 'LORO' DI SORRENTINO MI SONO PREPARATA CON MESI DI ALLENAMENTO E SACRIFICI. E POI SI DEFINISCE "UNA MIGRANTE ECONOMICA" ARRIVATA IN ITALIA 20 ANNI FA: “LA PAURA FA CHIUDERE LE NOSTRE MENTI…”

Da I Lunatici Radio2 https://www.raiplayradio.it/programmi/ilunatici/

 

Kasia Smutniak è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte e mezza alle sei del mattino.

kasia smutniak

 

Kasia Smutniak ha parlato un po' di sé stessa: "Il mio rapporto con la notte? Dormo, prima di avere figli magari me la vivevo un pochino di più ma ultimamente a una certa ora crollo. Mi piace l'idea di svegliarmi presto. La vita dopo il matrimonio? Non cambia, dopo tanti anni che si sta insieme non credo che cambi molto. Amicizie strette sul set? Poche che rimangono, anche si creano dei rapporti forti perché si vive a stretto contatto e si condividono delle emozioni. Sul set di 'Perfetti Sconosciuti' ero diventata amica di Alba Rohwacher e Anna Foglietta. Eravamo femmine contro maschi. I maschi erano indisciplinati, noi tutte precisine".

 

A proposito della sua prima grande occasione: "Se mi parlano di occasioni non penso al lavoro. Nel lavoro ogni cosa è una prova. Ogni incontro, ogni provino, è una prova costante. Ti senti costantemente alla prova. Quando avevo meno da perdere, compreso la faccia, era tutto più semplice, e già stavo in ansia. Adesso le aspettative si sono alzate e l'ansia è ancora di più. Io ho iniziato a lavorare prestissimo. Quando penso alle prove non penso al lavoro, penso alla scuola. Non sono mai stata una da primo banco, ma mi creavo delle grandi aspettative da sola, anche se a casa non sentivo mai l'ansia di essere la migliore".

kasia smutniak

 

Sul rapporto con la sua famiglia d'origine: "Vengo da una famiglia militare, si sono vergognati per una decina di anni, per un'altra decina hanno pensato che avessi ancora tempo per fare qualcosa di serio. Ora invece sono contenti, si sono arresi all'idea che faccio questo nella vita. Il mondo dello spettacolo era una cosa molto lontana da quello che si faceva prima nella mia famiglia. A 16 anni ho preso il brevetto da pilota di alianti".

 

A proposito della sua immagine: "Il rapporto con la bellezza? E' cambiato nel tempo, ora mi sento molto più sicura rispetto a dieci, venti o cinque anni fa. Ho fatto pace e non mi sfottete perché è una cosa importante. Ogni donna, ogni persona, pensa di non essere mai abbastanza. Ma deve imparare ad accettarsi. E' un processo che sto imparando".

 

kasia smutniak

Su Loro, il film di Sorrentino: "Era un set molto fisico per me. Ho trasformato il mio corpo. Doveva diventare quasi un oggetto, un antagonista, una cosa a sé. E' stato chiesto specificatamente dal regista. Quei corpi delle donne che non vogliono accettare il tempo che passa e quindi fanno tutto per renderlo tonico, bello, giovane, abbronzato, teso. Quasi normale. Ci sono voluti mesi e mesi di allenamento e sacrifici. E' stata una bellissima sfida".

 

Sul #metoo: "Quello che manca in questo percorso è una presa di coscienza da parte dei maschi. Noi donne periodicamente ci interroghiamo e viviamo le nostre rivoluzioni, interne ed esterne, ma nel mondo maschile non è ancora mai accaduto e finché non accade anche dall'altra parte questo percorso sarà più tortuoso e più lungo. E' iniziata davvero una presa di coscienza e solo il fatto che ne stiamo parlando è un grande passo avanti. Se è vero che il produttore porcello oggi ha più paura con il #metoo? E' vero. Oggi cose che accadevano dieci anni fa non potrebbero più succedere con la stessa facilità. Abbiamo scavalcato un muro che non vedevamo nemmeno. Noi donne per prime, che spesso siamo nemiche di noi stesse".

kasia smutniak

 

Sull'Italia: "Sono venuta in Italia vent'anni fa, sono un migrante economico. Il mio spostamento era una scelta precisa, negli anni ho visto un grande cambiamento, non solo in Italia, in tutta Europa. La paura fa chiudere le nostre menti, è un oggetto che viene usato da sempre, dall'inizio della nostra civiltà, cui non dobbiamo cedere. Se una cosa ti fa paura, devi conoscerla a fondo. Senza dimenticare da dove vieni e che storia hai".

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