the good wife

LA BRAVA MOGLIE NON INVECCHIA - ''THE GOOD WIFE'' È INIZIATA NEL 2007 E SI È CHIUSA DOPO 7 STAGIONI MA È ANCORA PERFETTAMENTE ATTUALE E GODIBILE (RECUPERATELA SU NETFLIX) - L'ATTUALITÀ SI INTRECCIA CON LE STORIE DEI PERSONAGGI, E SI CAPISCONO L'IMPORTANZA DEGLI SCANDALI SESSUALI (BEN PRIMA DEL METOO) E IL RAPPORTO PERVERSO TRA POLITICA E GIUSTIZIA

Stefano Balassone per “la Repubblica

 

Good Wife , la serie americana, è stata concepita e iniziata nel 2007, un anno prima di Obama, accumulando fino ad oggi 189 episodi (compresi 33 della derivata Good Fight ).

La si trova su Netflix, perennemente disponibile come accade da quando l' offerta audiovisiva giace per sempre nei grandi archivi on line.

 

the good wife

La struttura è quella usuale delle serie: un personaggio centrale (l' avvocatessa che finalmente anziché alla casa si dona alla carriera) e molti di contorno con storie che variamente si aprono, si intrecciano e si chiudono, puntata per puntata.

 

Le vicende di cui si narra, tutte in un mondo d' alto bordo e a contatto con ogni forma di potere, si svolgono a ridosso della Storia corrente anno per anno. Così lo spettatore di oggi la rivisita, filtrandola col vantaggio inestimabile che solo il senno di poi permette.

 

Due le cose che presto si imparano. La prima è il ruolo centrale svolto in Usa dagli "scandali sessuali", nel consentire o stroncare le carriere di un politico (e questo già in anni in cui il MeToo era lontano da venire) tant' è che la serie inizia quando la "buona moglie" scopre che il consorte, Governatore, ci è cascato. La seconda è l' evidenza di una sorta di giustizia parallela e ultra segreta anche se "legale".

THE GOOD WIFE

 

Come nella puntata in cui alcuni compiti funzionari, assistiti da consulenti legali tra i migliori, decidono intorno a un tavolo se giustiziare di soppiatto un cittadino che forse complotta contro gli Usa. In più capiamo che se fosse straniero, gli scrupoli sarebbero assai meno.

 

Non manca di tanto in tanto il lato comico, o meglio il cinismo colto di chi pratica insieme tanto la regola quanto la trasgressione e così parla a quanto di analogo vive in ogni spettatore. Vecchio schema che ricordiamo fin dai tempi de' I Soprano , coi loro delitti di cui ridendo ci rendevamo complici. Non c' è da noi una serie analoga che ospiti la Storia corrente. Ci basta, a quanto pare, la sitcom dei talk show politici, che altrove è assente.

worst good wife actress julianna margulies went flowy in a white strapless dress by reed krakoff

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...