about dry grasses the zone of interests

LA CANNES DEI GIUSTI – COL PRIMO FINE SETTIMANA SONO ARRIVATI I FILMONI, COME IL POTENTE MA LENTISSIMO FILM DI QUATTRO ORE “ABOUT DRY GRASSES”, DI NURI BILGEN CEYLAN, NOTO COME L’ANTONIONI TURCO, CHE NON È PROPRIO LA MIA TAZZA DI TÈ – PIÙ INTERSSANTE PER ME IL TESO E CUPISSIMO “THE ZONE OF INTEREST”, DI JONATHAN GLAZER, TRATTO DAL ROMANZO DEL COMPIANTO MARTIN AMIS, CHE CI RIPORTA DRITTI A AUSCHWITZ, MA SENZA FARCI VEDERE GLI EBREI CHE SOFFRONO E MUOIONO... – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

About Dry Grasses

Cannes sesto giorno. Stavolta si fa sul serio. Col primo fine settimana sono arrivati i filmoni, dal potente ma lentissimo film di quattro ore “About Dry Grasses”, cioè “Erbe secche” di Nuri Bilgen Ceylan, noto come l’Antonioni turco, che non è proprio la mia tazza di tè, anche col nono film con la sua Anatolia sperduta in mezzo alle neve e i suoi personaggi cechoviani, misantropi, in attesa di dialogo, già supercandidato alla Palma d’Oro da molti, al più teso e cupissimo “The Zone of Interest”, il nuovo film del più moderno e intrigante, almeno per me, Jonathan Glazer, che ritorna al cinema dopo dieci anni di assenza, visto che l’ultimo film era il fantascientifico “Under the Skin” con Scarlett Johansson in versione aliena mangia-uomini.

 

About Dry Grasses -presentazione a cannes

Col primo siamo nel solito villaggio nevoso (ma in Turchia nevica solo nei film di Ceylan?) dove un professore di arti plastiche, interpretato da Deniz Celiloglu, si annoia mortalmente, anche se lo rallegra la presenza di una giovane allieva, Sevim, interpretata da Ece Bagci, e non a caso verrà accusato di molestie. Ce lo vedremo questo inverno aspettando la neve.

 

Potrebbe piacere molto alla giuria e, di fatto, è un’opera attenta e importante “The Zone of Interest” di Jonathan Glazer, tratto dal romanzo di Martin Amis del 2014 dallo stesso titolo, meravigliosamente fotografato da Lukasz Zal come fosse una fotografia dell’epoca col colore dell’Ufa, che ci riporta invece dritti a Auschwitz.

 

The Zone of Interest

Ma la chiave non è farci vedere ancora una volta gli ebrei che soffrono e muoiono come accadde in “Son of Saul” di László Nemes, che nel 2015 vinse il Grand Prix della giuria e poi l’Oscar al miglior film straniero, ma come vive nella sua bella casetta il comandante del campo, Rudolf Höss, interpretato da Christian Friedel, che avevamo conosciuto ne “Il nastro bianco” di Michael Haneke, assieme a sua moglie Hedwig, interpretata dall’indimenticabile Sandra Hüller di “Toni Erdmann”, e i figlioletti.

 

The Zone of Interest libro martin amis

Il film si apre appunto, dopo il titolo e un’ouverture a nero di grande effetto di Mica Levi, su una scena di famiglia tedesca sul fiume a prendere il sole e fare bagni, gli Höss. Il montaggio di Glazer è preciso e fa un lavoro sull’immagine minuzioso. Auschwitz, coi suoi camini sempre in funzione, ci viene mostrata solo nelle scene successive dietro il muro della casetta del comandante.

 

E l’orrore, la banalità del male, ci vengono presentati piano piano nella quotidianità della famiglia e dei suoi discorsi. Hedwig parla con delle amiche e vengono fuori i diamanti trovati in un tubetto di dentifricio di una ebrea, la pelliccia tolta a un’altra, le sottovesti delle donne bruciate, la promessa di un po’ di polvere come concime da dare alla serva polacca.

 

The Zone of Interest - presentazione a cannes 2023

Non c’è una vera e propria storia. Se non forse il fatto che Rudolf è stato trasferito e la moglie non vuole lasciare la casa dei suoi sogni. Una casa dalla quale sua madre fugge a gambe levate dopo averci passato una notte vedendo i camini dei forni crematori sempre in azione. Rudolf, assieme a un gruppo di ingegneri della ditta appaltatrice del campo, mette a punto un complesso di forni a ciclo continuo, in modo da eliminare, sentiamo, i 70.000 ebrei ungheresi che stanno arrivando.

 

Glazer ha ricostruito in Polonia la casa e il campo, è attento al minimo dettaglio. Ci mostra un orrore che, sì, potrebbe ripetersi nella sua forma familiare da una parte e industriale dall’altra, come dimostra la logica della guerra attuale, il mercato delle armi e quello previsto della ricostruzione. E l’odio che dimostrano Hedwig e le amiche per gli ebrei, un odio di classe.

 

The Zone of Interest

Non è un film tanto diverso, nel suo aspetto politico e nel modello narrativo, di “Under the Skin”, anche se leggo Peter Bradshaw che tira in ballo la critica di Jacques Rivette sul “carrello” di “Kapo” di Gillo Pontecorvo, cioè la pornografia cinematografica nel mettere in scena l’orrore di Auschwitz.

 

Lo stesso discorso, per molti, poteva valere anche per “Son of Saul”. Ma davvero non mi sembra il caso. Glazer ha in mente un cinema diverso, più vicino a quello di Haneke e comunque molto artistico nella composizione dell’immagine e nel montaggio. E’ semmai troppo freddo. Ma è un film di grande livello.

About Dry Grasses

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…